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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Como e Sondrio
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 516

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   46.4
   Appendice
   
   Fig. 49. — Il San Gottardo (antico passo).
   tentato da eserciti o da condottieri che abbiano lasciato gualcì© ricordo nella storia. Le prime notizie che si abbiano della valle della Heuss — designata latinamente col nome di Ora — risalgono ad un diploma di Lodovico II (il Germanico) imperatore, nel quale fa dono di questa valle ad una sua figlia, abbadessa dello storico monastero (Fraumunster) di Zurigo. Dai documenti rimasti di quel monastero appare che le rendite di quella valle erano minime, essendo essa poco popolata. Non esisteva ancora il passo del Gottardo, perchè non ne è fatta menzione nò per allora, nè per qualche secolo appresso. Nel 1231 la casa ducale d'Absburgo ottiene dall'imperatore Federico II di Svevia un diploma che le conferisce l'avvocatura (altro dei tanti titoli di sovranità vigenti nel medioevo) sulla valle d'Uri, ed è intorno a questo periodo che il sentiero, poco a poco creato dagli abitanti della valle d'Uri o della Heuss per le gole d'Urseren e di là per il colle, nella valle Leventina o del Ticino, sembra aver acquistato qualche importanza. Non furono famosi condottieri d'armate, non conquistatori in cerca d'imperi o di regni, nè tampoco — come di tutte le strade romane aperte nelle Alpi dei Grigioni e del Vallese — ingegneri, disponenti di mezzi più o meno considerevoli per rimuovere e vincere le grandi difficoltà opposte dalla natura, quelli che aprirono primi il valico del Gottardo: sono i poveri, oscuri valligiani dell'uno e dell'altro versante del gran monte, che tracciano l'ardita via e ne assicurano i passaggi pericolosi, con ponti in legno e tremolanti passerelle e la mantengono con ammirabile perseveranza tutti gli anni contro i guasti delle valanghe, delle frane e delle alluvioni. Per questo forse, secondo uno storico svizzero, Arrigo VII — tìglio