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Parte Seconda — Alta Italia
sulla strada provinciale da Bergamo a Cremona per Solicino. È borgo murato con avanzi d'antiche torri, che gli danno, per chi vi si avvicina dalla campagna, aspetto antico e severo. Più lieto all'interno e l'aspetto di questo paese, che ha meritata celebrità fra le terre lombarde, Le sue vie (fìg. 34) sono larghe e pulite, ora con porticati ora senza; belle le case e molte d'aspetto signorile, con buona architettura tanto antica clic moderna, fra le quali le case Allegrali, Alcaini, Buina, Gloria e SavaldinL Cospicua la chiesa prepositurale di Sant'Agata, con ottime pitture del Salmeggia (detto anche il Taìpino), del Cavagna, secentisti bergamaschi, del Magatti e del Carbone, bresciani; altra bella chiesa è quella dell'Incoronata, nel cui attiguo soppresso convento la pubblica beneficenza aprì una Casa d'industria pei derelitti privi di lavoro;il soppresso convento di Santa Chiara, fondato o per lo meno fatto riedificare dal celebre Coliconi, venne adibito ad uso delle Scuole tecniche, del Ginnasio e delle scuole elementari maschili
Martinengo possiede, oltre della già ricordata Casa d'industria, un Ospedale, un Monte di pietà ed istituzioni dotali, elemosiniere e di studio, amministrate dalla locale Congregazione dì carità; un Asilo infantile privato, una Biblioteca popolare circolante, due Società cooperative di depositi e prestiti e la Cassa di risparmio, liliale a quella di .Milano. Centro importante di produzione agraria, in una plaga ricca e feconda, Martinengo ha mercati settimanali frequentatissimi ed un annuale mercato dei bozzoli
Il territorio di Martinengo, disseminato di grosse fattorie e coltivato con cura estrema, produce cereali d'ogni specie, lino, legumi, frutta, viti e gelsi. La produzione dei bozzoli e l'allevamento del bestiame da stalla e da cortile sono le industrie fiorenti nell'agro di Martinengo. Le industrie tessili sono rappresentate da due opifici per la trattura della seta impieganti ìli media 180 operai giornalieri e da una filanda a vapore con 100 operai. Soavi pure in luogo una fabbrica d'olio dai semi del lino e del ravizzone, ed una segheria per legnami mossa da forza idraulica.
Cenno storico. — Scavi fatti in questo paese mìsero in luce una lapide romana per un voto fatto a Minerva e gli avanzi d'una piramide funeraria. Questi frammenti, che ora si conservano nel Museo lapidario ed archeologico di Bergamo, attesterebbero anche per .Martinengo ima preesistenza al periodo niedioevale; il che, data anche l'ubicazione del borgo, non è fuor del verosimile. Grande celebrità ebbe Martinengo dal periodo feudale in poi, del cui castello sì cominciano ad avere notizie scritte dal 1070 in una pergamena quivi stillata, illustrata poi dall'erudito Ronchetti. Di questo luogo fu originaria la famiglia dei conti di Martinengo, la quale ebbe parte importantissima, talvolta primaria, nelle vicende della provincia bergamasca dal periodo comunale fino al trapasso di questo territorio sotto il dominio veneto. Sotto il 1131 è annotata nella cronachetta di Daniele Milanese, una sconfitta data dai Milanesi a quelli di Pavia, nelle vicinanze di Martinengo («pud Martìnengum). Altri fatti d'armi per le rivalità comunali prima e fazionarie poscia, avvennero nel secolo XIII e nel XI\ nei dintorni; e quei di Martinengo vi ebbero parte. Tristissimo periodo fu per questo borgo lo scorcio del secolo XIV ed il principio del secolo XV, per il susseguirsi incessante di vicende sanguinose ; è noto fra gli altri l'eccidio quivi perpetrato, nel 1104, da Galeazzo da Momlovì, capitano ghibellino, saccheggiando il borgo, uccidendo gran numero di persone e trascinandone altre quarantacinque in ostaggio, insieme al bottino d'oltre trecento capi di bestiame bovino.
Martinengo non trovò pace duratura se non dopo che spontaneamente, nel 1428, si diede alla Repubblica veneta, la quale accettando la dedizione confermò e inantenne gli statuti e privilegi goduti dal luogo quali risultavano riassunti in una pergamena firmata, nel 1405, da Pandulfo Malatesta, transitorio signore guelfo del Bergamasco. La famiglia dei Martinengo, inscritta nel libro d'oro del patriziato veneto, cessò dall'avi r parte politica nella regione e Martinengo seguì, da allora in poi, le vicende di Bergamo.
Coli, elett. Martinengo — Dioc, Bergamo — Pa, T. e Tr. locali, Str. ferr. a Romano di Lomb.