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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Bergamo e Brescia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 540

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   2.'32
   Parte Seconda — Alta Italia
   Fig. 30. — Caravaggio: Facciata del Santuario (da fotografìa Ilizzi).
   11 territorio di Caravaggio, riccamente irrigato e ben coltivato, è intensamente fertile. Produce cereali d'ogni specie, foraggi, lino, gelsi, legnini e cucurbitacei rinomatissimi, dei quali si fa larghissima esportazione pei centri di maggior consumo, Milano, Bergamo.» Brescia particolarmente. L'allevamento del bestiame d'ogni specie e la produzione dei bozzoli sono in questo Comune potenti coefficienti della ricchezza agraria. Le industrie manifatturiere sono rappresentate da due opifici: uno per la trattura e l'altro per la torcitura ed incannaggio della seta, con una inedia complessiva di 210 operai; da uno stabilimento per la tessitura della seta; da due fabbriche di cappelli con 52 operai. Esistono pure in questo Comune due segherie di legnami, mosse ila forza idraulica; una fabbrica d'amido, fin brillatoio di riso, una fornace, un frantoio per olio e due fabbriche di paste da minestra.
   Cenno storico. — Vuoisi che Caravaggio sia il Carnea ricordato da Plinio e nella Geografia di Tolomeo, uguagliato per importanza alle citta. Ambrogio da Calepio, nel suo Dizionario, dice questo luogo fondato da Giulio Cesare, senza peraltro accennare a qual fonte abbia attinta la notizia. Certo è che è d'antichità cospicua. Nel medioevo si hanno notizie di Caravaggio fin dal 062, per uu solenne placito quivi tenutovi da Gualberto conte di Bergamo, placito del quale si ha il testo. Nelle sue Cronache milanesi del periodo comunale (secolo XII) Galvano Fiamma ricorda Caravaggio come una delle terre della cosidetta Isola Fuleheria (Rivolta, Treviglio, Caravaggio), più ostili ai Milanesi, per il che questi dovettero più volte punirla e temerla in soggezione. E qMèsta ostilità durava anche nel secolo successivo, in cui il castello di Caravaggio, diventato il ricettacolo dei banditi e fuorusciti milanesi, venne, dalle truppe di Milano, incendiato e raso al suolo nel 1251. Anche nel periodo delle gliene signorili si riscontra più volto il nome di Caravaggio ricordato nella narrazione di quei fatti calamitosi. Fu a vicenda occupato dai Milanesi, dai Cremonesi, dai Bergamaschi;