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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Como e Sondrio
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 516

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   l'aite Seconda — Alia lialia
   (tra Arcisate e Bisuschio), con una periferia di 400 metri circa. Vi si pescano anguille grossissime e squisite. Il territorio, assai bene coltivato, produce viti, gelsi, cereali e, nella parte alta, castagne, legna e pascoli. Notevole vi è la produzione dei bozzoli.
   Cenno storico. — Sulla origine del nome di questo paese, indubbiamente antichissimo, gli eruditi hanno fatto molte congetture, fermandosi specialmente sull'ipotesi che nel periodo romano potesse essere detto Arx Isarcariali, o rocca degli Isarci, popolo alpino debellato dai Romani al tempo (l'Augusto. Un rudere di torre che si vede a poca distanza dall'abitato, potrebbe essere, secondo gli archeologi, un avanzo (li quella rocca. Ma sono supposizioni senza grande fondamento.
   Nel periodo feudale Arcisate appare sottomesso al contado del Seprio; intorno al 1015 erano valvassori di Arcisate un Ugone, conte, ed un Berengario, prete, suo fratello: ina venuti in contesa con Arnolfo d'Arsago, arcivescovo di Milano, furono spodestati ed il loro feudo passò a benefìzio della Chiesa milanese. I canonici ordinari del duomo di Milano, nel secolo XII, portavano anche il titolo di Signori della Pieve di Arcisate. Nel 11G0, durante le vicende della guerra tra Milano e Barbarossa, Arcisate fu occupato militarmente dall'arcivescovo Oberto da Pirovano, che ne fece il quartiere invernale pelle milizie che dovevano guardare la strada su Milano da questa parte. Nel secolo XV Arcisate diventò feudo della famiglia milanese Arciinboldi, che ebbe ì suoi privilegi confermati da un diploma di Francesco I re di Francia.
   Coli, elett. Varese — Diuc. Milano — P2, T. e Str. ferr.
   Ardeuna (1G8 ab.). — Questo piccolo Comune si trova all'estremità nordica del mandamento, su un'altura (475 m.), davanti al lago di Lugano, presso la stretta di 'fresa. I)i Ardenna è singolarmente pittoresca la posizione dominante il lago e la vicina vai Mugera. Notevoli sono gli avanzi di un castello medioevale ed il santuario con una Madonna di bellissima fattura, tanto da essere ritenuta delLuino. Il territorio, piuttosto arido e sassoso, produce castagne e pascoli Vi si trovano filoni di piombo argentifero con blenda.
   Cenno storico. — Ardenna fu per lungo tempo feudo dell'arcivescovo di Milano. Quivi nacque il padre e teologo Giorgio Martinelli, fondatore del Collegio degli Oblati Missionari di Illio.
   (Ioli, elatt. Varese — Dioc. Como — P2, T. e Str. ferr. a Tresa
   Basano (1123 ab.). — Il capoluogo di questo Comune si trova alquanto sulla destra della strada provinciale che da Varese per Arcisate mette a Porto Ceresio. È un bel paese, in posizione ridente e piuttosto elevata (368 m.), dalla quale, oltre che i monti circostanti, si domina buon tratto del ramo occidentale del lago di Lugano. Pesano ha edilizi di qualche importanza: fra tutti primeggia la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, antichissima, tanto che la tradizione la vuole fondata dalla regina Teodolinda; come si vuole che la statua di San Martino — saggio di scultura medioevale anteriore al mille, curioso ad osservarsi — sia un dono della medesima piissinia regina. Il territorio dà cereali in limitata quantità, viti e, nella parte alta, castagne e pascoli. Vi si trovano filoni di minerale piombifero, cave di baritina e di scliisto bituminoso.
   Cenno storico. — L'antichità di Besano, oltre che dalla sua chiesa e da altre memorie, è comprovata da una curiosa usanza, rimasta tradizionale fino ai tempi assai prossimi ai nostri, nè del tutto scomparsa. Fin dal tempo dei Longobardi era ferma la credenza che gli abitanti di Besano, nella festa di San Giovanni Battista, avessero virtù, mediante una loro speciale benedizione, di guarire gli ammalati di scrofola: onde in quel giorno era numeroso il concorso di questi disgraziati a quel paese. La fiera che in quella ricorrenza si teneva in Besano era detta (lei Magagnati. — S. Carlo Borromeo tentò di sradicare la sciocca superstizione; ma poi, vedendo che avrebbe disgustata tutta quella popolazione e danneggiato il paese, senza impedire alla superstizione di aver forza, finì