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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Bergamo e Brescia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 540

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Brescia
   301)
   Fig. 74. — Brescia : Castello o Bocca (ila fotografia Alinari).
   mezzodì verso la sottostante città e la vasta pianura bresciana, sorge il Castello, che fu nel medioevo il maggior propugnacolo di Brescia. Su quella altura, l'orse, fu il nucleo primitivo della città antica, dei Cenomani, la quale andò mari mano stendendosi, allargandosi e discendendo verso il piano per il pendio del colle. 11 castello di Brescia è antico quanto la città; ma nel corso dei secoli c col cambiare delle usanze militari variò all'infinito. Nel medioevo era ancora un potente arnese di guerra contro il quale poco valevano gli spedienli degli assediatiti, e di quell'epoca serba ancora agli angoli grossi massicci, tondeggianti torrioni e grosse mura. Colla scoperta della polvere ed il continuo perfezionarsi delle artiglierie che troppo facilmente potevano batterlo dai colli circostanti o soprastanti, il castello di Brescia andò man mano perdendo ogni importanza. Suo ultimo e ben triste fasto militare fu quello dell'aprile 1849, quando impadronitosene Haynau diresse da quegli spalti il fuoco e la mitraglia delle sue artiglierie sulle vie della città, che tutta gli si spiegava sotto. Dal 1849 al 1859 gli Austriaci, non immemori della forte resistenza di dieci giorni opposta dalla eroica città, vi mantennero un presidio di truppa colle artiglierie volte sempre sulla città, mònito permanente contro ogni velleità di rivolta. Il castello di Brescia fu dal Governo nazionale disarmato e trasformato poscia in una casa di pena militare.
   Ali infuori dei torrioni e degli avanzi dell'odi Jìzio medioevale nulla di notevole in questo castello, dagli alti spalti del quale si ha un pano-
   rama incomparabile sulla città, sulla deliziosa regione dei ltonchi, su tutte le colline moreniche che si spingono a sud-est tra Brescia e Mantova, le memori colline cioè di Solferino e di San Martino...
   Teatro filande. — Anche del loro massimo Teatro i Bresciani sono, e giustamente, orgogliosi. Come già fu detto, il Teatro sorge nel centro più attivo e vivace della città, sul corso che ne prende il nome, lìanchcggiato da un lato da spaziosi porticati, sotto i quali trovatisi i negozi più ricchi, i calle più eleganti e frequentati della città. Venne eretto nel 1810 su disegni degli ai chitetti Luigi Canonica e Donegani ed a spese di un consorzio di palchettisti, coadiuvato dal Comune.
   Grandioso n'è il pronao che s'apre sotto il porticato con colonne sbozzate, un ricco cornicione e sovrastante una bella terrazza con elegante balaustra in marmo.
   Splendida per disegno e per decorazioni è la sala degli spettacoli a cinque ordini di palchi e loggione ; fu di recente restaurata ed ora la si può dire fra le più belle dell'Italia superiore. Ottima è l'acustica di questa sala, pregio non piccolo che si riscontra in tutti ì teatri dei quali fu architetto il Canonica; elegantissime sono pure le sale del ridotto; riccamente arr edati i palchi, nel maggior ninnerò ili proprietà privata. L'illuminazione è elettrica.
   11 palcoscenico e vastissimo, fornito di completo, perfetto e moderno macchinario: si presta agli spettacoli più grandiosi d'opera e ballo.