Varese
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Vltra chiesa, pure assai antica, è la piccola chiesa di San Michele, nella quale trovasi un vecchio e rozzo sarcofago del secolo XI, che vuoisi fosse il sepolcro di San Zaverio, compagno di San (Tomolo, morto assassinato, pare, dagli eresiarci)! di Valganna, nel 1017. Questo sarcofago fn rinvenuto scavando nel sottosuolo della chiesa [lochi anni or sono.
Palazzo Municipale. — Fra gli edilìzi civili di Varese va specialmente considerato il palazzo del Connine. Questo palazzo, costrutto nel secolo scorso e completato nel 1708, su disegni del Bianchi, fu la residenza di Francesco IH estense, duca di Modena, creato da Maria Teresa signore di Varese, nel 1706, ed amministratore del Bucato di Milano, Oli ultimi restami ed adattamenti fatti a questo palazzo ne hanno modificato il primitivo barocco, del quale rimane un saggio nell'aula consiliare.
Utigno al palazzo è il Giardino pubblico, creato, nel 1787, per ordine della terza moglie di Francesco III, una principessa Melzi. Sebbene non molto vasto, è bellissimo, vario, fantasioso, ed i Varesini hanno la convinzione, ora non sapremmo dire quanto fondata, che il loro giardino riproduca in miniatura le delizie dell'imperiale Schdn-brnnn presso Vienna. Sulla collina che fa da sponda al giardino esistevano gli avanzi di nn antico forte, abbattuto nel 17(50, quando fu cominciata la costruzione del palazzo.
Nello stesso palazzo Municipale è il Museo Patrio Varesino, fondato colle donazioni di alcuni benemeriti cittadini raccoglitori di oggetti di storia naturale locale, di ricordi e monumenti putrii, concorrendo nell'ordinamento, collocamento ed accrescimento delle collezioni il Municipio. Vi si osserva un'importante, completa collezione geologica del territorio varesino; alcune centinaia di specie d'uccelli nostrali e di quadrupedi, rettili, insetti \iventi nella regione. Importanti, più di ogni altra cosa, sono le monete, le medaglie, gli oggetti in bronzo ed in pietra levigata provenienti dalle torbiere del territorio e dalle stazioni palafitt.ic.he dei vicini laghi; importante mi cranio umano del periodo preistorico, trovato nella grotta di Valganna insieme ad ossa dell'orso speleo; interessanti gli avanzi della necropoli romana, scoperta nel 1872 a Ligurno, nonché vasi e bronzi del periodo gallico, trovati nel sepolcreto di Malgesso: tanto che basta per dare un'idea degli usi e degli utensili degli antichissimi abitatori di questa regione. Anche in qualche casa privata, come in quella dell'ingegnere Quaglia, facilmente ostensibile ai visitatori, sonvi interessanti collezioni di oggetti preistorici, dei quali la regione varesina è, fra le altre di Lombardia, singolarmente ricca.
Monumento ai Cacciatori deli e Alm. — Nella piazza vicino al palazzo Municipale torreggia il monumento che Varese patriottica volle eretto alla memoria dei suoi liberatori. i Cacciatori delle Alpi ed ai prodi di quell'ardimentosa schiera caduti nella memoranda giornata del 26 maggio 1859 (vedi Cenno storico, Battaglia di Varese).
Il monumento è opera pregiata di Luigi Buzzi di Viggiù; venne inaugurato nel 1867 e rappresenta su un piedestallo la figura di un Cacciatore delle Alpi sventolante vittorioso la bandiera. Il basamento è adorno di emblemi militari e porta in bassorilievo il profilo di Garibaldi. È, in complesso, alto 9 metri.
L'epigrafe dice: Ai — Cacciatori delle Alpi — Che — Nel mattino del 26 maggio 1859 — Duce Garibaldi — Combatterono e vinsero — Acclamando — All'Italia ed al Ile — Eroi caduti — Nuovi eroi suscitate.
Ospedale Civile, — Monumento insigne della filantropia varesina è l'Ospedale civile. Li origini di questa istituzione sono antichissime; fu fondato nel 1173 contemporaneamente ad un altro aperto da frate Alberto da Bregnano, nella vicina località di Bosto (una delle così dette castellanze o sobborghi di Varese) nel luogo detto le Nove Fontane.
San Carlo Borromeo, nel 1567, riunì l'Ospedale delle Nove Fontane con quello interno del borgo. Sullo scorcio del secolo XVII fu eretto l'attuale edilizio ospitaliere,