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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Bergamo e Brescia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 540

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Brescia
   301)
   acquo potabili mediante un acquedotto che, raccogliendo certe sorgenti nella valle, di Lnmezxane e passando sotto le falde dei monti lianclieggianti la strada di Concesio, attraversando il colle di San Giuseppe, Monipiano, le falde della Maddalena, Pontalto ed i colli retrostanti alla città, dopo un percorso di circa 30 chilometri faceva capo a questa, distribuendo la ricca copia delle sue acque per numerose fontane. Le invasioni barbariche, le vicende guerresche, che alllissero il territorio bresciano nei primi secoli del medioevo mandarono distrutto e perduto il grandioso acquedotto romano e la città fu alla meglio approvvigionata d'acqua con derivazioni da sorgenti più vicine e con pozzi scavati nel sottosuolo.
   L'acquedotto attuale che porta l'acqua potabile a Brescia e ne ali menta le settantadue fontane pubbliche e private, più o meno morin mentali, trac origine dal laghetto di Monipiano, bacino formato da numeróse sorgenti d'acqua pura e freschissima, sgorganti sul pendìo occidentale del monte Maddalena, in contrada Fontane. Le acque incanalate nell'acquedotto comunale, al laghetto di Mompiano, arrivano, con un percorso di metri 4822, alla città. Questo acquedotto, detto iu luogo Canale maestro delle Fontane, ò formato con spalle di muro, coperto ora con una vòlta, ora con lastre, di pietra, e pavimento parte in mattoni, parte in mastice o terra-, la luce interna media è dai in. 0.90 ai in. 1.30 di altezza; nella località ove altraversa la fossa delle in lira per entrare in città misura metri 0.87 in larghezza è nielli 1.07 in altezza. La costruzione di questo canale risale, a parecchi secoli. Vuoisi originato da una prima derivazione d'acqua fatta dalle sorgenti di Mompiano nel 760, per concessione di Ansa, moglie di Desiderio re 'dei Longobardi, a favore del monastero di Santa Giulia in Brescia, del quale allora era abbadessa Anselperga, figlia di Desiderio e di Ansa. Indubbiamente però questo canale fu rifatto, ampli.ito, rettificato e migliorato nella sua costruzione e nel suo corso durante il perìodo comunale ed anche in epoche successive.
   L'acqua introdotta dal canale maestro delle Fontane viene erogata e distribuita ad uso pub-Mie® e privato mediante sessanta boccile praticate nel lato destro, delle quali quattro ali esterno della città e le altre ali interno.
   Le fontane di Brescia sono settantadue e parecchie. non prive di pregi artistici. Già abbiamo
   fatto cenno della copiosissima fontana eh'è a piedi della torre, della Palata e dalla quale trae l'acqua un popoloso quartiere della città ; ricorderemo ancora quelle della piazza del Duomo e di piazza
   Fig. 81.
   - Brescia: Monumento a Giuseppe Garibaldi (ila fotografìa Cm'itanio).
   il lù'be; la fontana di buonissimo disegno clic è nel conile del Broletto, ecc. Fra le private vanno ricordate, le fontane, dei pala/zi Feuaroli, Guar-neri ed altre, di fattura moderna e di buonissimo disegno.
   li II crea lo ilei urani. --Presso la porta orientale della città, detta anticamente di Torrelinuja ed ora porla Venezia, sulla stessa piazza nella quale sorge il monumento il' \rnahlo, trovasi una delle più grandiose opere compiute a spese del Comune nel nostro secolo: il Mercato dei grani. È un vasto edilizio ad arcate, (l'architettura semplice e severa ad un tempo, quale s'addice allo : scopo utile e pratico a cui fu destinato, fiancheg-giaute a mezzodì il vasto piazzale. Il corpo del fabbricato occupa un'area retlangolaie della lunghezza di metri 110 sepia 15 di larghezza; la l sua fronte, rivolta a tramontana, ò Sostituiti! «lì un bel porticato, sotto il quale, nei giorni di mercato, riparati dal sole o dalle, intemperie, ricorrono i negozianti di granaglie e d'altri prodotti agricoli per le loro cimlrattazioui. Nel n ezzo