Mandamenti e Comuni del Circondario di Treviglio
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fatti «l'armi in quei paraggi avvenuti. Nello scorcio del secolo XIV subì gravi vessazioni per parte delle fazioni che dilaniavano il contado bergamasco.
Coli, elett. Martinengo — Dioc. Bergamo — P3 locale, T. e Slr. ferr. a Verdello.
Cortenuova (981 ab.). —11 territorio di questo Comune si trova nella parte bassa del mandamento, tra il Serio e l'Oglio, non lungi dalla ferrovia Milano-Venezia. — Il capoluogo di questo Comune, Cortenuova (130 in.), è un villaggio di bella apparenza, in gran parte moderno o rimodernato, senza avere per ciò lasciata la propria impronta rurale.
Il territorio di Cortenuova è sparso di grosse, fattorie; prodotti del suolo: cereali, lino, foraggi e gelsi L'allevamento dei bachi da seta e del bestiame, da stalla e da cortile è l'industria maggiore del Comune.
Cenno storico. — Questa terra, di antica rinomanza, deve la sua fama principalmente alla battaglia quivi avvenuta il 27 novembre 1237, fra le truppe della seconda Lega Lombarda e l'imperatore Federigo II. I collegati, sorpresi dall'armata imperiale, opposero per tutta la giornata grande resistenza difendendo il Carroccio ; ma nella notte, preso consiglio e visto che all'indomani, per le perdite subite, male avrebbero potuto continuare, la battaglia, tacitamente, levarono il campo abbandonando il Carroccio spogliato, che non lo si poteva condurre per le vie fangose, allagate, ed affondate. L'imperatore Federico menò gran vanto di questa vittoria, per la quale — inutilmente — sperò rialzata la propria fortuna in Lombardia ed in segno della propria possanza fece, appiccare i più ragguardevoli prigionieri, tra cui il podestà di Milano, Tiepolo; ne diffuse la notizia a tutto il mondo in lettere gonfie e bugiarde e quel Carroccio spedì a Roma acciocché in Campidoglio « hostis in opprobrium penderet, in urbis honorem ». Ma, com'è noto, ad onta di tanto chiasso, Federico dovette ben presto, vinto a Caniporgiano in strepito® battaglia dai Milanesi, abbandonare l'impresa inconsultamente condotta e totalmente fallitagli.
Colt, elett, Martinengo — Dioc. Bergamo — P'2, T. e Str. ferr. a Itomano di Lombardia.
Ghisalba (IGS5 ab.). — Il territorio di questo Comune si trova fra la sponda sinistra del Serio .e la strada provinciale da Bergamo a Cremona per Solicino. — Ghisalba, capoluogo del Conume (170 ni.), è un grosso e popoloso borgo d'aspetto lieto ed in gran parte moderno, con qualche villa signorile, nei dintorni. In Ghisalba trovasi la cosidetta Rotonda del Cagnola, uno dei più curiosi monumenti sorto nel nostro secolo sul territorio bergamasco. .Essendo l'antica chiesa parrocchiale del luogo cadente per vetustà ed insufficiente per la crescente, popolazione del Comune, quei di Ghisalba, nel 1822, si rivolsero all'architetto Luigi Cagnola per avere il disegno della nuova parrocchiale ch'era nei loro desideri. 11 Cagnola, che in simili circostanze, si prestava volentieri e pel solo amore, dell'arte, pensando in cuor suo di emulare la famosa Rotonda eretta dal Canova in Possagno, senza manifestare il suo intendimento a quei di Ghisalba si recò al paese, e com'era convenuto che i terrieri e manovali del luogo si presterebbero quando le loro occupazioni lo consentivano ed alla festa particolarmente ai lavon necessari, nel luogo scelto tracciò mi grande circolo di 42 braccia di diametro, dando le disposizioni per gli scavi e la costruzione delle fondamenta. Sulle prime si credette esser quello il recinto nel quale la nuova chiesa doveva sorgere; ma quando a fondamenta eseguite cominciò a trapelare il concetto dell'architetto, quei modesti paesani ristettero sgominati, pensando che inai coi poveri loro mezzi avrebbero potuto condurre a termine opera sì grandiosa. Il Cagnola però, che ormai s'era invasato dell'idea, tanto disse e fece che seppe persuaderli e l'opera grandiosa potè aver compimento.
La Rotonda all'esterno è semplice e disadorna nel fusto sino alla cornice grandiosa che l'incorona. La tazza del cupolone fu voltata senza cent mature, secondo aveva ardito fare Simone Cantoni nel gran salone del palazzo ducale di Genova, cioè con scaglioni di mattoni sovrapposti sempre restringentisi fino alla doppia fascia, che alla