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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Como e Sondrio
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 516

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parte Seconda — Alta Italia
   Arsizio: una donzella di illustre casato e ricchissima, Benedetta da P.iumo; indi Paola Amui'zia pure da Busto Arsizio, ed altre ancora.
   (M'attiva propaganda fatta appo ì pellegrini d'ogni classe visitanti il Santuario, coi doni che loro pervenivano da ogni parte per propiziarsi le loro preghiere, colla fama di miracoli compiuti e di profezie avveratesi, quelle devote fanciulle riuscirono in pochi anni a trasformare il loro piccolo romitaggio in un grande e popoloso monastero, sotto la regola di Sant'Agostino, in rito ambrosiano, del quale fu prima abbadessa la mentovata Caterina da Pallanza. 11 nuovo monastero fu approvato da papa Sisto IV (Della Povere) con un breve del 10 novembre 1474. Con altro breve del 10 settembre 1475 fu concesso alle monache del Sacro Monte il diritto di clausura e la facoltà di portare un velo nero sul capo ; infine il 10 agosto 1470, Guido Castiglione, arciprete della metropolitana milanese, esecutore apostolico coadiuvato dall'arciprete del Monte, Gasparino Porro, consacrò solennemente il monastero del quale, come fu detto, venne eletta poi prima abbadessa Caterina da Pallanza. Più tardi lo stesso arciprete Gasparino Porro, col consenso del papa Alessandro VI (Borgia), cedette al monastero delle Agostiniane gran parte de' fondi deU'arcipretura o collegiata, aumentandone notevolmente i redditi Nacque una contesa fra il Capitolo ed il Monastero che fu appianata da Leone X, in favore delle monache, alle quali però incombeva l'obbligo di mantenere un vicario curato e quattro cappellani per officiare al Santuario. Caterina da Pallanza morì nel 1478 e fu beatificata ; ma la sua istituzione ormai avviata prosperamente passava di trionfo in trionfo.
   Nel 1502 il monastero del .Monte sopra Varese ricoverava cinquanta religiose, molte delle quali appartenenti alle maggiori famiglie di Lombardia.
   11 rumore che questi avvenimenti produssero intorno al Santuario del Sacro Monte di Varese ed al nuovo monastero, attirò e scosse la divozione dei personaggi più importanti del ducato di Milano, cominciando dagli stessi duchi, che, da Francesco I in poi, cominciarono a largire privilegi e ricchezze al Santuario ed al monastero. Il tempietto dell'antico Santuario fu trovato piccolo, disadorno, inadatto alla crescente devozione ed affluenza dei fedeli; onde, sullo scorcio del secolo stesso si pensò di erigere l'attuale edilizio, sullo stile che allora faceva fortuna, preludiante il rinascimento dell'arte italiana, concorrendo nelle spese una quantità di devoti con alla testa Ludovico Sforza detto il Moro e la moglie Beatrice d'Este, i quali lo regalarono eziandio di arredi, tra cui si mostra tuttavia un paliotto.
   Le monache Agostiniane, prendendo una sempre maggiore influenza nelle cose che concernevano il Santuario e godendo di grandi protezioni fra le famiglie loro aderenti, furono considerate come le vere padrone del luogo. Leone X, al titolo di arciprete serbato fino allora dal maggior officiante nel Santuario, onde favorire il monastero, sostituì quello di vicario-curato, con quattro officianti corali ed un sagrestano. San Carlo Borromeo, nel 1583, costituì la vicaria a titolo stabile perpetuo, lasciandone però il giuspatronato alla badessa del monastero. Le cose rimasero press'a poco così fino allo sconvolgimento rivoluzionario della fine del secolo scorso. Nel 1798 il governo della Repubblica Cisalpina soppresse l'Ordine e ne incamerò i beni, lasciando alle monache l'uso del locale a titolo d'asilo. Nel 1802 il governo della Repubblica Italiana creò una fabbriceria per l'amministrazione di quanto del patrimonio del Santuario medesimo rimaneva non venduto nell'incameramento fattone dal Governo cisalpino. Costituito in parrocchia, il Santuario del Sacro Monte ebbe un assegno sul pubblico erario; il parroco ebbe titolo di rettore del Santuario ed ebbe a coadiutori quattro sacerdoti confessori residenti e stipendiati sui fondi dell'istituzione. Più tardi la direttrice della casal suor Florinda Staurenghi, donò del proprio patrimonio i00,000 franchi a favore della casa stessa, la quale, per decreto di Francesco 1 imperatore d'Austria, fu ridestinata a convento, sotto la regola di Sant'Agostino, ed il 1° febbraio 1821 il cardinale