Trevigėio
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L'agricoltura ha in questo territorio il suo massimo sviluppo ed insieme alle industrie ad essa sussidiarie, come l'allevamento del bestiame, la produzione dei bozzoli ed il caseificio, si puō dire base dell'economia locale; ma anche l'industria manifatturiera, nelle sue varie esplicazioni, č, nel mandamento di Trevigėio, un potente fattore di prosperitā economica.
Trevigėio (14,083 ab.). Capoluogo del circondario, del mandamento e del Comune, Trevigėio č bella e popolosa cittadina, a 126 metri sul mare, nel mezzo della vasta e rasa pianura che sta fra il Brembo, l'Adda ed il Serio, in un punto topografico importante ove convergono e si snodano le varie strade che dalla bassa Lombardia fanno capo a Bergamo. Ha vie larghe, pulite, ben selciate ed in quest'ultima metā del nostro secolo in gran parte rettificate ed abbellite colla costruzione di case signorili e moderne, palazzotti ed opifici. Fra le vie pių moderne o rinnovate č quella che fa capo al viale alberato conducente alla stazione ferroviaria.
La piazza maggiore di Trevigėio č uno spazioso quadrila ( ero contornato da begli edifizi, con porticati o senza; potrebbe essere di decoro a cittā di ben maggiore importanza quanto a popolazione. In questa piazza sorge la grandiosa fabbrica della chiesa parrocchiale di San Martino (fėg. 2'J), collegiata, retta da un parroco preposto e vicario foraneo. Questo edilizio, che sorge sul luogo dell'antichissima chiesa eretta nel 50!), ricostruita nel 1008 e pių volte raffazzonata, venne in gran parte rifatto a nuovo nella prima metā del nostro secolo e terminato, nel 1841, colla grandiosa facciata in istile tra il barocco e l'accademico, d'un certo effetto, ma di gusto artistico discutibile. Nell'interno questa chiesa, riccamente ornata e decorata, ha eccellenti dipinti di Francesco Corona, uno dei buoni secentisti bergamaschi, dei Procaccini, di Andrea del Sarto, dei Caracci, del cav. Campi ed avanzi di pitture di Bernardino Zenale e del Buttinoni cinquecentisti entrambi di Trevigėio e riputati fra i migliori pittori lombardi di quel secolo, aureo per l'arte e sė triste per la storia in Lombardia.
Sul lato destro della facciata sorge l'alto e slanciato campanile o Torre dell'orologio, uno fra ė pių ragguardevoli di Lombardia, terminante con un pinacolo conico, intorno al quale gira una gabbia ili ferro, da cui anticamente essendo per la sua altezza visibile da grande distanza nella circostante pianura e dalle colline bergamaschesi davano, con fuochi, segnali di allarme o di festa. Questa torre č opera del secolo XIII, restaurata e compiuta nel secolo XIV.
Sulla stessa piazza si trova il palazzo Comunale, sotto il cui porticato vedcsi una statua equestre di San Martino in atto di dividere il proprio mantello con un povero. Č un curioso saggio di scoltura nostrale del secolo XII o XIII al massimo. Nello stesso porticato sono pure le lapidi commemorative dei cittadini trevigliesi morti per la patria dal 1848 al 1870.
Trevigėio possiede parecchie altre chiese, taluna di buona architettura per lo pili del secolo barocco con buoni dipėnti di scuola veneta, bergamasca e cremonese: tra queste va ricordata la chiesa di Sant'Agostino, ove č venerata la miracolosa effigie della Madonna delle Lagrime, cosidetta, perchč al pianto di questa immagine, visto dal popolo e dai sacerdoti raccolti nella chiesa, č tradizione si arrendesse il Lautrcc, nel 1522, dal proposito di incendiare Trevigėio ed abbandonarlo al saccheggio dello sue truppe per aver questa terra, qualche tempo prima, dato quartiere e vettovaglie agli Imperiali.
Trevigėio ha ricche e numerose istituzioni di beneficenza: fra queste va ricordato l'Ospedale fondato, nel 1316, dal trevigliese Beltrame Buttinoni, sedente oggi in un bello ed appropriato locale, con un'amministrazione autonoma che ha fama Ŧli essere un modello nel genere. Fra le tradizioni gloriose di quest'Ospedale havvi quella di
195 !!,.Ŧ Patria, voi. II.