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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Como e Sondrio
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 516

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   200
   Patte Seconda — Alla lulia
   della popolazione trucidando — dicono le cronache — intorno a mille persone. Un secolo dopo, gli abitanti di Malnate, infiammati dalle prediche del frate Giambattista Aguggiari, prestarono per i primi il contributo del loro lavoro personale all'erezione delle cappelle ornanti la salita al Sacro Monte di Varese.
   Coli, elett. Varese - Dioc. Milano — P2, T. e Str. ferr.
   Masnago (992 ab.). — Il capoluogo di questo Comune (410 m.) è, si può dire, alle porte di Varese, sulla strada che^ da questa città conduce a Laveno sul lago Maggiore, col Sacro Monte a tergo. E fra le piti belle posizioni dei dintorni di Varese, dominando il vicino lago e tutti i colli circostanti. Masnago è paese in evidente progresso, con edilizi nuovi e rimodernati, adattati alla gaiezza scenografica del circostante paesaggio, popolato di belle e ricche villeggiature.
   In Masnago si mostra un oratorio dedicato all'Immacolata, di antica costruzione: non così antica da dar fede alla lapide che vi fu murata, la quale, vorrebbe essere quello in origine un tempio dedicato a Giove e da Sant'Ambrogio trasformato al culto dei martiri Cassiano ed Ippolito. Pura leggenda questa, come tante altre intorno alle imprese di Sant'Ambrogio nella regione varesina. Il territorio è fertilissimo: produce cercali, viti e gelsi. L'allevamento dei bachi da seta è fatto su vasta scala.
   Cenno storico. — L'antichità di Masnago è confermata da memorie del periodo feudale e comunale, nel quale queste parrocchie dipendevano dalla chiesa plebana di Varese.
   Furono nativi di Masnago due incisori di cammei, al servizio dell'imperatore Rodolfo II d'Austria, tra la fine del secolo XVI ed il principio del XVII, Giovanni ed Alessandro da Masnago, padre e figlio. Nacque pure in questo paese, nel secolo XVI, Giovanni di Andrea da Masnago, buon scultore dei Palazzi Apostolici in Roma.
   Coli, elett. Varese — Dioc. Milano — P3, T. e Str. ferr.
   filo razzo n e (1583 ab.). — Questo Comune, già facente parte del soppresso mandamento di Tradate, venne — per effetto della legge 30 marzo 1890 — aggregato al mandamento giudiziario di Varese. Morazzone, capoluogo del Comune, siede su un bel colle a 431 metri dal livello del mare, in guisa da dominare agevolmente il non lontano lago di Varese e tutto il semicerchio delle prcalpi varesine. Non lungi e la strada provinciale di Gallarate e ad occidente del paese, al basso, scorre l'Olona, di poco uscita dalla gola di Malnate. Morazzone, che è un grosso paese in via di rimodernarsi, ha varie case notevoli: ricordiamo innanzi tutto la casa che fu di Gian Francesco Mazzucchelli, detto appunto dal suo paese nativo il Morazzone. In questa casa, che per lunga trafila di successioni passò in proprietà dei Lattuada di Milano, si mostrano due notevoli dipinti dell'insigne colorista: un'Officina di Vulcano, dipinta a fresco con molta fantasia e vivacità di colorito sulla cappa di un camino, ed un grande quadro nei quale è rappresentato San Carlo 'Borromeo in adorazione davanti a Gesù morto. Havvi pure un ritratto del Morazzone medesimo, dipinto su tela dal Rancati.
   Vicino alla casa del Morazzone è il palazzo già de' Viani, bella costruzione del secolo barocco, con un monticello artificiale nel giardino a ino' di belvedere. Nella piazza maggiore havvi un modesto monumento, ricordante il combattimento notturno tra i volontari di Garibaldi e gli Austriaci, avvenuto nel 1848. Nelle ville numerose che popolano i pittoreschi dintorni diMorazzone va, per ricchezza ed eleganza d'architettura, ricordata la villa Lattuada. 11 territorio, attivamente coltivato, produce cereali, viti, gelsi e frutta. Industria principale del luogo: l'allevamento dei bachi da seta.
   Cenno storico. È opinione, avvalorata da qualche monumento, che nel luogo di Morazzone esistesse anche nel periodo romano una popolosa colonia. Nelle vicinanze della chiesuola campestre di Santa Maria Maddalena, che si dice sòrta su un antico tempio di Giove, furono trovate due grandi lapidi con iscrizioni in onore dei due fratelli Sentii (L. SeuliusL. V. e ìli. Seutius L. G.) della tribù Oufentina (la tribù alla quale