Stai consultando: 'La Patria. Geografia dell'Italia Provincie di Como e Sondrio', Gustavo Strafforello

   

Pagina (271/522)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (271/522)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Como e Sondrio
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 516

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   Varese
   2(17
   Fra i cultoii ridia scienza Varese vanta nel nostro secolo (17C9-1S36) i) dottore Luigi Sacco, il primo che in Italia, combattendo pregiudizi, avversioni e timori, applicasse la scoperta di Jenner, inoculando il vaccino. A Varese, esule dalla nativa Venezia, visse molti anni tra la fine del secolo scorso ed il principio del nostro il conte Vincenzo Dandolo, uomo colto e benemerito, studiosissimo delle scienze naturali agricole ed economiche, promotore attivissimo coll'esempio — in un podere modello da lui istituito - e cogli incoraggiamenti del miglioramento agricolo che in questo secolo si è avverato in tutta la regione varesina. II Dandolo fu da Napoleone fatto senatore del regno d'Italia e inandato governatore in Dalmazia. Per questo cariche e per le sue opinioni liberali sempre professate, ebbe, dopo la restaurazione del 1815, a soffrire molestie non poche dal sospettoso governo dell'Austria.
   Coli, elett. Varese — Dioc. Milano — P2, T. e Str. ferr. (anche nella fraz. Casbenno).
   Santuario della Madonna del Monte
   (^acro Munte di Varese).
   La celebrità di questo Santuario —- che in Lombardia contende il primato a quello di Caravaggio — ha passato i limiti della regione e s'è estesa nel contiguo Piemonte, nella Svizzera, nella Liguria e nel Veneto. I pellegrinaggi che si fanno al Santuario del Sacro Monte di Varese, o sopra Varese, come è anche detto da molti, con maggiore esattezza, sono numerosi e frequenti, specie nelle granili solennità; senza dire, che questo Santuario attira continuamente nella graziosa città prealpina visitatori, alla spicciolata ed in comitive, più o meno divote ; senza dire di quelli che vi salgono per interesse artistico, per svago, per curiosità e per desiderio di spaziare sul panorama che di là e dalla 11011 lontana vetta del Campo dei Fiori si gode (fig. 27).
   Le origini di questo Santuario si perdono nelle più inverosimili nebulosità della leggenda popolare. Certo sono antichissime. Secondo il Riccardi — uno degli storiografi del Santuario — che raccoglie la traduzione popolare, passata senza controllo per tanti secoli, sul punto ove ora sorge il Santuario della Madonna avrebbe pregato e celebrata la messa Sant'Ambrogio, il 1° novembre 39S, mentre nella sottostante pianura i cattolici, a suo incitamento, data una fiera battaglia agli Ariani, li sconfiggevano e distruggevano. Anzi a convalidare la tradizione popolare si mostra nel giardino delle monache annesso al Santuario un màssiccio di torre medioevale, al quale si dà tuttora
   dagli abitanti del luogo il titolo di torre degli Ariani..... Ma l'indagine storica ha
   ormai appurato essere tutte favole le pretese battaglie ili Sant'Ambrogio contro gli Ariani. Il grande fondatore della Chiesa milanese combattè — è vero — attivamente l'arianesimo, ma soltanto coi mezzi morali; cioè, colla efficace sua predicazione, cogli scrìtti, colla propaganda, le virtù, gli esempi proprii e dei suoi seguaci; non certo colle anni in pugno e collo staffile famoso, armato col quale lo figurarono scultori e pittori dei bassi tempi ed anche dei tempi moderni. La leggenda aggiunge che durante la pretesa battaglia la Vergine comparisse ad Ambrogio ad annunziargli il trionfo dei suoi
   contro gli Ariani.....e che in memoria di simile fatto, Ambrogio lasciasse sul monte
   l'altare sul quale aveva pregato ed immolato il sacrifizio della messa e vi portasse eziandio reliquie di martiri e di santi : la statua in legno della Madonna, che come
   tante altre di quel tempo, fu detta opera dell'evangelista San Luca.....Un cenobio
   di pochi solitari si stabilì a custodia di quelle preziose reliquie... — E queste secondo la leggenda popolare sarebbero le origini del Santuario: leggenda che sebbene confermata da un breve di papa Innocenzo VIII, datato dal 1491, è totalmente sfatata dalle risultanze storiche, ottenute dalle piU accurate indagini fatte sui primi secoli del Cristianesimo.