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l'arie Seconda — Alta Italia
Parcellega. Luigi Avogadro, ch'era stato il promotore della rivolta, fu giustiziato sulla pubblica piazza, presente allo spettacolo Gastone di Foix. La battaglia di Ravenna vendicò ben presto i Bresciani del male fatto alla loro città dal di Foix.
Il 18 settembre 1512 Brescia fu ceduta, agli Spaglinoli, che la governarono militarmente e non meno deplorevolmente dei Francesi; tinche, intervenuta la pace nel lolG. alli 22 di maggio, essa ritornò al sospirato dominio di Venezia, sotto il quale potè finalmente riaversi dei danni patiti in quegli anni nefasti e turbinosi della soggezione straniera. Da quel momento, sino alla fine del secolo XVIII, Brescia fu legata alla Repubblica Veneta; e la sua storia politica si confonde colla storia di quella.
Le arti, le industrie seriche, meccaniche, metallurgiche, i trattici, sotto il provvido governo di Venezia, presero grande sviluppo, e nel censimento fatto dalla Repubblica nel 15G1 Brescia, divisa all'italiana in quartieri o quattro sezioni, contava 41,1GS abitanti.
Negli avvenimenti interni, che percossero la città in questo lungo periodo di quasi tre secoli, vanno ricordate le pestilenze terribili del 1575 e del 1030 che decimarono la popolazione e rovinarono industrie e traffici; i tumulti del lfil-4, cagionati dalla prepotenza dei nobili, che s'erano impadroniti di tutte le cariche e spadroneggiavano nella città e sul contado; infine, il terribile scoppio della polveriera, presso la porta di San Nazzaro, avvenuto nel 1769, pel quale la città tutta fu scossa come da un terremoto, caddero più di cento case, molte altre rimasero assai danneggiate e più di
300 persone rimasero vittime sotto le macerie.
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Sulla fine del secolo scorso un soffio riformatore e rivoluzionario, anzi, correva per l'Europa, scuotendo gli animi: la vecchia ed accasciata Repubblica di Venezia, tratta all'ultimo tracollo dalla fiacca, inebetita e viziosa sua aristocrazia, non poteva più rispondere all'indole vivace, irrequieta, generosa del popolo bresciano, che abbracciò con entusiasmo le idee del 1789 accogliendo cordialmente le truppe repubblicane di lìniinparte ed in seguito al trattato di Cainpoforniio, entrò a far parte della Repubblica Cisalpina, dopo essere stata retta per due mesi da un governo provvisorio formato dai migliori cittadini, il quale aveva, fin dal 18 marzo 1797, proclamata la sovranità e libertà del popolo bresciano.
< L'entusiasmo dei Bresciani per le nuove, forme democratiche si mantenne, ad onta dei lutti per la reazione del 1799, della trasformazione della Repubblica Cisalpina in Regno d'Italia, della delusione di comporre un unico Stato italiano indipendente con Roma Capitale. Le milizie bresciane mostrarono tanto valore e devozione che Napoleone disse: liresriani e Bolor/ncsi sono dcf/nì di me. Perciò, (piando la Santa Alleanza nel 1814, assentì che la Lombardia fosse data all'Austria, si ordì una congiura militare per resistere e formare uno Stato indipendente : congiura che faceva capo al generale Teodoro Lechi bresciano, inteso anche con Ugo Foscolo.
« Per la loro preparazione storica i Bresciani diedero il massimo contingente comparativo nella Lombardia alle congiure per l'indipendenza dell'Italia dal dominio austriaco.
< Fallito il tentativo di Murat, secondato dal generale Giuseppe Lechi di Brescia, di riunire l'Italia in regno indipendente, la gioventù bresciana agitossi per trovar mezzo di scuotere il giogo austriaco, ed avuto sentore delle pratiche dei Piemontesi e dei Milanesi (Santarosa e Confnlonieri), della congiura dei Carbonari, vi si aggregarono Filippo e Camillo Ugoni, Alessandro Dessi, Alessandro Cigola, Vincenzo Martinengo, Giovita Scalvili!, Lodovico Daccò, Antonio Panigada, Buccelleni, Giambattista Passerini da Brescia, Peroni da Quinzano, Andrea Tonelli da Coccaglio, Monpiani, i Lechi, Gerolamo Nossa, Maffoni di Chiari, i colonnelli Moretti ed Olini, lo studente