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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Bergamo e Brescia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 540

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parte Seconda — Alla Italia
   Dintorni e Comuni annessi.
   La bellezza dei dintorni di Brescia cantata dai poeti antichi e moderni, descritta da prosatori e novellieri, ha fama solidamente costituita da qualche secolo. Fattore principale del pittoresco paesaggio che per tre parti circonda la città sono gli ame-
   nissimi poggi detti Ronchi, perchè anticamente coperti da folti roveti, prolungamento più o meno raddolcito verso oriente e mezzodì del colle Gaietto,il quale alla sua volta non è se non uno sprone, un contrafforte del monte Maddalena (S75 m.), ergentesi a tergo della città, con fianchi poderosi e verdeggianti. I Ronchi, sui quali serpeggiano numerose strade, in parte disboscati e coltivati a viti, a giardini deliziosi, a prati, sono tempestati d'infinite ville e villette d'ogni tipo, foggia e dimensione, dalle più modeste, semplici e rusticane, alle più civettuole, ricche e sontuose. C'è in questa bella costiera di colline bresciane, '^^^ÉlMVb^^I^^^^HBl ! fronteggianti la grande pia-
   —fffi-S—^ I nUva lombarda, qualche cosa llksBw .-««ysiag^ffl nell'insieme che ricorda le
   ' * - valle di l'olcevera, prima di
   Fig. «ti. sboccare al mare, presso Sani-
   Brescia (Camposanto): Tomba del Beato G. B. liossiui pierdarena. Non mancano sui (da fotografia Cai-itanio). Ronchi bresciani chiese e san-
   tuari, pretesto tanto a devoti
   pellegrinaggi che ad allegre scampagnate con relative scorpacciate nelle vicine osterie. Fra tutti antico e rinomato è il santuario di San Fiorano, sorto, secondo la tradizione popolare, nel luogo ove, al tempo della dominazione romana, era 1111 tempio a Flora. Nò vi mancano traccio di ricordi storici e delle lotte medioevali, come nella villa cli'è ai lembi del colle tra San Francesco da Paola e Sant'Eufemia, ove è fama dimorasse Ezzelino da Romano, nel breve periodo in cui egli tenue la signoria della città, poco fidandosi di dimorare nell'interno, temendo — come diffatti avvenne — lo scoppio dell'ira popolare per le atrocità che erano sua arte solita di governo. Altre ville e case sparse pei Ronchi portano gloriosamente le stimmate delle cannonate, della mitraglia e della inoschetteria austriaca, nelle giornate famose del 1841). Per le ville e villette dei Ronchi, cantate dall'Arici, dal Gazzoleti e da altri, si riversa nella state gran parte della popolazione abbiente di Brescia, mentre quella che non può permettersi il lusso della villeggiatura sui Ronchi se ne compensa, in quanto è possibile, come si è detto, con