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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Como e Sondrio
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 516

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parte Seconda — Alta Italia
   soltanto a recare qualche danno al campanile da lui preso di mira; ma dovette sgombrare più che in fretta alla notizia di un nuovo avvicinarsi dei Garibaldini. Attigua a questa è notevole la villa Barbò.
   Nella castellanza di Binino Inferiore attira l'attenzione per il maestoso prospetto, dovuto a Simone Cantoni, la villa Litta-Modignani con un magnifico atrio, un bel cortile ed affreschi moderni nelle vaste sale. Sulla fronte orientale di questo palazzo si vedono ancora le traccie del combattimento del 26 maggio 1859, fra cui una granata rimasta infìssa nel muro sotto al cornicione. A questa villa superba fanno corona la villa Orri-goni, la villa Quiete — costrutta sull'antico convento dei Cappuccini, nel coro della cui chiesa fu sepolto nel 1780 Francesco III, duca di Modena — e verso Casbenno la villa Crtiven, (li stile olandese, ed una infinità d'altre fra cui citeremo soltanto quella del celebre tenore Tamagno, notevole per le ricchezze dell'edilizio e per una svariatissima collezione di farfalle d'ogni paese che ivi si conserva.
   CENNO STORICO
   Gli eruditi, ed in ispecie quelli appassionati per le ricerche etimologiche, si sono sbizzarriti parecchio intorno alle derivazioni possibili del nome di Varese. 11 Merula ed il Castiglione in particolar modo 11011 hanno esitato a risalire ai figli di Noè ed agli croi della guerra di Troia, ricercando tutte le possibili derivazioni delle parole Varesinin, Baretium, Vicus Varonis, Vallis ad exitum, ecc., ecc. Ma più pratico e più casalingo di tutti, il Giulini, massimo indagatore delle antichità e delle memorie di Milano e suo territorio, fattosi il problema del significato primitivo del nome di Varese ed eliminate le ipotesi più 0 meno fantastiche degli eruditi che lo avevano preceduto, concinnile : « Penne credo che per accertare la vera etimologia di un tal nome converrebbe più che della greca e della latina, aver pratica dell'antica lingua teutonica ». 11 dotto storiografo supponeva perciò le origini di Varese datare da una di quelle stazioni cimbriche rimaste in Italia, dopo la tentata invasione di questo popolo, respinta da Mario. Però, senza salire ai mitologici eroi della guerra troiana ed ai biblici discendenti di Noè, si possono attribuire a Varese origini assai più antiche di quelle che il Giulini sospettava. Le stazioni palafittiche scoperte nelle vicinanze della città ed in quasi tutte le vallecole — fondi di lago — della regione varesina, ignorate al tempo del Giulini, attestano dell'antica abitabilità di questa regione. Logico è il supporre che quando questi uomini primitivi si sentirono — dopo la scoperta del bronzo e la lavorazione del ferro, dopo l'addomesticamento dei cane — più agguerriti e difesi contro i loro nemici naturali, le belve, ed abbandonarono le abitazioni lacustri 0 palafittiche, avranno preso ad abitare i colli circostanti ai laghi, già diradati per loro opera dagli alberi, già conosciuti per le escursioni che vi dovevano intraprendere ogni giorno onde cacciarvi gli animali feroci, e cercarvi legname da ardere e da costruzione, erbe e frutta per il loro nutrimento.
   L'antichità di Varese come centro popoloso è sincrona dunque alla storia umana in Italia. Nel periodo storico propriamente detto, subì naturalménte le vicende della regione. Fu dei Celti Insubri prima, e dei Romani poscia, che vi stabilirono un forte presidio a guardia della sottostante pianura, contro le minacele dei Rezì e Germanici, che dalle vicine Alpi tentavano 11011 infrequenti incursioni. A tale effetto, quando durante l'impero la minaccia delle invasioni barbariche andava accentuandosi, fu eretto su un colle vicino alla borgata un castello assai importante pel tempo, sì da essere detto Belforte. Memorie del periodo romano se ne trovarono abbondantemente negli scavi fatti ili Varese e nei dintorni. In casa Ghirlanda a Varese trovasi una notevole collezione di iscrizioni, di are, di cippi funerari, di frammenti di sculture derivanti dal periodo romano.