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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Bergamo e Brescia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 540

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Provincia di Brescia
   233
   IL
   Orografia, idrografia, geologia, viabilità.
   Orografia. — Il territorio della provincia di Brescia consta di tre zone: la piana, la collinosa e la montuosa. Queste due ultime zone, delle colline e delle montagne, occupano da sole più di quattro quinti dell'intera superficie provinciale. La parte montuosa ne occupa più di due terzi. Importantissimo dunque è, sotto l'aspetto orografico, idrografico e geologico, il territorio della provincia di Brescia.
   La pianura occupa l'estremità meridionale della provincia e segnatamente il territorio dei circondari di Ciliari e di Verolanuova, colla estremità inferiore del circondario di Brescia; la parte collinosa si stende specialmente intorno a Brescia, formando la pittoresca regione dei Ronchi e gli sbocchi delle vallato del Molla, del Chiese e dell'Oglio; la parte montuosa, eh'è la più estesa della provincia, ne occupa tutta l'allungata estremità settentrionale.
   La regione montuosa bresciana è formata da due catene principali, costituenti le cosidette Alpi Camoniche o Canionie, dagli antichi primitivi leggendari loro abitatori, i Camimi, che si vogliono essere altra delle tribù venute nella prima- migrazione cisalpina dei Celti. Le due catene delle Alpi Camoniche hanno il loro vertice, o punta di diramazione, al corno o pizzo dei Tre Signori (3359 111.) appartenente al gruppo centrale dell'Ortler. Una di queste, dirigendosi marcatamente verso sud-ovest per le cime di Cavia (3223 in.), del monte Serottini (2967 ili.), del monte Bello (2449 m.), del monte Padrio (2153 ni.), fino al passo dell'Aprica, separa la provincia di Brescia da quella di Sondrio ed il bacino dell'Ogìio da quello dell'Adda. L'altra delle due catene, quella a cui più propriamente spetta l'appellativo di Camoiiica o Camonia, si stacca dal fianco meridionale del corno dei Tre Signori, nel gruppo dell'Ortler, e, dirigendosi verso sud-est, dopo avere subito al passo del Tonale (1884 m.) un profondo avvallamento, s'alza a considerevole altitudine per formare il gruppo imponente, e per sò stesso e per le sue diramazioni, dell'Adamello, celebre per il suo esteso ghiacciaio, avanzo dell'antico grandissimo ghiacciaio del Chiese, le cui morene frontali formarono le attuali colline del Mantovano e del Veronese, famose per i fatti d'armi avvenutivi nelle guerre d'indipendenza dal 1848 al 1866, e ben noto altresì per le numerose cime che Io contraddistinguono e sulle, quali passa la linea di confine italo-austriaco. L'Ada-niello è il nodo e il blocco caratteristico delle Camonie, e la sua vetta, coperta da un immenso ghiacciaio, sale a 3555 metri dal livello del mare. Gli fanno corona le cime di Presanella (3561 in.), di Pisganna (3136 in.), del Mandrone (3050 in.), chiudenti da uu lato (ovest) la singolarissima valle di Sole (territorio austriaco) e dall'altro le alte valli del Chiese, cosparse di vaghissimi laghetti alpini, inspiratori di ingenue e mistiche leggende alla fantasia rozza, ma vivace di quei valligiani.
   Bai nodo dell'Adamello si avanza in direzione da nord a sud, dividendo il bacino del Chiese da quello dell'Oglio, una poderosa catena, quella cioè che forma la parete orientale della vai Canionica propriamente detta. Si ha ivi una serie di alte cime, quali il Care (3461 ni.), il Re di Castello (2890 in.), il monte Listino (2750 ni.), il monte Frerone (2674 ni.), ti monte Mignolino (2208 m.), il monte Basdana (2201 m.ì sino al colle della Maniva (1669 ni.), ove la catena si biforca pei inframmettere, tra la valle dell'Oglio e quella del Chiese, la valle secondaria del Mella o vai Trompia, allo sbocco della quale, sulle estreme amenissime colline meridionali (i Ronchi) sorge l'antica, turrita e fiera Brescia.
   Alle diramazioni secondarie della grande catena Camoiiica appartengono le vette di Dosso Alto (2065 in.), di monte Ario (1757 in.), il monte Stabile (2012 in.), il monte Guglielmo (1950 in.) ed altre minori. Di più va tenuto conto della catena secondaria
   1SÌ — La fPatr!a, voi. 11.