Pai te Seconda Alta Italia
Varese per Arcisate conduce al Mendrisiotto. Saltrio (514 m.) è un bel paese, nella maggior parte rimodernato, con belle casino e ville liei dintorni, adorne di ricche decorazioni in marmo. Bella è pure la chiesa parrocchiale, adorna di sculture e di pitture pregevoli.
In Saltrio, come nel vicino Viggiù, cavasi dalla montagna, per gallerie sorrette da colonnati fantasticamente frastagliati e lavorati dagli stessi cavatori, la famosa pietra o marmo di Saltrio, uno degli elementi più di frequente usati nelle decorazioni architettoniche dei palazzi e monumenti lombardi. La pietra di Saltrio è un calcare compatto marnoso, di color bigio cinerognolo, che si presta ad ogni lavorazione per ornamenti e decorazioni; non così per colonne e pezzi che debbano sopportare lunga e grave resistenza. Nei dintorni trovasi auche un marmo giallo, somigliantissimo al famoso giallo di Verona, suscettibile al pari di questo d'un bel pulimento. Nelle caverne marmifere di Saltrio trovansi pure belle pietrificazioni, cristallizzazioni ed incrostazioni, assai ricercate dai collezionisti e dai gabinetti mineralogici. La lavorazione della pietra e dei marmi costituisce la maggiore industria del Comune, il cui territorio produce, limitatamente, anche cereali ed in maggior copia viti, gelsi e pascoli.
Cenno storico. — Saltrio. come il vicino Viggiù, è paese d'antica rinomanza — ricordato nelle cronache del periodo comunale. Di Saltrio fu nativo lo scultore Pompeo Marchesi, che nella prima metà del nostro secolo si rese celebre, in Milano e fuori, per la copiosità e la grandiosità, se non per l'eccellenza assoluta delle sue opere. Fu fra i migliori allievi del Canova, e morì vecchissimo e ricco in Milano nel 1858. Fra le sue opero più celebrate è anche la statua di Goethe a Francoforte sul Meno.
Coli, elett. Varese — Dioc. Como — P2 e T. a Viggiù, Str. ferr. ad Arcisate e Brenno.
Valganna (1075 ab.). — Questo Comune si trova in posizione eminentemente pittoresca, nel mezzo della omonima vallata, sulla strada che da Varese per Insilino Olona scende poi in vai Marchirolo ed a Ponte Tresa. Il capoluogo del Comune (456 m.) è un grazioso villaggio al piede del Poncione di Ganna (992 in.) ed all'estremità settentrionale del laghetto dell'Ospitale o di Ganna — avanzo, dicesi, d'uno dei laghi glaciali rimasti nella regione — formato questo dalla Margorabbia.
Il lago di Ganna (451 ni.) è lungo circa metri 400, largo nel punto massimo m. 140 e misura nel perimetro circa m. 1500. Ha le sponde basse ed algose. Non lungi da questo li avvi il paluduccìo o palude di Ganna, avanzo di un altro laghetto, ora ridotto a deposito torboso con uno strato di questo combustibile, alto in media 6 metri su un'estensione di 30 ettari.
Il paese eli Ganna non è che una frazione dell'esteso Comune, ed ha poco più di 400 abitanti. Vi si notano gli avanzi dell'antica badia consistente nel chiostro e nella attigua chiesa alquanto appartata dal villaggio. Quivi si trovano traccie di interessanti affreschi del trecento, per la maggior parte però perduti sotto l'intonaco dal quale fu sconsideratamente coperto l'edifizio. Nella chiesa della badia di Ganna si venera il corpo di San Gemolo, martirizzato nel 1047, mentre tentava di catechizzare gli ere-siarchi patarini, stabilitisi in queste valli e capitanati dalla famiglia I)e Uboldi.
A nord del paese, dopo breve tratto di strada, si trova il laghetto di Ghirla (436 in.), in capo al quale sta il paesello di Ghirla, altra frazione del Comune di Valganna. E lungo m. 1270, largo 285 e con una superficie di circa 36 ettari. È, come quello dell'Ospitale presso Ganna, assai pescoso, abbondandovi specialmente i vaironi e i pesci persici. Le rive di questi due laghetti sono assai malinconiche ed il laghetto di Ghirla, riflettendo continuamente il dirupato fianco del Poncione di Ganna, dà l'illusione d'aver le acque d'un nero d'inchiostro. Mediante una bella CRSCtltcl il lago di Ghirla si scarica nella Margorabbia. Il paesello di Ghirla è abbastanza grazioso e pulito, ha un discreto albergo : ivi sono magli per la lavorazione del ferro. A Ghirla finisce la Valganna propriamente