Brescia
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della dominazione veneta, noncliè a famiglie patrizie della città. Il cortile del Itroletto serve anche di passaggio tra la piazza e la parte orientale della città, onde vi è sempre animazione e movimento di popolo.
Oltre della Prefettura nel palazzo del Broletto hanno sede fi Questura, il Tribunale; il Deposito giti diziario od uffizi inerenti
La Loggia o Palazzo del ('.oiniine (figg. 01-03). — Nella bella e caratteristica piazza Vecchia, centro virtuale dell'antica Brescia, cui separa breve tratto di strada da ([nella l'ili ampia, ma meno artistica del Duomo, sorge, ricco ed elegante nel suo stile rinascente, il palazzo del Comune, detto dai Bresciani La Logr/ia. L'erezione di questo palazzo fu decretata dal magistrato del Comune di Brescia insieme a quello della chiesa di Santa Marta dei Ali racoli, sullo scorcio del secolo XV ed in quel medesimo periodo cominciata. È, in linea architettonica, uno dei più ragguardevoli e ricchi monumenti del Rinascimento lombardo, che quivi pure ha sfoggiato di tutte le sue grazie e di tutte le sue eleganti raffinatezze.
« Di cotesto nobilissimo edilizio — scrivo il Merzario — si volle da taluno chiainareaiitore il Bramante, da tal'altro Jacopo Sansovino e Air drea Palladio. Lo Zamboni, clic rovistò documenti editi ed inediti negli archivi pubblici e nelle caso dei privati, assevera di non avere incontrato in nessuna carta il nome ili Bramante. Dichiara invece, clic il disegno del palazzo del Connine o Loggia è da attribuirsi all'archi tetto Tommaso Formentone da Vicenza, e cita atti autentici incontrastabili, donde si ricava che il Formentone fu chiamato a Brescia e come architetto accolto dal Consiglio del Connine e pubblica, traendola dall'originale, una deliberazione in data 6 agosto 1489 del Consiglio stesso, con la quale si ordina che il modello del Formentone sia fatto venire da Vicenza a Brescia. Il Sansovino, il quale aveva I anni (piando il Magistrato bresciano emise il suo decreto, comccliè nato nel I486, non devo aver fatto che il modello del salone soprastante ali atrio o porticato d'ingresso, guastato di poi (1575) da un incendio, c il Pal ladio non ebbe altro incarico fuor di quello di accudire a talune ornature della facciata.
« Ma il pregio .maggiore di quel palazzo, dopo il merito generale dell'invenzione dovuta al For-
mentone, sta nella sparsa copia dei marini lave-rati, dei quali non pochi consunti dal tempo, (hi fuoco e da restauri inconsulti. Ebbene chi furor o gli scultori ili quelle pietre ancora in buona par e
Fig. 60. — Brescia: Il Broletto colla Torre del Popolo (da fotografia Cahtanio).
esistenti, incise con i ferri più sottili, ridotte a figure le più vive ed armoniche, quasi fossero duttili argille o morbide sete? Lo Zamboni trasse fuori ila carte autentiche i nomi di quei maestri, che sono Comacini. Ricorda che la maggior parte dei piedestalli delle colonne clic soi reggevano e abbellivano gli archi e lo colonne adergentesi, contornate da tralci, da grappoli e da fiori, opera la più finita ed elegante, erano di un Angelo c di nn Nicolò da Lugano. Disgraziatamente quei marmi liirono guasti e andarono perduti. Rammenta che parecchie belle scoli are della facciata opposta a quella della Loggia furono eseguite dal 14® al 1503 da Gaspare da Lugano e da Antonio Della Porta. Rammemora