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Parte Seconda — Alta Italia
che, secondo i progressi della scienza ed i bisogni crescenti dell'aumentata popolazione, fu varie volte rimodernato ed ampliato ugualmente negli anni 1833 e 1839 per generose elargizioni del preposto Benedetto Crespi. Fra i cospicui lasciti toccati a questo istituto havvi quello munifico del canonico Paolo Mera di 150,000 lire italiane. L'Ospedale è amministrato dalla Congregazione di carità, ed annesso havvi pure il Monte di pietà colla Cassa di risparmio. In mi attiguo grandioso locale, appositamente costrutto, venne, installato il Ricovero di mendicità. Nella piccola chiesa attigua allo Ospedale havvi una Flagellazione., attribuita al_ Luino ed un San Carlo visitante gli appestati, d'uno dei Procaccini.
Teatro Sociale. — Quest'edilizio sorge in vicinanza dell'Ospedale. L'esterno, rimasto incompiuto, non alletta troppo l'occhio; nell'interno si presenta ima bella sala a ferro di cavallo con quattro ordini di palchi ed il loggione. Fu eretto nel 1791 sui disegni di Ottavio Torelli di Varese; venne riformato, secondo le mutate esigenze del pubblico e degli spettacoli nel 1861, dall'ingegnere Rospini. Nelle sue dotazioni questo teatro possiede ancora scenari dipinti dal Gonzaga, celebre scenografo della Scala e dal Sanqui-rico, che tenne il primato nella scenografìa italiana durante buona parte della prima metà di questo secolo. La stagione autunnale d'opera al Teatro Sociale di Varese Ita sempre una certa importanza, sia per la scelta ed esecuzione degli spettacoli, sia per il pubblico che vi assiste, formato nella maggioranza dei villeggianti dei dintorni, parte non piccola del pubblico di distinzione della Scala di Milano.
Sul teatro di Varese cantarono artisti celebri o diventati tali, fra questi ricorderemo il tenore Cavane, all'esorlio della sua carriera.
Arco Mera. ~ Un bel monumento dell'edilizia moderna in Varese è l'Arco Mera che unisce la piazza della chiesa di San Vittore alla piazza del Podestà. Venne eretto nel 1850 a spese del benemerito canonico Mera, già ricordato per un cospicuo lascito fatto all'Ospedale. Nelle pareti interne dell'arco due lapidi ricordano, l'nna il sacerdote filantropo, l'altra il cittadino Antonio Garoni, morto nel 1830, lasciando un cospicuo legato a vantaggio della illuminazione pubblica di Varese.
Dintorni di Varese.
I dintorni immediati di Varese, formati da una serie di amenissiine colline le quali si appoggiano in modo pittoresco, scenografico alle masse delle vicine prealpi, sono popolati di graziosi paeselli e di ville, detti con antica parola, rimasta nell'uso locale, Castellarne. Queste castellanze sono nel maggior numero frazioni del Comune di Varese e portano, come già si è detto, i nomi di Binino Superiore, Binino Inferiore, Bosto, Casbenno, Giubbiano.
Nella castellanza frazione di Binino Superiore, che trovasi a nord della città al principio della strada che conduce al Sacro Monte ed al Campo dei Fiori, è specialmente notevole la chiesa parrocchiale di antiche origini, ma totalmente rifabbricata nel 1720 con pitture d'uno dei Fiammengliini (Gian Mauro della Bovere), del Magatti, del Baroffio, intagli del Castelli ed altri lavori di non comune pregio artistico.
A Binino Inferiore, oltre la chiesa parrocchiale, pur questa rifatta sul principio del secolo scorso dietro disegno dell'Arrigoni, con quadri dei Fiammeiighini, del Lampu-gnani e di G. C. Brocaccini ed una statua in marino della Madonna dovuta a Pompeo Marchesi (nativo del 11011 lontano Saltrio), v'ha la bella chiesuola della Madonna del Prato, con una facciata del secolo barocco in pietra scolpita e con tre pregevoli medaglioni ad olio del Morazzone (Pier Francesco Mazzucclielli), un 'Assunta del Busca e un'Adorazione dei Magi, ultima opera di Camillo Procaccini, pittori tutti del seicento