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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Bergamo e Brescia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 540

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Conruni del Circondario di Treviglio
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   del quale, per compera fattane, apparteneva ad Ottone conte di Lecco. Maggior rinomanza acquistassi in seguito questo paese, specie al tempo delle guerre comunali, per la battaglia avvenuta nei suoi paraggi, l'anno 1256, tra Bresciani e Bergamaschi, i quali sconfitti vi lasciarono il gonfalone e, se i cronisti non esagerano, tremila uomini tra morti, feriti e prigionieri.
   Coli, elett. Martinengo — Dioc. Bergamo — P2, T. e Str. ferr. a Palazzolo sull'Oglio.
   Spirano (2097 ab.). — Questo Comune, clic già appartenne al soppresso mandamento di Verdello, sì trova nel mezzo della vasta pianura ch'è tra la strada provinciale da Bergamo a Treviglio ed il Serio. — Spirano, capoluogo del Comune (150 m.), è un grosso borgo, intorno al quale girano ancora le antiche mura e gli dànno aspetto grave e malinconico, in contrasto colla verde e lieta campagna da cui è circondata. Ha un'antica chiesa con grado prepositurale, non priva di pregi architettonici, e parecchi edilìzi di signorile apparenza. In Spirano funziona una Congregazione di carità amnii-nistratrice di varie istituzioni di pubblica beneficenza e lasciti dotali.
   Il territorio di Spirano è assai fertile e dà sopratatto cereali, foraggi e gelsi. L'allevamento del bestiame da stalla e da cortile e dei bachi da seta è praticato su vasta scala uelle grosse fattorie sparse pel territorio.
   Ceinio storico. — Le memorie scritte di Spirano risalgono all'anno 1049, in cui in questo luogo fu tenuto un placito solenne da alcuni conti e da 1111 Teutamario vescovo — non è detto di dove — intorno a divergenze insorte fra feudatari maggiori e vassalli minori. Era, com'è noto, il tempo della sollevazione dei valvassori contro i vescovi ed i conti. Il nome di questa terra ricompare più volte nelle cronache bergamasche del periodo comunale e durante il secolo XIV sullo scorcio del quale, a causa delle fazioni che desolavano il territorio, subì gravi devastazioni.
   Coli, elett. Martinengo — Dioc. Bergamo — P2, T. e Str. ferr. a Verdello.
   Urgnano (4037 ab.). — Il territorio di questo popoloso Comune, già appartenente al soppresso mandamento di Verdello, si trova nella vasta plaga ch'è tra la strada provinciale Bergamo-Treviglio ed il Serio. — Capoluogo del Comune è Urgnano (173 m.), antico e forte borgo murato, tli aspetto severo, con edilizi sotto ogni rapporto ragguardevoli. La chiesa parrocchiale, di costruzione moderna, su disegno dell'Assandri, è di grandiosa architettura ed ha nell'interno ricche decorazioni e buone pitture, fra le quali un quadro rappresentante la Deposizione, ritenuto opera del Tintoretto. Ili fianco alle chiesa sorge isolato l'alto campanile, ideato dal Cagnola e compiuto sotto la sua sorveglianza nel 1830. E di forma rotonda in tutta la sua altezza, ornato di statue e diviso in cinque scomparti, ognuno dei quali è disegnato, nella decorazione, in 1111 ordine architettonico differente. Il cupolino della sommità poggia sopra cariatidi e l'intero edifizio misura la non comune altezza di metri 63 dal suolo. L'antico castello di Urgnano, proprietà della famiglia Albano, fu trasformato in un signorile palazzo di campagna: ha nell'interno appartamenti suntuosi con dipinti e sculture di pregio. In questo castello ricoverò, perchè inseguito come grande inquisitore, Michele Ghislìeri e vi trovò assistenza e difesa dal castellano, conte Gian Girolamo Albano. Diventato papa col nome di Pio V (1566), il Ghislieri premiò l'Albano insignendolo della porpora cardinalizia e nominandolo governatore della Marca d'Ancona. Nel 1649 il castello-palazzo d'Urgnano ospitò Ferdinando re d'Ungheria e, nel 170S, l'imperatrice Cristina Elisabetta moglie di Carlo VI. La ricca armeria che si conservava in questo castello andò, per varie vicende, nel nostro secolo dispersa.
   Il territorio di Urgnano, fertilissimo, dà cereali, lino, frutta, gelsi. L'allevamento del bestiame e dei bachi da seta è, nelle fattorie sparse per l'agro d'Urgnano, praticato su vasta scala. L'inJuitria tessile è pure rappresentata da un notevole opificio per la trattura della seta, impiegante in media 220 operai giornalieri.