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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Bergamo e Brescia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 540

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   l'arie Seconda — Alta Italia
   uno scatto breve, pronto, infelice. Nel giorno stesso in cui sui campi di Novara si decideva un altro decennio di servitù per la Lombardia, giungevano, baldi di speranza e di ardimento, in Brescia dalla Svizzera, molti cittadini ivi rifugiati, die animarono il popolo alla rivolta. La città era completamente evacuata dalla truppa austriaca, mobilizzata sul Ticino, e soli 500 uomini custodivano il castello. Il comandante di questo presidio, sorpreso a passeggiare per la città, fu, da una mano di ardimentosi cittadini, fatto prigioniero; furono intercettati tutti i corrieri che da Milano si recavano a Verona ed occupati i posti della polizia.
   Visto l'atteggiamento della città, il presidio del castello cominciò a scaricare mitraglia, bombe e racchette su di essa, mentre gli insorti, suonando le campane a storino, impugnate le armi, occupavano e barricavano pronti alla difesa i migliori punti della città. Alla direzione del movimento si organizzò un Comitato di pubblica difesa, deciso di resistere a qualunque costo. Appena si sparse la voce della rivoluzione scoppiata in città accorsero 111 suo aiuto bande armate, organizzate nelle campagne e nelle borgate circonvicine: tra queste ebbero fama di valorosissime la colonna di Perla comandata dallo stesso curato del luogo, don Boifava, e quella diretta dal valoroso Maseìli.
   Pervenuta anche in Verona la notizia della rivolta di Brescia, una colonna di truppa con numerosa artiglieria, comandata dal generale Nugent, si diresse rapida sulla città fermandosi a poche miglia da questa, a Pezzato, in attesa d'altri rinforzi. Il Municipi*} ' di Brescia, nella gravità del momento, mandò legati al generale austriaco per conoscerne le intenzioni. Questi rispose: < Che Brescia dovesse distruggere le erette barricate, deporre le armi, arrendersi a discrezione. Volere entrare per amore o per forza; intanto dava tempo quattro ore per la risposta, frenando per misericordia i soldati e facendo tacere i cannoni >.
   Non sì tosto ai cittadini fu data la notizia dell'oltracotante messaggio proruppe in ogni parte della città il grido: i Si resista. Piuttosto morir tutti sotto le rovine della patria che cedere ad ingiunzioni sì umilianti ed oltraggiose >. E la lotta fu subito iniziata. Presentandosi il nemico ad oriente fu mandato un forte stuolo di volontari, comandati dall'animoso pittore Tito Speri, a difendere il borgo di Sant'Eufemia alle falde dei Ponchi. 11 predestinato martire di Belfiore sostenne in quella fazione l'urto primo della vanguardia austriaca appoggiata dall'artiglieria, colla sagacia e la fortezza di un provetto capitano. L'attacco cominciata verso mezzodì durò per qualche ora, respinto sempre dai Bresciani con eroico valore per difetto di munizioni, con frequenti attacchi alla baionetta e lotte corpo a corpo.
   Fra gli episodi di quel combattimento si narra di un tal Itabaldi, che colpito per il primo da una palla in petto disse allo Speri: < di notarlo primo fra i morti sul campo di battaglia >, e mentre il moribondo esternava tale desiderio un altro popolano col ventre squarciato da una scheggia -di mitraglia, cadeva grillando: < E il mio nome secondo
   Dovendosi concentrare la difesa nella città fu dal Municipio fatto evacuare il borgo di Sant'Eufemia, che allora soltanto e con molti riguardi gli Austriaci riescirono ad occupare. Armi pervenute dai Comitati insurrezionali della provincia e dal Piemonte, valsero a rinfocolare nei Bresciani il desiderio della resistenza, mentre il Nugent riceveva mi soccorso d'altri 4000 uomini con cinque pezzi d'artiglieria e l'avviso che il generale Hayuati si apprestava ad appoggiarlo.
   Dal castello e dai colli circostanti, occupati dal Nugent, pioveva sulla città una continua gragnuola di obici e di mitraglia ; le racchette erano dirette sulle case allo scopo d'incendiarle e molte riescirono nell'intento Con uno stoicismo che ha rari riscontri nella storia i cittadini, che avevano chiusi i vecchi, le donne, i fanciulli nei luoghi più riparati delle case, attendeva® ad uu tempo alla difesa ed allo spegnimento degli