Varese
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Nella stagione autunnale, quando le ricche famiglie del patriziato o della borghesia milanese popolano le ville ed i paeselli circostanti; quando i grandiosi e moderni alberghi formicolano di forestieri, attrattivi dalle corse, dalla fiera, dallo spettacolo al teatro, dalle feste che la benemerita associazione l'ro Varese sa organizzare in «(nelle ricorrenze; quando la bandii cittadina suona sulla piazza od al giardino pubblico, le vie dì Varese prendono un aspetto festevole ed elegante che giustifica la grande simpatia di cui questa graziosa cittadina gode appo 1 .Milanesi, della società gaudente in ispeeie.
L'edilizia e la pulizia iu Varese sono assai curate. Gli edilizi anche quelli d'antica costruzione, sono ben tenuti e puliti; le case hanno generalmente 1111 ottimo aspetto; le strade pulite, ben selciate.
edifìzi pubblici
Varese vanta alcuni edilizi sacri e profani, degni ni tutto dell attenzione dell'artista e dello studioso: citiamo fra i primi la basilica di San Vittore e l'attiguo battistero, San Lorenzo e San Martino; fra gli altri il palazzo Municipale, il Teatro Sociale, i! Museo Civico, 1 Ospedale, il Ginnasio, il monumento ai Cacciatori delle Alpi, nonché molti palazzi ed edilizi d'uso e di proprietà privata.
Basilica ni San Vittore. L'attuale grandiosa chiesa prepositurale di \ arese, che si trova nella parte centrale della città, è opera del secolo \\ I, ma ha origini assai piti antiche. Si conservano documenti che attestano, sia dal secolo \, dell importanza della chiesa varesina di San Vittore, collegiata ed officiata da trentadue canonici aventi il titolo dì Cavalieri del Seprio, da un preposto e da due cimeliarclii, o custodi del tesoro.
La vecchia basilica, essendo diventata angusta ai bisogni del prosperoso borgo, fu in gran parte demolita e su di questa il Pellegrini ideò l'attuale tempio, che, ad eccezione della facciata, venne coni];iuto tra il 1580 ed il IG15. Dell'antica basilica rimase incorporato alla nuova il coro e parte del prcsbiteriiun. 11 Pellegrini diede i disegni ed iniziò i lavori, ma sovraccarico com'era d'incombenze e di lavoro, ne affido l'esecuzione al varesino Giuseppe Bernasconi, il quale, per il modo con cui condusse l'opera, non tradì certo la fiducia posta in lui dal grande architetto di Valsolda. La facciata rimasta incompiuta durante il periodo maggiore della dominazione spaglinola — grande spinatrice di tributi a queste popolazioni fu compiuta verso la line del secolo scorso, sui disegni dell'architetto Pollate, accademico quanto mai.
Il complesso però dell'edilìzio si presenta grandioso e ben armonizzante nelle sue parti. L'interno è a tre navate a vòlta, con belle colonne di granito. La pianta della chiesa è a croce latina ed elegante e slanciata è la cupola innalzantesi all'intersecazione dei bracci. Le vòlte delle navate, i bracci della croce e le vele della cupola furono dipinte, nel nostro secolo, da G. B. Zari di Vantilo, reputato freschista. Rappresentano fatti della Scrittura, angeli, profeti, apostoli ed evangelisti. La grande vetrata sopra la porta maggiore fu dipinta dal Bellini nello stile del Cinquecento. Nelle varie cappelle si trovano buoni dipinti di G. B. Crespi (il Cerano), di Luca Giordano, di Giulio Cesare Procaccini, ilei Morazzone (Pier Francesco Mazzucchelli), del Molosso (G. R. Trotti) e del Nu\olone: tutti pittori lombardi della scuola secentista.
I pulpiti e le cantorie furono intagliati in legno dal varesino Bernardino Castelli con un lavoro che durò dal 1674 al 1600. Così pure il bel Crocefisso che si vede sospeso alla vòlta, sopra l'aitar maggiore, secondo la consuetudine delle chiese ambrosiane. Notevolissima, per la sua singolarità, la finezza del lavoro, la varietà della composizione, l'espressione delle figure, è la serie delle stazioni della Via Crucis, intagliata in legno a grande rilievo da Giuseppe Schwerniann di Zug, in Isvizzera: è lavoro recente (1886), ma che può uguagliarsi a quanti altri antichi nel genere si conoscano.
II campanile di San Vittore in Varese è dei più alti e dei più belli di Lombardia. Misura 75 metri dalla base alla guglia e 54 dal terrazzo soprastante alle campane.
100 — I.a l'airi», voi. II.