Mandamenti e Comuni del Circondario ili Varese
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metri 242. Le sue rive sono piatte ed algose, onde più volte a togliere l'inconveniente dei miasmi si pensò di prosciugarlo destinandone il bacino all'agricoltura. Ma finora nulla se n'è fatto. Frattanto gli studiosi si occupano a ricercarvi residui delle stazioni palafittile e le ricerclie, il più delle volte, sono coronate da buon successo e proprio davanti a Biandronno si mostra oggi una bella stazione palafittici.
Il territorio di Biandronno è abbastanza fertile: produce cereali, foraggi, gelsi e viti; l'allevamento dei bachi da seta è l'industria prevalente in luogo.
Cenno storico. — La stazione palafittica di Biandronno prova come questa località fosse già popolata in una delle epoche preistoriche più remote, l'epoca della pietra. Nel medioevo Biandronno dipendeva dal contado del Seprio. Nel 11G0 l'arcivescovo milanese Oberto da Pirovano occupò il castello di Biandronno insieme ad altre terre del Varesotto per impedire che se ne facessero padroni i Comaschi spalleggiati da Barba-rossa. Nell'anno seguente il castello venne assaltato e preso da un Gozzalino nominato da Barbarossa conte del Seprio.
Coli, elett. Gavirate — Dioc. Milano — P2 e T. a Gavirate, Str. ferr. a Varano e Besozzo.
Bogno (G03 ab.). — Il territorio di questo Comune si stende alquanto a sud-ovest di Besozzo, fra il lago di Varese ed il lago Maggiore. Bogno sorge su una bella collinetta (307 m.) dalla quale si dominano con pittoresco ottetto i vicini laghi. E paese grazioso con ricche villeggiature nei dintorni.
11 territorio di Bogno produce cereali, frutta, viti e gelsi; industria prevalente, l'allevamento dei bachi da seta.
Cenno storico. — Nel secolo XI Bogno aveva mi castello che dal conte del Seprio, Giliberto da Gliemo, fu ceduto al Capitolo dei canonici di Brebbia. Ora n'è scomparsa ogni traccia, e sul luogo ove si presume sorgesse, attualmente ridotto a villa, fu eretta una torre-belvedere dalla quale si domina un vasto panorama.
Coli, elett. Gavirate — Dioc. Milano — P'J, T. e Str. ferr. a Besozzo.
Brebbia (1725 ab.). — Si stende il territorio di questo Comune fra il lago di Varese ed il lago Maggiore, in una regione di ridenti colline. Il Comune di Brebbia è diviso in due frazioni principali: Brebbia Inferiore (225 ni.) con circa S00 abitanti e la sede comunale e Brebbia Superiore. Notevole sopratutto in Brebbia è la chiesa parrocchiale fondata — dicesi — da San Giulio, apostolo della riviera d'Orta nel 390. E tutta in pietra da taglio ; nell'interno e nella parte posteriore fu più volte, ed anche recentemente rimodernata, ma la facciata si presenta in tuttala severa semplicità dell'antico stile lombardo. Fin dal secolo XI era officiata da un Capitolo di diciotto canonici che aveva molte possessioni nei dintorni. San Carlo Borromeo lo soppresse insieme a tanti altri allora esistenti.
Il territorio di Brebbia, assai fertile, produce cereali, viti e gelsi. Importante è in luogo la produzione dei bozzoli ed ottimi i vini di questa plaga.
Cenno storico. — Brebbia è luogo antichissimo. Nelle torbiere esistenti in quei dintorni si rinvennero traccie di una stazione preistorica dell'epoca della pietra e del bronzo. Al tempo dei Romani è fama che Brebbia fosse un castello agguerrito e che in vicinanza vi fosse nn tempio a Minerva presso cui celebravansi i giuochi quinquattrii. Eravi pure un edilizio di terme erettovi da un Gneo Terenzio. Lapidi trovate in luogo dànno fondamento a queste asserzioni. Nel medioevo, intorno al secolo X, era feudo degli arcivescovi di Milano, e nel suo castello — sorgente sull'altura detta ancora oggi CasteUuzzo — si rifugiò l'arcivescovo scismatico ed intruso Gottofredo (974-979): l'arcivescovo Anselmo V (1126-1133) vi attese l'imperatore Corrado II per incoronarlo, ed infine, nel periodo delle guerre comunali e signorili, vi si rifugiarono più volte i nobili fuorusciti milanesi. Nel 12G3 il castello fu distrutto dai Torriani, ma Brebbia come feudo, rimase ancora in podestà della Curia milanese che lo conservò sino alla
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