Mandamenti e Coir,uni del Circondario di Treviglio
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di Bergamo; noi 1271 Bariano, qualificato per terra, corte e castello, fu invano reclamato dagli ambasciatori del Connine di Cremona come di pertinenza di quel Vescovado e compreso nella rettifica dei confini t ra Bergamo e Cremona., avvenuta all'I 1 novembre di quell'anno. Nel 1370, durante le lotte delle fazioni, il castello di Bariauo appare come feudo della ghibellina famiglia dei Suardi.
Coli, elett. Martinengo — Dioc. Bergamo — P3, T. e Str. ferr. a Romano di Lombardia.
Calcio (3382 ab.). — Questo popoloso Comune si trova sulla sponda destra del-l'Oglio, fra la strada interprovinciale da Milano a Brescia e la linea ferroviaria colla stessa direttiva. — Calcio, capoluogo del Comune (122 m.), è un grosso e bel paese, sulla predetta strada interprovinciale, d'aspetto moderno ed in via di evidente progresso edilizio. Ha numerosi edifizi d'aspetto signorile, gli avanzi di tre castelli ridotti a villeggiatura: quello del Rivellino, che si trovava dov'è ora il palazzo Secco d'Aragona; quello detto Villafrunca, che sorgeva dov'è oggi la villa dei conti Olilofredi Tadini, e il castello denominato Calcio, sulle cui rovine sorge ora il palazzo Silvestri: quest'ultimo era il castello principale della terra e sotto esso si riuniva il feudo detto la Caldana. 11 Comune possiede inoltre una vasta chiesa parrocchiale, un bel palazzo Municipale, buone scuole pubbliche e primarie ed istituzioni di beneficenza — tra cui un cospicuo Ospedale — amministrai® da una locale Congregazione eli carità. È uno dei bei paesi della bassa bergamasca.
11 territorio di Calcio, riccamente irrigato e lavorato con grande cura, produce cereali d'ogni specie, lino, viti, gelsi. L'allevamento dei bachi da seta è fatto quivi in vaste proporzioni. L'industria tessile è rappresentata da un Opificio per la torcitura e l'incannaggio della seta, impiegante in media 140 operai. Sonvi pure un'importante fabbrica di formaggi e quattro macine da olio.
Cenno storico. — Calcio ha origini antiche e fu abitato dai Romani. Erigendosi sulle rovine dell'antico castello di Calcio il palazzo Silvestri, si rinvennero due pavimenti a mosaico dell'epoca imperiale romana ed è probabile che quivi sorgesse una villa romana. Nel suo territorio si trovarono tombe, nunii, urne, cippi e monete romane ; e qui passava la via romana che dalle Gallie andava in Germania. Calcio fu sempre capoluogo di quella regione detta la Calciami, striscia di terra sulla, sponda destra dell'Oglio, regione un tempo assai sterile e sassosa, recata — fra gli altri possedimenti — in dote da Regina della Scala a Bernabò Visconti. Questi, ad esimersi dalle cure e dalle spese che l'infeconda Calciami gli arrecava, ne infeudò o vendette la maggior parte, nel 1300, coll'obbligo di conservare, di irrigare, rendere a coltura e colonizzare i terreni. 11 territorio della Caldana fu così diviso tra le famiglie dei Secco bergamaschi, degli Anguissola di Piacenza, dei Barbò milanesi, dei ladini bresciani, elei Pallavicini cremonesi, che assunsero il titolo di condomini con privilegi ed immunità : sicché questo territeirio, fino all'avvento elolla Repubblica Cisalpina — che abolì tutti i diritti feudali sopravvissuti alle riforme filosofiche di Giuseppe lì — resto una zona neutra fra lo Stato di Milano ed il Veneto.
Coli, elett. Martinengo — Dioc. Cremona — I'3, T. e Str. ferr..
Covo (2541 ab.). — Il territorio di questo Comune si stonde in posizione pressoché intermedia tra il Serio e l'Oglio, a mezzodì da Romano. — Covo, capoluogo del Comune (114 ni.), è un grosso e bel paese, attraversato dalla strada provinciale da Bergamo a Cremona per Solicino, percorsa anche da una linea di tramvia a vapore. — Covo, pur avendo impronta di grosso centro rurale, non manca di edifizi moderni e d'aspetto signorile; ha una vasta chiesa parrocchiale e avanzi dell'antico suo castello, espugnato nel 12G0 dai Guelfi bergamaschi condotti da Filippo della Torre, signore di quella città, contro i Cremonesi ghibellini, che allora lo tenevano, con grande molestia del tenitorio vicino e dei Comuni di Brescia e eli Bergamo. Più tardi, alla metà del