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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Como e Sondrio
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 516

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parte Seconda — Alta Italia
   1° le colline moreniche o morene frontali e laterali della Brianza, del Varesotto e del Ticino ci danno il limite certo dove arrivarono i ghiacciai, e sono tutti al di là delle nostre prealpi ; 2° sul monte Camoghè, posto al nord di Lugano, la più alta delle prealpi vicine (2-565 m. sul livello del mare) io ho trovato segni di morene, di massi erratici a più di 2000 metri sul livello del mare; il fondo delle valli vicine giaceva a 400 metri sul livello del mare, onde lo spessore del ghiacciaio dovette essere di 1600 metri almeno. Tale ghiacciaio, in paesi montuosi, in vicinanza di un mare, produttore di vapori acquei, e di altri monti già coperti d'altri ghiacciai non poteva diminuire di spessore, estendendosi alcuni chilometri e sormontando le asperità del territorio dove abitiamo noi: ora il massimo nostro monte, il Campo dei Fiori, ha la sua più alta cima a 1227 metri; la Martica e a 1100 metri; il Poncione di Ganna a 1015, il pelo del lago di Varese è a 235 metri, la sua massima profondità di 26 metri. Sicché dal fondo del lago si elevava una parete di ghiaccio di 1600 metri di altezza, che superava di almeno 182 metri la cima del Campo dei Fiori. La qual differenza d'altezza, tra strato superiore di ghiaccio e la cima più alta del monte, risulta in favore del primo se si considera che il fondo della Valcnvia, ramo nord, rispetto al Campo dei Fiori, non è a 204 metri sul livello del mare, ma quasi a 4-00.
   < Del resto, non solo le nostre montagne, ma anche quasi tutte le prealpi, stavano sotto i ghiacciai, compreso il Generoso ed il Bisbino; non erano fuori che la Grigna, il Legnone, il Camoghè, il pizzo dei Tre Signori e qualche altra. Poche montagne sono atte, come il Campo dei Fiori, a dare un'idea dei ghiacciai che le coprivano; dalla sua cima, dinanzi al lago di Varese, e nei lati di quello di Varano (Comabbio), si vedono morene laterali perfettamente simili a quelle lasciate ora, nella loro ritirata dai ghiacciai alpini, giacché in allora da migliaia e migliaia d'anni i ghiacciai s'avanzavano, ora, da altre migliaia si ritirano. Sul Campo dei Fiori il ghiacciaio girò la parete settentrionale del monte verso Cuvio sgretolandovi le roccie e, levigando quelle dei fianchi, circondò il monte; poi poco a poco, ne sorpassò le cime, le piallò trasportando abbasso i materiali, e si fermò alle falde a contatto del mare ».
   Né meno interessante è il territorio varesino sotto l'aspetto litologico, per la varietà delle roccie che vi si rinvengono. Cominciando dai graniti e dai porfidi, noteremo che il circondario di Varese ne possiede una grande quantità : vi abbondano i porfidi specialmente, per la maggior parte di natura quarzifera. Porfidi euritici si trovano a Cunardo, Mesenzana e Gràntola simili a quelli di Angera e di Arona. Calcari apprezza-tissimi e dei quali si fa un grande uso per ornamenti architettonici e decorazioni artistiche sono la pietra di Induno, calcare oolitico biancastro; la pietra di Viggiù, calcare oolitico bigio, capace di pulimento; la pietra di Saltrio, calcare compatto marnoso di color bigio-cenerognolo molto ricercato: senza dire di numerose varietà di minor conto.
   Abbondano pure nel territorio del circondario giacimenti di galena argentifera, pirite di rame, ferro spatico, rame grigio, blenda, calcopirite, limonite, ecc. Di minerali ferrosi specialmente si trovano traccie abbondanti. Nelle vicinanze di Brinzio, sul monte Legnone, si trovano strati ferrosi portanti tuttavia le traccie di antiche escavazioni, nel luogo detto ancora oggi con voce popolare dei Ferè. Non mancano traccie di minerale di piombo, ed un vero filone piombifero è constatato nelle vicinanze di Besana.
   Di fossili, cercando sui monti e nelle morene del Varesotto, se ne trovano in quantità e di svariatissime specie. Infine questo è il paese per eccellenza delle torbiere, esistendone pressoché in ogni fondo di valle, o riva d'antico lago prosciugato, ed essendone attualmente in attività parecchie fra le quali citiamo quelle di Angera, Brunello, Biandronno, Cadrezzate, Cazzago, Bardello, Bedero,Usmate, Ternate, Ganna, Dumenza, Brenna ed altre minori, le quali — ad eccezione di quelle di Bedero e di Ganna — hanno dato, e talvolta danno tuttavia ossa d'animali, carboni, utensili di pietre levigate ed altri oggetti indicatori della presenza dell'uomo primitivo in quei luoghi.