Fig. 57. — Brescia (Museo Civico Romano): Avanzi del Tempio di Vespasiano (da fotografia Alinari).
niente il contorno e ricade fino al piede con sottili pieghe, mosse in elegante panneggiamento.
La linea scultoria di questa statua è armonicamente perfetta e severa. Da qualunque lato, da qualunque punto la si osservi, è tutto un effetto di linee mirabili, rivelanti la squisita eccellenza dell'artista che la concepì si perfetta e bella.
Quando fu dissotterrata mancavano, come si disse, l'ehnoal piede ed il clipeo e aveva alcune dita rotte. Riparate e saldate le dita, rimessi l'elmo e lo scudo, rivestita della sua bella patina di verde cupo, preso nell'umido di sotterra in tanti secoli, esercita in chi l'osserva un fascino sempre crescente. In origine, come fu uso degli artisti greci del gran secolo, era dorata e, traccie dell'antico rivesti mentoTaureo, corroso dal tempo e dall'umidità, si riscontrano, osservando bene qua e là nelle sinuosità più profonde delle ripiegature. La perfetta levigatura del bronzo è altro argomento per far credere che l'intera statua fosse
dorata e non le sole parti nude, come taluno vorrebbe opinare. Di più la statuetta che v'era dentro, meglio preservata dal contatto di dannosi reagenti, mostra ancora la sua doratura in buonissimo stato.
Nessun indizio del nome dell'artista e dell'epoca a cui si deve questa meravigliosa opera. Forse, sul basamento antico o sul clipeo, scomparsi e l'uno e l'altro, erano notati. Le congetture fatte dagli archeologi, dagli artisti e dai competenti intorno a questa statua sono molte e non sempre ben fondate. Ciò clic si può assodare è che essa appartiene al momento più bello dell'arte greca, nulla mostrando delle ingenuità arcaiche e neppure di quella grandiosa rigidità di linee che fu caratteristica del periodo o ciclo di Fidia, e neppure mostragli elementi di quella decadenza, che per l'arte greca cominciava a manifestarsi colla invasione romana. Stabilite queste particolarità, si può dedurre che questa