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l'arie Seconda — Alta Italia
disposizione governativa, trasportato al Museo Archeologico di Milano, onde esservi più agevolmente osservato dagli studiosi.
Il territorio di Tradate, bagnato dall'Olona e da un torrente, detto Fontanile di Tradate, è assai fertile: dà cereali, trutta, foraggi, ottimi vini e gelsi. L'allevamento dei bachi da seta, fatto su vasta scala, costituisce uno dei fattori maggiori della prosperità economica di questo territorio. I bozzoli che vi si producono hanno una speciale finezza di tessuto, per il che ir'è anche ricercatissimo il seme.
Cenno storico. — Tradate fu, secondo il Cantù, nido di nobilissime famiglie lombarde ed ebbe, nel medioevo, per il suo castello feudale, non comune importanza. Fu feudo della ricca e potente famiglia dei l'ustoria, che lo ripeteva dai canonici ordinari del Duomo. 11 castello sorgeva sul colle che taglia la via per Como. Subì vicende tempestose nel periodo comunale e durante la secolare contesa fra Torriani e Visconti per il dominio di Milano e della Lombardia. Nel 1510 Tradate fu orrendamente saccheggiato, pressoché distrutto, dalle orde di soldataglia svizzera, condotte dal famigerato cardinale di Sion.
Nacque ili Tradate, nello scorcio del secolo XIV, quel Jacopino scultore, del quale sono la mirabile statua di papa Martino V ed il sepolcro di Marco Carelli nel Duomo di Milano. La statua di papa Martino — che, reduce dal Concilio di Costanza, fu da Filippo Maria Visconti pregato di consacrare il Duomo (il che avvenne con grande solennità il 1G ottobre 1418) — è, in rapporto al tempo, delle più belle opere che si conservino nel Duomo di Milano e mette di primo acchito Jacopino da Tradate fra i più efficaci precursori del rinascimento artistico italiano. -Iacopino da Tradate lavorò pure il monumento sepolcrale del conte Guido Torelli, che vedesi in Sant'Eustorgio a Milano; lavorò in Mantova alla corte di Gian Francesco Gonzaga, e suo figlio Samuele da Tradate fu scultore di merito e collaboratore in Mantova del grande Mantegna.
Coli, olelt. Appiano — Dioc. Milano — I'2, T.. Str. ferr. e Tr5
Vedano Giona (1840 ab.). — Questo Comune faceva parte del soppresso mandamento di Tradate e fu, per effetto della legge 30 marzo 181)0, aggregato al mandamento giudiziario di Varese. Il territorio di Vedano Olona si stende in una regione collinosa e verdeggiante, ad oriente della strada provinciale varesina e dell'Olona.—Vedano (3G0 m.) è paese bello, prosperoso, specie per la fertilità del territorio che lo circonda, fruttante cereali, viti e gelsi. L'allevamento dei bachi da seta è fatto su vasta scala ed il prodotto viene lavorato di prima mano da filande esistenti in luogo ed a Malnate.
Cenno storico. — L'antichità di Vedano Olona è constatata per lunga tradizione. Vuoisi che quivi fosse una colonia di veterani romani a guardia della strada per Milano. Nel periodo delle guerre comunali il popolo di Vedano, parteggiante per Milano, assaltò Binago, borgo non lontano tenuto dai Comaschi, e l'incendiò. Da ciò ima crudele rappresaglia dei Comaschi, alla ripresa della loro fortuna, su Vedano.
Coli elell. Appiano — Dioc. Milano — P2, T. e Str. ferr.
Velate (1479 ab.). — Il territorio di questo Comune si stende in una delle vallecole incavate nel versante meridionale del Sacro Monte di Varese e del Campo dei Fiori. 11 capoluogo del Comune, con circa 750 abitanti, è un bello e pittoresco paese, a 509 m. dal livello del mare. Le vicinanze di Varese, e l'essere alle falde del Sacro Monte, ne hanno fatto un luogo frequentatissimo e i dintorni popolati di ville, casini ed osterie. Notevole, per antichità, la torre che si erge sul colle al disopra del paese: vuoisi, ed il genere della costruzione avvalora infatti l'ipotesi, sia opera del periodo romano, restaurata nel medioevo, come propugnacolo avanzato della rocca già esistente sul Sacro Monte. Ora è lasciata in uno stato di deplorevole abbandono, se non di incipiente rovina (lig. 31), ad onta delle pratiche fatte dalla Sezione archeologica varesina per promuoverne dal Governo il restauro. Altri avanzi di torri e di vecchie costruzioni si