Brescia
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G. B. Cavallini d'Iseo ed altri, che disposero d'impossessarsi della Ilocca d'Anfo e di comporre legione secondante l'insurrezione dell'esercito piemontese, capitanato dal principe di Carignano.
« La sentenza del 21 gennaio 1824 del Tribunale speciale sedente in Milano condannò alla pena di morte, poi commutata in carcere duro, per alto tradimento, ventidue Bresciani, dei quali sei scampati colla fuga illustrarono la patria all'estero.
< Il martirio dei Carbonari bresciani preparò gli ardimenti degli affigliati alla Giovine Italia, crenta. da Mazzini nel 1831 Giambattista Cavallini d'Iseo, escito dal carbonarismo, con instancabile attività preparò nel Bresciano i comitati della nuova congiura, che facevano capo a Einelli. Si apprestarono armi e munizioni a Brescia, ad Iseo, a Breno, a Sarnico, ad Edolo, a Tirano, per opera specialmente di Alessandro Bargnani d'Iseo, di Banzolini di Lovere, del conte Ettore Mazzucchelli e dell'avvocato Poli a Brescia. Nei processi che seguirono nel 1833 a quella congiura, condotti a Milano da Commissioni speciali, furono condannati otto abitanti del lago d'Iseo, dei quali due erano già emigrati ». — E fra quei condannati che scontarono allo Spielberg il generoso delitto dell'amor di patria e di libertà, eravi anche l'estensore, modestissimo, dei cenni più sopra riferiti, il venerando ed illustre Gabriele Rosa.
Con siffatto sedimento di preparazione ò facile immaginare l'entusiasmo col quale Brescia accolse la primavera, che si credeva liberatrice, del 1848; come al primo annunzio della rivoluzione scoppiata a Milano ed a Venezia i Bresciani, dato di piglio alle armi, imponessero al presidio austriaco uirimmediata capitolazione e lo mandassero ad Orzimi Hi a raggiungere l'annata di Radetzky, che, battuta in Milano nelle Cinque Giornate, faceva ritirata in pessime condizioni su Verona. Subito fu costituito dai migliori cittadini e patrioti bresciani, ch'erano stati l'anima delle passate congiure, un governo provvisorio per mettersi all'unissono del movimento nazionale: fu organizzata la guardia civica e colonne di volontari ben armati ed espertissimi tiratori, quali furono sempre i Bresciani, partirono per la guerra d'indipendenza. Una forte colonna di Bresciani, comandati dall'Arcioni, tentò di portare la rivolta anche fra ì monti del Trentino; ma sopraffatta dagli Austriaci a Castel 'l'oblino in vai di Sarca, sulla strada di Trento, dovette sciogliersi e ventidue di essi, condotti a Trento vennero, con giudizio sommario, fucilati nella fossa del castello di Buon Consiglio : una vera carneficina.
La guerra d'indipendenza in quell'anno fortuuoso durò, con sorti talora liete, fra grandi speranze ed immense delusioni, fra errori, colpe, sacrifizi e generosi ardimenti, quattro mesi. Mentre la gioventù e gran parte degli uomini validi, impugnate le armi, erano sui campi di battaglia, i rimasti e le donne in particola* modo consacravausi alla cura dei feriti che da ogni parte traboccavano. Piemontesi, Sardi, Liguri, Toscani, Napoletani e Lombardi, volontari e soldati regolari, malati o feriti, erano in Brescia ospitati ed assistiti con tanto affetto, con sì grande generosità e splendidezza che il generale Bava, nella sua relazione sulla sfortunata campagna, ebbe a chiamare Brescia « la Capua dell'esercito »,
Ma i giorni tristi dell'agosto ricondussero, con grandissimo apparato di forza e d'artiglieria, gli Austriaci affacciantisi alle mura della città il 10 di quel mese. Griffinì, che con una piccola colonna di volontari presidiava Brescia, dovette abbandonarla, cercando per la via dei monti di condurre in salvo in Isvizzera i suoi volontari, che, ove fossero caduti nelle mani del nemico, sarebbero indubbiamente stati passati per le armi
La guardia civica bresciana, in quella ecatombe d'ogni speranza della patria, stette ferina ai suoi posti, ehe non lasciò se non quando, previi gli onori di guerra, i picchetti austriaci si presentavano per surrogarla.
La rottura dell'armistizio Salasco e la guerra di nuovo improvvisamente bandita dal Piemonte all'Austria, riaccese, nel marzo 1849, le speranze di tutti i patrioti. Eu