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Parie Seconda — Alta Italia
rimesso a posto, dell'edificio, si legge, in bellissime lettere romane, la scritta che non lascia dubbio sulla data del monumento:
HIP . CAESAH . VESPAS1ANUS . AUGUSTUS FONT . MAX . TR . POTEST . 1111 . EMP . X . P. P. CAS . 1111
CENSOPv.
Insieme alle colonne e loro frammenti vennero in luce numerosi oggetti di uso comune del periodo romano: monete, fibule, lucerne, vasi, spilli, stili, anelli, minuterie d'ogni genere; modanature, frammenti dì scolture, iscrizioni votive, i pezzi di una statua virile di colossali proporzioni, tre bellissime are oblunghe con bassorilievi, una Testa di Fauno coronata duellerà, e via dicendo.
La Vittoria (ima (fig. 58). — Ma la scoperta clic, riempì di giubilo la popolazione di lircscia c prese per Inllo il mondo nell'arte e della scienza nielieologica e slorica il carattere di un avvenimento di primissimo ordine, si da niello,rsi a paro con quelli delle, scoperte del Toro 1 arnese, dell'.l/W/o Valicano, della Venere di Vito, del Imo-eoo/ile, ili tutti 1 più grandi capolavori che dell'arie aulica ancora ci rcsliim, l'n quella della famosa stallia in bronzo della 1 iltorin aiuta: modello insuperabile di squilla bellezza artistica.
l.a feriti nata scoperta venne falla in ima nebulosa ed afusa giornata dell agosto 1821». scavandosi in una specie di cavedio sul lato destro del tempio, onde isolarne la parete dal monte, in un ripostiglio ad arte scavato tra il mino e la roccia, ed ove, come cosa preziosa che si vuol salvare dal pericolo d'un imminente* trafugamento o dalle deturpazioni, era stala, insieme ad altri oggelli» evidentemente, nascosta, Presenti allo scavo e dirigenti h- non facili operazioni nnde, nelle angustie delln spazio e nella dillìeollà dei lavori, tanto tesoro d'arte non avesse, a snlfrirc danni maggiori di quelli già stillili erano, insieme, a molli albi notabili caudini, il poeta bucolico Cesare, Arici e farehilolto Vallimi, al quale, la edilizia bresciana, sul principio del secolo, deve assai. Un'onda di popolo trepidantestava intorno, mal contenuta dalle guardie, in attesa clic la slalna meravigliosa — della cui scoperta era corsa fulminea la voce per tutta la città —fosse tolta dal secolare suo nascondiglio ove un provvido amatore, a salvarla dalla rabbia dei barbari niiiiaccianli l'aveva collocala. E quando la slatini, rizzata sullo stilobati) del tempio., ripulita alla mogi in (hi terriccio clic, la ricopriva, si mostrò in tutta fi mirabile sua bellezza all'attonita popolazione fu nn applauso unanime: fu per quello e pei giorni susseguenti una vera esultanza ili tutta la popolazione, in ogni classe, di cittadini, ipiasioehè questa avesse — nel le.inpo tristissimo clic allora volgeva per la patria — ritrovato lino degli amichi ed augurali suoi numi tutelari.
1 competenti giudicarono subito trattarsi di cosa di altissimo valore, artistico od archeologico; ma la difficoltà delle conmnuxdoni rese, ancor
più dillìeili c stentale dalle sospettose arti delle polizie, della Santa Alleanza, non consentirono alla fama della l'iltona alala di lircscia d'uscire per molto tempo dalla circoscrizione locale: di uscirò dalla modesta cerchia d'una rarità di campanile. Tuttavia non si stancarono i dotti lombardi di richiamarvi sopra l'attenzione degli studiosi e alienti lontani ed il Labus, eruditissimo archeologo milanese, scrisse sulla Vinaria alala ima dottissima memoria. Fra gli stranieri ti primo a dare alla preziosa statua 'importanza che aveva ed il posto primario clic prendeva fra i capolavori dell'arte greca giunti lino a noi, fn Paoni l'iochettc, profossore d'archeologia a Parigi ed addotto al Museo del Louvre..
Oliando fu trovata, la statua della l inoria aveva le, braccia c lo ali staccalo, clic con cura le erano stalo posale vicino; mancava dell'elmo sul quale poggia in piedi o, del clipeo o scudo sul quale è in allo di scrivere. Nella stia cavità era un'altra statuetta di bronzo dorato, alta 70 contimeli i, con testa pari mente, dorata e gnarniincnti da cavallo, clic, l'orso ira schiavano un carro trionfale o sostenevano 1 immagine dell'eroe, come sull'Arco ili Ancona.
La Yillorìa alala, il pezzo importante classico della scoperta, misura metri 1.05 d'altezza, un quinto cioè più del naturale. K in piedi ed in atto di scriverò collo stilo sopra il clipeo clic col braccio sinistro tiene formo sul ginocchio. Il piede, sinistro (rialzalo por la piegatura del ginocchio che sostiene il clipeo) appoggia sull'eliiio clic la mitica dea del Trionfo ha eoninno. con Minerva. Agli omeri le si attaccano due. grandi ali magistralmente modellale. I capelli, secondo l'uso greco, ha annodati dietro alla nuca. Ila il corpo cinto da tuta sonile benda sulla quale è intarsiato in argento un ramoscello d'olivo, simbolo antico della pace. Vesto la sottile camicia dorica delta sislide, Binitela sulla spalla destra, lascianto ignudo le braccia, e scende, dal collo al limico scoprendo mia pal le del vergineo sono e velando il resto « con sì dolco mollezza — dicc un illustratore della statua — da spiccare la venustà del nudo clic ricopro, ».
Il sano, altra veste classica dell» donne gl'eolio, scendendo sui fallirli opimi, ncdi-ogiia niirabil-