Mandamenti e Comuni ilei Circondario di Lecco
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accolta la generosa idea con entusiasmo dal maggior numero delle città di Lombardia e d'Emilia, v'entrano pure gli uomini del contado del Seprio, clic nel 1168 combattono con e per Milano contro Barbarossa, della Lega seguendo la fortuna fino a Legnano.
Nel secolo susseguente il Seprio si trova singolarmente immischiato in tutte le guerre che iu Lombardia caratterizzano la preparazione, l'inizio del periodo signorile. Nel 1257 Castelseprio dà rifugio all'arcivescovo Leone da Perego ed ai patrizi con questo cacciati; e Milano si dà ad assediare con fortissima oste il castello. I'ress'a poco la cosa si ripete nel 1276, quando Castelseprio dà rifugio ad Ottone Visconti e suoi partitanti, espulsi da Milano; ma più tardi, per uno di quegli improvvisi cambiamenti di situazione che sono tanto comuni in questo periodo, alla rivincita dei Visconti in Milano, Castelseprio dà ricovero ai Torriani e loro seguaci. Ottone Visconti, allora, paga l'antico debito di riconoscenza che aveva verso Castelseprio, decretandone e preparandone la distinzione. \ tal uopo vi spedisce contro numerose truppe comandate da Gaspero da Garbagnato, che parlava lo stendardo di Nuif \inbrogio e dall'abate di San Celso, imo di famiglia Cu-feria. Facile riesce ai Milanesi la presa della città di Seprio; non così del castello, che fortissimo ed agguerrito resiste ad ogni assalto, \llora si ricorre all'astuzia o meglio al tradimento. Si fanno entrare con un pretesto subdolo nel castello dei terrazzani dell'Ossola, vassalli dei Visconti, uomini fortissimi e risoluti, che si propone\ ino ili riparare le mura dai danni subiti negli assalti. Ma di notte tempo, ad un segnale convenuto, quegli Ossoteli si gettano proditoriamente sulle scolte, ne l'anno strage ed aprono le porte ed i varchi ai Milanesi, die ad onta della resistenza di t ! nido ili Castiglione, legato da amicizia e fedeltà ai l'oriiani, vi appiccarono il fuoco e diedero subito mano alla demolizione (lolle mura e di lle torri che l'incendio 11011 poteva distruggere. Ciò av venne nella notte del li marzo lesili. Ottone Visconti,: non pago di ciò, emanò 1111 decreto, che fu inserito negli statuti del Connine di Milano, in cui si imponeva ai terrieri, sotto vincolo di giuramento, di 11011 riedificare il distrutto castello e la siimutellata città. Questo prezioso documento, clic per la sua brevità vai la pena di essere, riferito, è così concepito: c Ynno 1287. hniiz. \T. jSW, Rex lìmi. A C. Ottonis l'icecoines Ardi. Me
< Castrimi lepriam (lestruatur, et destructuni perpetuo teneatur, et iiullus audeat vel
< praesinnat in ilio monte habitare ». L'ordine fu obbedito, il giuramento tenuto. Il deserto si fece intorno al distrutto Castelseprio, che da quella catastrofe non potè mai più risorgere — il villaggio attuale, datando evidentemente dal secolo XVI e nulla avendo a che fare coll'antìchissimo propugnacolo degli Insubri.
La chiesa plebana di Castelseprio, che aveva giurisdizione su tante parrocchie, fu trasferita a Carnago; il vicario, che governò la regione, dopo questi avvenimenti ebbe sede in Galla rate, e ve la tenne tino a che tale carica non fu nel 1786, per decreto di. Giuseppe II imperatore, soppressa.
Secondo le descrizioni lasciate dagli antichi cronisti ed i rilievi che si poterono fare sul luogo, Castelseprio era doppiamente fortificata, e dalla natura e dall'arte. Dalla natura, poggiando sopra un luogo alto, fiancheggiato da profondi burroni, frammezzo ai quali scorre l'Olona; dall'arte, perchè aveva 1111 castella fortissimo, guarnito da tre ordini di mura dal lato di ponente ove gli si apriva davanti l'ampia pianura. Di queste mura, si afferma, si trovano ancora traccie e fondamenta, scavando a poca profondità in luogo acconcio.
Coli, elett. Appiano — Dioc. Milano — P3 a Tradale, T. e Str. ferr. ad Albizzale.
Castiglione Olona (1669 ab.). —Anche questo Comune faceva, parte del soppresso mandamento di Tradate, e fu per effetto della ricordata legge 30 marzo 1890 incorporato al mandamento giudiziario di Varese. Si trova questo paese, per la storia e per l'arte tanto interessante, sulla sponda sinistra dell'Olona, all'altezza di 306 metri sul mare,
103 — La l,ai.riu» voi. II.