Brescia
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Fìg. 50. — Brescia (Chiesa di S. Gio. Evangelista): Dettaglio della cornice del Deposto di Croce
(da fotografia Alinari).
e di grazia, da gareggiare coi più perfetti del genere. 1 J.ume principale della Madonna dei Miracoli, scrive il Mercurio nella dotta sua opera sui Comaciiii, sono le decorazioni in murino all'interno e all'esterno clic possono gareggiare colle migliori della Certosa di Pavia e ne rillettouo le bellezze. I magnifici candelabri collocati nella facciata sono d'un gusto cosi delicato c intagliati con cosi sottile finitura, da fermare, senza accorgersi, chiunque passi per la via. Essi sono produzioni mirabili dello scalpello di Giovai! Gaspare Pedoni da Lugano e più precisamente ila Carona. Questa facciata, di ri strette proporzioni, è quanto si possa dire attraente per la varietà e vivacità degli ornamenti clic la ricoprono. Ebbene, quello vestimenti attillate, accincigliate, quasi da festa e da nozze, sono di mano del Pedoni. Il qua} Gasparo o Giovali Gaspare, scolpi anche i Dodici Apostoli, disposti in giro alle quattro cupide clic danno sfogo e luce al tempio. Del Pedoni fu compagno nel lavoro quel valoroso Antonio Della Porta, detto il Tamagnino, da Porlczza, che associò i tocchi del suo scalpello con quelli dclBriosco e del Busti nella facciata e porta maggiore della Certosa di Pavia e poi stette con Lumbardo Solari alla Sacra
Casa ili Loreto, e dentro la Madonna dei Miracoli abilmente scolpì gli eremiti Antonio e l'itolo in bassorilievo e gli Angioli clic si vedono quasi batter l ab e ninnar danza all'intorno della cupola. L'erudito Baldassare Zamboni pone innanzi ì documenti, i quali comprovano la gloriosa partecipazione dei Maestri Couiacini ali illustrazione ili questa, clic è la più leggiadra delle chiese di Brescia, clic altri della stessa patria continuarono poi ad abbellire colle plastiche e col pennello ».
L'interno della chiesa è piuttosto ristretto, ma ben dìspusto e caratteristico per le cupoletle che illuminano le navate. La cupola o lucernai io maggiore, illuminante la navata di mezzo, di forma slanciata ed elegante, ò adorna di rosoni c di stucchi d'ottima fattura. Onesta rotonda, addossata alla facciata, fu fatta molto probabilmente alquanto tempo dopo della facciata stessa, e nella muratura esterna porl i incastrati dei pilastrini con capitello a sostegno dell'architrave o cornice, il tutto in pietra da taglio.
Le vòlte del tempio sono adorne, di buoni affreschi dei bresciani secentisti, quali il Paglia, il Sassi, il Quaglia, il Monti. Nctili altari sono buone pale del Bagnadori del Rnmanino, del Caudino, del Moretto, dello Zugrio. Notevole è un