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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Como e Sondrio
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 516

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parte Seconda — Altri Italia.
   Il paese (li Angora, grazioso, pulito, pittoresco, 11011 è dissimile, per la disposizione delle case e per il tipo dei fabbricati, dai maggiori che popolano questo meraviglioso bacino inferiore del Verbano. Discreta è la chiesa parrocchiale con qualche buon quadro delta scuola lombarda secentista. Numerose ville popolano i dintorni di Angera; tra queste è notevole la villa Paletta.
   Nelle vicinanze si trovano cave di torba, consumata per la maggior parte negli opifìci serici ed in altri stabilimenti industriali della regione, nonché un sasso calcare a bello venature color rosa, che viene lavorato ed utilizzato per decorazioni architettoniche. Vi sono pure fornaci da calce. Il territorio produce viti, cereali, gelsi, frutta, piante da giardinaggio e agrumi; l'allevamento dei bachi daseta è la maggiore industria del luogo. Importante è il mercato di bestiame, che settimanalmente si tiene ad Angera.
   Cenno storico. — Sulf antichità di Angera si è molto favoleggiato dagli eruditi del secolo XVI e XVII, i quali non esitarono ad attribuirne la fondazione ad un Anglo nipote di Enea e con lui fuggiasco in Italia dopo l'eccidio di Troia, od anche ad Ange-rona diva del silenzio, che nell'Olimpo pagano aveva ruolo fra le deità minori! Altri, invece, partendosi dal nome di'Stazzona, col quale nei bassi tempi questo borgo fu designato, vollero fosse stazione militare dei Romani, e ciò non senza verosimiglianza. Certo è che nei dintorni e nel sottosuolo di Angera si scavarono molte lapidi, cippi, are del periodo romano, dedicate ad Ercole ed a Mitra (periodo di decadenza del panteismo greco-romano), le quali fanno suppórre fosse paese assai considerevole, alquanto discosto però dal luogo nel quale Angera oggi sorge. Le cronache del periodo gotico oscuramente accennano alla distruzione di questo borgo, durante il regno di Ataulfo (secolo VI). I Longobardi invece l'avrebbero riedificato press'a poco nel luogo attuale. Nel periodo della dominazione franca fu contea, con giurisdizione sul lago e sulle valli adiacenti tino al Gottardo, ed i conti o vice-conti di Angeria od Angleria, come allora dicevasi, furono i progenitori dei Visconti, che tanta parte hanno nella stòria della Lombardia dal secolo XIII al XV.
   I Torriani, in un momento della loro buona fortuna, nel 1256, si impadronirono anche di Angera; ma Ottone Viscónti, coll'aiuto dei nobili fuorusciti, guidati dal Lan-gosco, signore di Pavia, potè riprendere l'avito castello e stabilirvisi solidamente, facendo celebrare da esperti pittori, nelle ampie sale del castello, le vittorie da lui riportate sui Torriani a Desio ed alla Guassera. Nel 1397 l'imperatore Venceslao, confermando, per danaro, tutti i titoli e privilegi a Gian Galeazzo Visconti, primo duca di Milano, gli riconobbe fra gli altri il titolo di conte di Angera. Più tardi, Filippo Maria Visconti, sempre per danaro, la diede (1439) in feudo ai Borromei, famiglia già padrona d'altre terre del lago e crescente in grande potenza e ricchezza; sullo scorcio del secolo XV Lodovico Sforza, detto il Moro, revocando l'infeudazione, dichiarava Angera città libera e fece comare monete colla scritta: Ludovicus Maria Sfortiae Angleriae Comes. Nel secolo appresso i Borromei piatirono col fisco ed un po' colle buone ragioni ed un po'col danaro, rivendicarono alla loro famiglia il feudo d'Angera.
   Vuoisi che tra Angera ed Arona presso l'isolino Crivelli. Oliva de' Valvassori d'Aroua, castellana del luogo e sorella a Guido arcivescovo di Milano, facesse gittare in acqua — previa tortura — il diacono Arialdo da Cucciago, che s'era levato con fervorose predicazioni contro la sètta dei Nicolaiti e contro il concubinato dei chierici, la maggior piaga da cui allora fosse afflitta la Chiesa. Altri invece pretende che il fatto sia avvenuto presso l'Isola Madre, altri ancora alla rupe di Calde presso Porto Valtravaglia. Bravo ora chi può appurare la verità. I
   Coli, elett. Gavirate — Dioc, Milano — l'-, T„ Str. ferr. e Staz. lacuale.
   Arolo {394 ab.). — Si trova il capoluogo di questo Comune (282 m.) sulla sponda orientale del lago Maggiore ed è unito, con brevi tronchi di strada rotabile, a Leggiuno