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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Bergamo e Brescia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 540

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Brescia
   301)
   Fig. 73. — Brescia (Museo Civico Cristiano): Mausoleo di Marco Antonio Martinengo
   (da fotografìa Alinari).
   di Sant'Eleìia, detta pure di Galla l'ktcidia, curioso lavoro di oreficeria del secolo V, donata da Desiderio e da Ansa al monastero da essa fondato: riparata 111 varie epoche, questa croce, che è uno dei pezzi più rari del Museo, mostra le traccie nelle varie gemme ed hi una specie di miniatura del ritratto dell' imperatrice Galla l'I ad di a, madre di Onorio e Valenti Biado IV (fig. Ti).
   Ricca è pure la collezione degli avorii, tra 1 quali vanno notati due dittici consolari del V secolo: I nno (li Borni® e l'altro di Lampadio ed altri (fig. 70) ; la ì.ipsanoteca, preziosissimo reliqnario d'avorio del secolo IV; notevoli altri oggetti rarissimi provenienti dalla rara collezione che insieme alla ricchissima sua biblioteca, il cardinale Angelo Quirini lasciò alla città natale. Vengono poi il reco ed interessante medagliere, raccolto e donato dal bresciano Camillo Bozzoni, i bronzi e marmi del Rinascimento, ve-
   trerie di Venezia e di Murano; mosaici, porcellane e smalti ili Limoges e ili \enezia; il famoso gruppo del Sacrì/icio d'Àbramo, di autore fiammingo (Van Obstadt), uno dei maggiori pezzi in avorio che si conoscano (fig. lì), già facente parte della collezione Tosio, ecc.
   Nella parte antica della chiesa di Santa dalia sono notevoli le tombe del capitano veneto Orsini (1510), il superbo mausoleo di Marco Antonio Marlineìigo, con bassorilievi in marmo ed in bronzo, ottimo lavoro del secolo XVI, tolto dalla demolita chiesa del Cristo (fig. 73); di fronte al mausoleo Martinengo è un bellissimo pulpito con intarsio, dovuto a Ralfaelc di Brescia (1518). Non mancano alle pareti quadii ili varie scuole e I segnatamente della veneta, nnnclièdi taluuofra ì migliori pittori citladini dal secolo XVI al XVIL Questo Museo, del quale i Bresciani sono gin stamente orgogliosi, va d'anno inalino arricchendosi di qualche rarità o trovata nei lavori che si