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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Bergamo e Brescia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 540

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Brescia 301)
   ili Paolo Veronese (un Guerriero), del flomanino (diversi, fra cui una Sacra Famii/ìia ed una Deposizione dalla Croce, buonissimi), del Moretto (ammirabile la Ce ita in Emaus, per freschezza di colorilo e naturalezza di disegno), di Giovanni Bellini (il Redentore), di Davide Teniers (Bevitori), di Andrea Manlcgiia (Trionfo di Cesare, dipinto sul rame), di Carlo .Moretta, ecc. Nella ipiarta sala vanno notati quadri del Borgognone (Assalto di Gerusalemme), (lei Moretta, deb Moretto, dell'Albano, di Andrea del Sarto (Madonna col Bambino), del Caiacci suddetto, di Raffaello Sanzio da Urbino (Pax Vobis o Cristo colla corona di spine che mostra culla sinistra le sue ferite, quadro autenticati) e già appai tenente alla famiglia dei con'.: Mosca di Pesaro), di Palma il Giovane, del cav. d'Arpiuo, di Vittore Cai paceio, ecc. Nel gabinetto, detto di Eleonora, per d busto superbo di Eleonora d'Este, scolpito da Canova, si conservano incisioni ni rame di vani autori e schizzi e disegni a lapis, carbone, seppia, ecc., di Raffaello, Guercino, Giulio Romano, Tempesta, Tintoretto, Appiani, Palagi, Bossi, Ainlci'loni, ecc. Nella sala quarta ò pregevole (ina Notte di Orazio Vcrnet, e si notano un quadro di soggetto arioslesco, di Giuseppe Bisi, ed un Ganimede, classicamente modellato dal Timi waldsen. Nell'attiguo gabinetto ottagono spicca il Baeco pùjialore, una delle più perfette concezioni del toscano Lorenzo Bartolnn. Nella quinta sala, olire di una Silvia del Brescia : Baruzzi, allievo di Canova, havvi il Genio della Musica di Democrito Gandolli e.si ammirano porcellane ili Sevres e vasi antichi del Giappone. La sesta salaliaquadii, nella maggior parie moderni, di Massimo d'Azeglio (Caeeia col falco, ed il Ferraio), di Canella, altri di l'orsato, di Migliaia, ecc. Nella attigua cappella havvi un accademico Bedentore di Pompeo Marchesi ed 1111 bel Crocefisso in avorio di Alessandro Algardi. Nella sala ottava nutansi due bassorilievi del Thorwaldsen (1815, Y Aurora e la Notte), nonché quadri del Bisi, del Coiilarini e d'alti i. Nelle sale nona e decima stìnsi quadu di Mi-gliara, di Hayez (Incanirò di Giacobbe), di Bisi, di Cigola, di Trecourt, di Inganni, di Andrea Appiani, di Granet, di lìezzuoli, di Scovolo, di Mollni, di Schiavoni e d'alili autori della scuoi i romantica che ebbero l'ama nella prima metà del nostro secolo. Cosidicasi delle ulti ni c quattro sale, nelle quali, insieme a scolture del Taulardini,
   v'hanno quadri moderni di flayez, di Modesto Pausi ini, di Gallo Gallina, di Eliseo Sala, di Diotti, di Francesco Filippini, di Angelo Inganni, di Rollini e d'altri meno noti artisti
   È dunque questo, della Pinacoteca Tosio, un notevole ed interessante patuinonio artistico —
   Fig. 76.
   Battente del portone del palazzo Martinerigo (da fotografia Cacitanio).
   interessatili specialmente per eió che riflette le opere dei maggiori pittori bresciani del SVI e XVII secolo, delle (piali la raccolta abbonda —-che si trova a disposizione degli studiosi con sicuro giovamento pella coltura artistici della popolazione.
   S'alami Harlmemio (fig. 75).— E questo uno fra i più cospicui edilizi di carattere privalo della città, sebbene per legato munifico del conte Francesco Marlincngo sia passalo, insieme alla ricca suppellettile artistica ivi contenuta, in proprietà del Connine.
   Il palazzo Marlincngo è un edilizio di buonissima architellura, della seconda metà del XVI secolo, tanto che da alcuni è ritenuto essere opera del Palladio; allri invece, e forse più verosmiil-menle, all'ernia che ne fu archilelto il bresciano Lodovico Buretta.
   207 — B.JI l'iilriu, voi. II.