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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Bergamo e Brescia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 540

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   2.'32
   Parte Seconda — Alta Italia
   Milano, Bergamo e Brescia qual è Treviglio — proprio al punto d'incontro di tre x vie, non fosse una stazione militare o porlo meno di sedentari. Di più sarebbe strano l'ammettere che i fuggiaschi dalle tre località indicate, assai più appartate dagli Itinerari Romani —per necessità seguiti anche dai barbari nelle loro incursioni — per sfuggire a questi barbari, che forse non avrebbero deviato dalla grande strada per saccheggiare quelle terre minuscole, andassero a piantare le tende proprio-nel punto nel quale i barbari, in vista della preda che loro si offriva a Bergamo, a Brescia, a Milano, a Cremona, dovevano sostare per decidere delle loro mosse su l'uiia o l'altra di quelle città o su tutte simultaneamente ; e quel punto era e non poteva essere altro clic quello su cui ora sorge Treviglio. Che per salvarsi dai probabili, ma non sicuri saccheggi ilei barbari, quei fuggiaschi non avessero di meglio che di mettersi sulla strada che i barbari di necessiti dovevano percorrere, perchè altra non ve n'era, o perchè non avevano i mezzi per aprirne delle nuove è assurdo l'ammetterlo, l'ili ovvio invece è il suppone clic i fuggiaschi dalle ville circonvicine, spaventati dallo scendere di orde barbariche devastatrici, abbiano ricercato rifugio in quella località, che già, per essere stala stazione militare romana sul grande itinerario da Milano alla Venezia ed alla regione orobia o cani mia, doveva essere solidamente munita di mura, di torri e dell'occorrente p :r proteggere i suoi abitanti. La nostra ipotesi trova poi conferma indiretta, ina sicura nel fatto che altre volte gli abitanti del territorio circostante, della Chiara o Cera d'Adda, minacciati o percossi da qualche guaio belligero, si rifugiarono a Treviglio, il quale doveva essere luogo considerevole e forte, sì che da ogni parte, a scanso di pericoli, vi si faceva capo. Così abbiamo che nel '.HI si rifugiò in questo castello la popolazione di Parossio, borgo distrutto dai Milanesi e più tardi, nel 1008, si rifugiarono in Treviglio ì terrieri di Orinilo, cacciati dal loro paese, da Arduino d'Ivrea re d'Italia nella sterile lotta ili riscossa da lui tentata per riafferrare il regno toltogli da Arrigo li di Germania, auspice Arnolfo d'Arsago, arcivescovo ili Milano. Una vecchia contraila di Treviglio conserva tuttavia il nome di Oliano.
   Nei bassi tempi, secondo afferma il Ginlini, che fu un grande compulsatoli dei vecchi documenti dell'archivio parrocchiale di Treviglio, questa terra sarebbe stata feudo del monastero di San Simpliciano in Milano; il Ronchetti però, confutando taluna delle affermazioni dell'insigne storico milanese, dimostra che la Cera d'Adda dipese sempre dalla chiesa di Bergamo e che, nel 1081, Treviglio era, con altre terre limitrofe, in potesti! dei conti di Bergamo. I Mirante il periodo delle guerre comunali, preso di sovente nelle lotte tra Bergamo. Brescia, Milano, Cremona e Pavia, Treviglio ebbe a soffrire non pochi danni, assedi, saccheggi, incendi; piaghe aggravatesi nel secolo successivo, sebbene avesse ottenuto privilegio di terra libera ed imperiale, coll'infie-rire delle lotte fra Guelfi e Ghibellini. Nel principio del secolo XV, allo sfasciarsi della signoria viscontea, che non aveva saputo nò potuto imporsi totalmente alle fazioni, Treviglio passò, per dedizione spontanea, sotto il dominio ili Venezia; ma più tardi, nei contrasti che funestarono la Lombardia, tra lo scorcio del secolo XV ed il principio del XVI Treviglio passò nuovamente dai Veneti ai Francesi, dai Francesi agli Imperiali, per ritornare ai Francesi ed al ducato ili Milano.
   Ritornata la pace, sebbene il governo degli Spagnuoli fosse tutt altro che favorevole ai miglioramenti economici del paese, si debbono alla industre attività di questa popolazione il grande sviluppo dell'agricoltura, mediante opportune canalizzazioni, la bonifica della Gera d'Adda, il prosciugamento degli stagni che avanzavano dell'antico lago Gerundio, esistente già in questo territorio, od il rifiorire delle industrie seriche. 11 provvido governo ili Maria Teresa completò l'opera già bene avviata dall'iniziativa della popolazione e diede a Treviglio diploma e titolo dì città. Nei cambiamenti avvenuti sulla fine del secolo scorso Treviglio fece parto come capoluogo di distretto della Repubblica Cisalpina ed in tale qualità, sul principio del secolo nostro,