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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Bergamo e Brescia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 540

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   2.'32
   Parte Seconda — Alta Italia
   secolo XIV, ebbe a subire, or per l'ima, or per l'altra fazione e per causa delle truppe dell'Acuto, disastrose vicende.
   Coli, elett. Treviglio — Dioc. Milano — P3, T. e Slr. ferr. a Treviglio.
   Verdellino (10SG ab.). — Questo Comune, già appartenente al soppresso mandamento di Verdello, si trova alquanto ad occidente di quest'ultimo paese, fra la strada interprovinciale da Bergamo a Milano e la provinciale Bergamo-Treviglio. — Verdellino, capoluogo del Comune (17J in.), è un bel paese con edilizi moderni, palazzotti, ville signorili ed avanzi di un antico castello che fece di questo paese un punto agguerrito della pianura bergamasca. Notevole la chiesa in bnona architettura del secolo XVI, sorta su una porzione del castello.
   Il territorio di Verdellino, feracissimo e ben coltivato, produce cereali, lino, foraggi, frutta ed è ricco di belle piantagioni eli gelsi. L'allevamento dei bacili da seta, fatto su vasta scala, è la maggiore industria del luogo in sussidio alla produzione agraria.
   Cenno storico. — Ili questa terra, già detta 1 rerdello Minore, si hanno memorie scritte fin dal principio del secolo X in documenti della Curia bergamasca. Nella guerra condotta da Facino Cane, generale delle truppe ducali di Milano, contro i Guelfi sostenitori di Pandolfo Mnlatesta, effimero signore di Bergamo, nel 1405, fu presa da Facino Cane ed assai danneggiata. Passò, nel 142S, con Bergamo ili potestà di Venezia.
   Coli, elelt. Treviglio — Uioc. Bergamo — P-, T. e Str. ferr. a Verdello.
   Verdello (2155 ab.). — Questo cospicuo paese, capoluogo del mandamento soppresso per effetto della legge 30 marzo 1890 e diviso fra i mandamenti di Pergamo li, Treviglio e Martinengo, si trova a metà strada circa fra Bergamo e Treviglio ed è attraversato, nella sua maggiore lunghezza, dalla via provinciale che unisce queste due città. — Verdello (173 ni.) è borgo moderno e signorile, iiulustre, popoloso, piacevole a visitarsi. La sua chiesa prepositnrale è antica ed illustre plebania, con giurisdizione su sedici parrocchie minori del territorio: è di bella e grandiosa architettura del secolo XVI, rimodernata anche ai tempi nostri. Nell'interno è ricca d'ornati e di bei dipinti. Il campanile che la fiancheggia è alto, slanciato, elegante: lo si vede da grande distanza, e benissimo dalle mura di Bergamo alta. Esistono in Verdello gli avanzi del castello che fu dei Suardi, testimone delle atroci lotte medioevali e di una sanguinosa zuffa nel 1376 fra Ghibellini e Guelfi. Fra gli edifizi privati va ricordata la bellissima villa dei Gam-barini con cappella gentilizia, nella quale si ammira il mausoleo del conte Carlo Maria Ganibarini, bellissimo disegno del Capìtaiiei, lavorato con ricchi ornati da Leone Buzzi; nonché lina pregevole tavola del quattrocento, rappresentante il Giudizio finale. Nel vicino oratorio di Rivarolo si conservano ricordi della terribile pestilenza del 1630.
   Verdello possiede buone scuole primarie, un Asilo infantile, un Ospedale ed altre istituzioni beneficile amministrate dalla locale Congregazione di carità.
   Il territorio produce cereali, lino, foraggi e sopratutto si distingue per le ricchissime piantagioni di gelsi. L'allevamento dei bachi da seta ha in Verdello importanza massima. L'industria tessile è rappresentata da un opificio per la trattura della seta, impiegante 180 operai, e da una fabbrica di maglierie con 36 operai.
   Como stoi-ico. — Scavando, in varie riprese, vennero alla luce nel territorio monete, frammenti di lapidi ed oggetti del periodo romano: indizi non dubbii dell'antichità del luogo. Nel medioevo Verdello ebbe rinomanza pel suo castello, ricordato specialmente dalle cronache bergamasche del periodo comunale. Durante i rivolgimenti del secolo XIV e sul principio del secolo XV, finche 11011 passò con Bergamo sotto l'ala protettrice del leone di San Marco, subì sanguinose vicende, in balìa, come fu sempre, delle fazioni (die ne dilaniavano il territorio e dei capitani di Ventura mandati dai duchi di Milano per accrescere la confusione politica ed i guai delle popolazioni.
   Coli, elett. Treviglio — Uioc. Bergamo — P3, T. e Str. ferr.