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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Bergamo e Brescia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 540

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Brescia
   259
   Or [ano Ivo fio maschile. — t'ondato nel 1532 dal patrìzio e filantropo veneto, di poi santilìeato, Gerolamo Miaui.
   Orfanotrofio femminile. — Istituito nel 1562 da alcune donne benefiche, nel quale sono mantenute in media 100 fanciulle.
   Iteclusorio delle Convertile. — Fondato nel 1537 da Laura Cam bara.
   Zitelle di Sant'Agnese. — Fondato nel 1552, ma ampliato nel '1768 dal vescovo Zor/.i.per dare educazione e mantenimento a fanciulle di famiglie civili, ma povere.
   Ricovero di Mendicità o Casa di Dio. —Fondato nel 1577 per voto fatto dalla città pel contagio di qualche anno prima.
   Casa delle Pericolanti. — Di fondazione del nostro secolo.
   fAtogU Pìi Elemosinieri. — Amministrati dalla Congregazione di carità.
   Casa d'Industria e Ricoverò.
   Monte di Pietà Vecchio. — Fondato nel secolo XIV.
   Monte di Pietà Nuovo. — Fondato nel 1586 circa.
   LA CITTÀ
   Brescia sorge in ainenissima posizione, su un piano inclinato, alle falde delle ultime propaggini meridionali delle Alpi Camoniche, le quali non sono poi se non una derivazione dallo sprone centrale delle Bezie. 11 nucleo principale della città, ancor contornato da solidi bastioni, ha serbato in piantala configurazione quadrangolare, rettangola (piasi, che fu caratteristica delle città romane o romanizzatesi dopo il periodo della conquistai eie principali arterie della città hanno dal più al meno serbato quel parallelismo che fu altra qualità delle città romane. Solo nel centro, ove più frequenti avvennero i mutamenti, le trasformazioni edilizie dal medioevo in poi, appare, a colpo d'occhio, infranta, frastagliata capricciosamente questa disposizione stradale che fu regola fissa dell'edilizia e viabilità cittadina nel miglior tempo della civiltà romana. Il giro delle mura bresciane, ora qua e là intaccato dal piccone moderno, è calcolato in chilometri 5 %; la cinta ha la sua maggior depressione nell'angolo sud-est (135 ni.) ed il suo vertice a nord-est (175 in.), sull'altura del castello, ancor memore delle eroiche gesta del 1849. Le porte di Brescia sono cinque, coi nomi di Pile, San Giovanni, San Nazza.ro e Torrelmiga, ora ribattezzate con nomi più moderni e significanti di porta Stazione, porta Cremona, porta Venezia, porta Montana e porta Milano.
   Estranio in città, come ora generalmente avviene per la porta della Stazione (già San Nazzaro), alla quale conduce mi viale alberato, fiancheggiato da aiuole verdeggianti, colpisce l'imbocco grandioso della città col corso Vittorio Emanuele e l'edili/io della porta, costrutta o meglio rinnovata con gusto architettonico, nel 1887, dal Tagliaferri. Sui pilastri della cancellata sorgono due leoni in marmo di Carrara, ottimamente modellati.
   Il corso Vittorio Emanuele, il corso Palestre, il corso ricurvo del Teatro, che è il centro virtuale della città ; il corso Garibaldi, il corso Magenta, il corso Cavour, le vie Dolzani, Solferino, ecc.; la grandiosa piazza del Duomo, la stupenda piazza Vecchia, if largo di Porta Venezia, la piazza del Mercato Nuovo — per dire solo dei punti principali — fanno di Brescia una fra le più belle e monumentali città dell'Italia superiore: gareggiante con altre di maggior popolazione, per ricchezza e grandiosità di architettura dei molti edifizi sacri, pubblici e privati, per varietà, eleganza e modernità di negozi, per animazione viva ed operosa in ogni ora del giorno.
   Nobilissimo fra i tipi della popolazione lombarda è quello bresciano: carattere aperto, leale, generoso, diede in ogni tempo splendide prove di virtù civili ed individuali. Espansiva, cortese, cordiale e sveglia, la popolazione bresciana forma un ambiente simpatico intellettualmente e moralmente, nel quale si affezionano ed immedesimano anche coloro, che, pur non essendo nati sul colle Cidneo o sulle rive del Mella, hanno per qualche tempo stabilita dimora nella bella, buona, operosa e vivace città.
   Caratteristico fra i dialetti lombardi e il bresciano, che si distingue assai per molte radicali, ed ancor più per le desinenze tronche, da quello delle vicine provincie di Cremona e di Mantova. Il dialetto bresciano ha suono gutturale ed aspro, più o meno