SOS
Parte Seconda — Alta Italia
San Nazzaro Metta. — È costituito da varie piccole frazioni sparse dalla cinta a sud-est della città fino alla località detta delle Fornaci (circa 5 chilometri). Risiede in territorio eminentemente agricolo e, nelle vicinanze della città, abbonda di belle e fiorenti ortaglie. La stazione ferroviaria ne è il centro virtuale ed, insieme a quella del tramway interprovinciale, vi è causa di un notevole traffico e d'un continuo movimento di persone.
San? Alessandro. — A sud-est della città dove ad una vasta plaga di terreni irrigati dalle acque del Naviglio di Brescia si uniscono le pittoresche colline dei Ronchi, sulle quali, nella primavera e nell'autunno, gli abitanti della città trovano sollievo dalle cure giornaliere, ed insieme salute e diletto. Nella località vicina a porta Cremona si tiene in autunno il mercato delle uve, ed in vicinanza di porta Venezia liavvi il pubblico frequentatissimo passeggio, abbellito da un viale di frondosi platani, da aiuole verdeggianti e piante, da freschi zampilli d'acqua, da copiose fontane.
Oltre questi limiti dell'immediato suburbio i dintorni di Brescia, specie nella regione delle colline, o Ronchi, continuano ameni ed interessanti quanto mai, meta alle più dilettevoli escursioni che non passano il limite di una normale e salutare passeggiata. _ _
CENNO STORICO
< Antico come Brescia! > é un motto popolare in Lombardia ed altrove, che prova quanto radicata sia nel popolo la tradizione dell'alta antichità di Brescia. È convinzione assai fondata tra gli eruditi che questa città sia stata fondata dai Cenomani,una delle antiche tribù celtiche scese in Italia, parallelamente alle tribù degli Insubri e degli Orobii occupanti altre plaghe del territorio lombardo. Ma forse i Ccnomani arrivando su questi colli li trovarono diggià abitati dai discendenti degli antichi abitatori dei villaggi palafittici del lago d'Iseo e di Garda e di altri piccoli laghetti che coprivano il fondo delle valli vicine, oggi quasi tutte torbiere ricche di residui e di cimelii umani preistorici del periodo della pietra; da questi abitatori dei villaggi palafittici, ritiratisi jtoscia sulle colline o sparsi per le pianure, venne quella razza autoctona di primissimi abitatori della nostra patria, razza di cui si trovano ancora i residui e le traccie, ad onta delle sovrapposizioni continue delle razze esotiche immigranti. Se i Celti Cenomani non furono, a rigor di logica, i primi abitatori del territorio bresciano ed i fondatori veri della nobilissima sua città, furono peraltro quelli che lasciarono maggior segno del loro passaggio, fra i secoli nei nomi dei luoghi. 11 nome di Brescia è incontrastabilmente derivato da una voce celtica: o Brìi/, fortezza, dalla quale deriverebbero le voci di Ih igne e Brixia; oppure da Bres, fiume o presso il fiume, dalle quali l'anno derivare le voci di Bresse (Francia), Bressa (dialetto bresciano), o Brescia (Italia), Bressanone o Brixen (Tirolo).
1 Cenomani abitatori del luogo, per quanto Celti, non seguirono, specie rispetto alla invasione romana, la stessa politica dei loro vicini, i Cisalpini; infatti, anziché unirsi a quelli ed ai Comuni, nella fiera resistenza opposta a Roma, sono alleati dell'invasore contro i Galli dell'Jnsubria e della regione Orobica uè sembra dagli stessi storici romani che la parte sostenuta dai Cenomani a prò' di Roma contro i Galli Cisalpini sia stata la più nobile, la più degna. Non per questo Roma risparmiò ai Cenomani il giogo imposto agli altri solo dopo la definitiva vittoria di Marcello. Nell'anno 555 ab. u. C. Brescia fu dichiarata dipendente dal popolo romano ed aggregata alla GalliaTranspadana e le furono imposti usi e divinità romane. Più tardi il Magno Pompeo le ottenne dal Senato il privilegio di colonia latina e qualche anno appresso Giulio Cesare, non volendo esser da meno del suo emulo, otteneva per Brescia dal Senato il jus romano e l'inscrizione alla tribù Fabia. Da questo momento, retta a Municipio, con diritti e