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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Como e Sondrio
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 516

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   27-2
   Parte Seconda Alta Italia
   barocco, ticinese maggior tempo ancora. Il costo dell'opera finita, compreso il miglioramento stradale, è valutato a poco meno di due milioni. Durante i lavori, il fondo raccolto dal frate Aguggiari, aumentato poscia per altre, donazioni e lasciti testamentari, fu amministrato da un'apposita fabbriceria; dopo passò iu amministrazione del monastero del Sacro Monte.
   La strada delle cappelle comincia con un arco trionfale d'ingresso sul quale sorgono la Madonna del Rosario, San Domenico e San Francesco d'Assisi. Le pareti interne dell'arco vanno osservate per alcuni buoni affi escili di Antonio Busca.
   Le carrozze ponno arrivare attualmente alla prima cappella, nelle cui vicinanze, ove già fu un convento di Cappuccini, trovasi ora un comodo alberglietto, la prima vera stazione del maggior numero di coloro che vogliono fare l'ascesa del Sacro Monte.
   La prima cappella è volta ad oriente sopra la valle di Brntzio, scendente per tortuose strade a Luitio nel lago Maggiore. La pianta dell'oratorio è quadrata, cosi i portici all'intorno, meno quello ad oriente, con colonne a due a due iu ordine misto: base, cornice, architrave tutto è lavorato a scalpello, con molta cura e buon gusto. L'interno della cappella, essa pure quadrata, rappresenta la scena dell' Annunciazione. Le statue della Vergine e <\    La seconda cappella è intitolata alla Visitazione. È a pianta rettangolare all'esterno ed all'interno ad ottangolo imperfetto. La facciata è a quattro colonne isolate, dal cornicione sporgente, donde sorge un frontispizio ben proporzionato. Negli altri tre lati corre un ordine di lesene ioniche benissimo scompartite. Rappresenta con nove figure in plastica, più un asino ed un cagnoliuo, la Visita di Santa Elisabetta. Le pitture che ornano le pareti sono di Paolo Ghianda, comasco, che vi lavorò nel 1631. Le statue, 111 terracotta dipinta, sono di Francesco Silva, nato in Morbio nel 1560 ed allievo, fra i migliori, di Guglielmo della Porta, col quale lavorò per San Pietro in Roma. Di questo artista, che fu uno dei più acclamati plastici del suo tempo, sono nel maggior numero le statue che popolano le altre cappelle del Sacro Monte di Varese. Fra le figure di queste cappelle è ammirata quella originalissima d'un cieco suonatore di violino.
   Nella cappella terza è rappresentato il Presepio, o Natività di Gesù Cristo. Ha forma elittica, colla fronte a portico inarcato sopra quattro colonne d'ordine dorico. In questa cappella sono specialmente degni di attenzione gli affreschi dello sfondo, dovuti a Carlo Francesco Panfilo (figlio del Nuvolone) allievo del padre e seguace un po' dei Procaccini e del Reni, tanto che alcuni lo dissero molto azzardosamente, il Guido lombardo. Le statue in plastica, numerose, che popolano questa cappella, sono fra le meno riuscite del Silva e del Prestinari, ed una, recente stonata verniciatura ne rende più evidenti ancora i difetti ed il manierismo della fattura,
   La quarta cappella è dedicata al fatto della Purificazione o Presentazione cil tempio. È, sotto il rapporto architettonico, di pregevole fattura, presentandosi con un porticato a balaustre, quadrato, all'esterno circondante la cella circolare, Una graziosa cupola, terminante con una guglia dorata, completa l'edilizio. Vi è rappresentato in prospettiva dal Ghisoltì (altro dei buoni nella pleiade secentista) il Tempio a colonnati. Le statue del Silva sono abbastanza corrette, Questa cappella fu costrutta a speso del cardinale Luigi Omodei e di un suo nipote, nel 1662,