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Parte Seconda — Alta Italia
Istruzione pubblica. — Dipendono dal Comune di Varese i seguenti istituti scolastici: Scuola maschile elementare urbana, con 4-85 allievi inscritti per l'anno 1893-94; Scuola femminile urbana, con 309 alunne inscritte; Scuola elementare rurale nelle Castellanze o sobborghi della città, con allievi inscritti 982 e frequentanti 940; Scuola tecnica, con 123 inscritti fra cui 20 alunne; Istituto tecnico Francesco Daverio, con 07 inscritti ; Scuola d'arte Giuseppe Bernasconi, con insegnamento serale del disegno d'ornato, lineare e plastica, frequentata da 220 artieri di varie categorie; la civica Biblioteca ed il Museo patrio.
Beneficenza.fc- La pubblica beneficenza è rappresentata ed esercitata nel Comune di Varese dalle seguenti istituzioni: Congregazione di carità, che nel 1893 erogò in sussidi di baliatico, soccorsi ad orfani, vedove, cronici e derelitti lire 7984; il civico Ospedale, che nello stesso anno accolse e curò 600 ammalati, con 21.315 giornate di degenza, senza dire delle cure prestate nell'ambulanza medica annessa al pio istituto; il Ricovero di mendicità, con 63 ricoverati fra maschi e femmine e 16,600 giornate di presenza ; il Patronato pei liberati dal carcere ; l'Asilo infantile, con un patrimonio di lire 104,658 ed un reddito di lire 8425 accogliente 375 fanciulli ; la Cura marina per gli scrofolosi, dei quali, nell'anno 1893, ne furono mandati 59 all'Ospizio marino di Voltri.
LA CITTÀ
Il Comune di Varese si compone di varie frazioni : la frazione Centro, o città di Varese, ha circa 9000 abitanti : le frazioni suburbane, dette in luogo Castellanze, sono cinque: Binino Inferiore, Binino Superiore, Giubbilino, Bosto e Casbenno, stanno intorno alla città, presso ai suoi sbocchi principali come satelliti intorno all'astro maggiore. Varese città ha giustamente vanto di essere, dopo Monza, la più importante e bella fra le città minori di Lombardia : il vanto ò consacrato dal fatto.
« Varese — scrive il Bizzozero nella sua pittoresca illustrazione del territorio varesino — posto in un ampio bacino, circondato da amene colline, qua verdeggianti d'ombrosi boschi, là messe a coltivo ed a vigneti, o convertite in lussureggianti giardini, dappertutto seminate di ville, villette, case e casolari, presenta quanto di più vago e di più pittoresco si possa desiderare. Difesa al nord dai monti gode d'inverno d'un clima mite; ha una primavera dolcissima ed i caldi dell'estate vengono temperati dalla brezza fresca e continua che soffia dalle gole delle circostanti vallate. Qui le malattie, e specialmente quelle richiedenti cure chirurgiche, hanno più breve il decorso che altrove; qui la vita può passarsi operosa e tranquilla tra tutti i comodi della città e la libertà della campagna. Le passeggiate o sull'erta od in piano, per larghe e comode strade e per aprichi ed ombreggiati sentieri, s'adattano a tutti ì gusti, a tutti i bisogni ».
L'impressione che offre Varese al forestiero che per la prima volta vi capita è delle migliori. Completamente rinnovata ed in via di ampliamento alla periferia, la città, nella parte centrale, ha serbato intatto il vecchio tipo lombardo, colle strade un po' tortuose, non molto larghe, fiancheggiate da porticati, molti dei quali mostrano dalle loro colonne, dalla fattura dei capitelli d'essere anteriori al Cinquecento. Varese ha nella sua parte centrale, ch'è come il nocciuolo della moderna città, una singolare rassomiglianza colla vecchia Lugano. È quivi, come là, animazione vivace nelle vie e sotto i porticati: bei fondaci rimpinzati di ogni sorta di mercanzie, poiché è quivi che ogni lunedi — giorno di mercato — accorrono a rifornirsi gli abitanti delle valli e del territorio circostante per larga zona; bei caffè e negozi di lusso: dovunque un'apparenza di benessere, di prosperità, come non sempre è dato di trovare aggirandosi per plaghe e città italiane.