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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Como e Sondrio
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 516

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parte Seconda — Alta Italia
   a vapore e pilerie di riso ; fabbriche di ceramiche e di vetrerie ; fabbriche di birra — con produzione e considerevole e largo smercio anche a Milano, ove la birra di Varese fa una certa concorrenza alla birra estera — e di acque gassose; tipografie; fonderie di campane e di oggetti in ghisa; segherie, lavorazione di mobili; fabbricazione di carri e carrozze, di barche e battelli.
   Vi sono pure numerose cave di granito, di arenaria, di marmi e di pietre varie, che più o meno lavorate e raffinate sono messe in commercio ad uso architettonico, industriale ed artistico. Infine, nel territorio di Varese sono numerose torbiere, dalle quali si ricava abbondante un combustibile economico, consumato interamente negli stabilimenti industriali del circondario.
   Cenni paleoetnologicì e geologici. — Dal celebre geologo Scipione Breislack che nel primo quarto del secolo allorché le scienze naturali andavano prendendo quella coraggiosa marcia in avanti che le condusse alle meravigliose risultanze moderne — chiamò la conca varesina « il paradiso del geologo », allo Stoppimi, allo Spreafico, al Negri, al Porro, al Desor, al Quaglia, al Bizzozero, al Regazzoni, al Castelfranco, fra i più moderni, il territorio del Varesotto, e singolarmente quello della regione lacustre, fu attivamente studiato, osservato e scandagliato, dando ai benemeriti che vi sacrificarono tempo, quattrini e fatiche, il premio di insperate, Importanti scoperte, riferentisi specialmente agli abitatori primordiali di queste regioni.
   Avvalendoci dei fatti positivi e documentati, si può dire che il territorio di Varese era ben popolato nel periodo della pietra levigata e delle stazioni palafittici» Le indagini dagli studiosi praticate intorno al lago di Varese nell'ultimo quarto di secolo in particolar modo hanno accertato, sulle sue sponde, l'esistenza d'una vera città palali ttica. La prima stazione di tal genere, sul lago di Varese, fu scoperta nel 18GB dal dottor Benesperando Quaglia e fu studiata da questi insieme all'abate Stoppani ed al prof. Desor, i quali avendo nel contempo trovato nelle torbiere di I'usiano qualche arma di selce e di bronzo, si erano recati al lago di Varese per vedere se quivi pure s'avevano traccie di stazioni lacustri. Be ricerche di questi tre benemeriti cultori delle scienze naturali furono coronate dal più felice successo. Vicino all'isoletta Virginia il dottor Quaglia aveva già constatata l'esistenza d'una stazione lacustre; furono accertate le teste delle palafitte affondate nel fango e, continuando le ricerche insieme allo Stoppani ed al Desor, furono rinvenute due altre stazioni.
   Le esplorazioni poi continuate dallo Stoppani portarono alla scoperta di altre due stazioni dell'età della pietra, le quali divennero così cinque: una all'Isola (la primi scoperta) dell'epoca della pietra levigata; tre al disotto di Bodio, dell'età della pietra levigata e del bronzo ; la quinta presso Cazzago, dell'età della pietra.
   Scavando colla draga nel fondo melmoso di questa stazione si trovarono pezzi di carbone, centinaia e centinaia di frecce di selce di eccellente fattura, levigatissime, coltelli, seghe, azze, accette pure di selce o di serpentino, denti, ossa di animali —-delle quali molte lavorate a coltello o tagliate a punta — cocci di vasi di creta, ed altri frammenti d'oggetti che servivano alla vita di quelle popolazioni primitive. Inoltre, 111 una delle stazioni di Bodio, che forse fu l'ultima ad essere abbandonata, si rinvennero oggetti dì bronzo e monete consolari romane conservatissiuie, attribuite agli abitatori dell'ultimo periodo.
   Nello stesso anno 1863 ad opera dell'abate Bancliet e del capitano d'artiglieria signor Angelucci, appassionatissiini di questi studi, si fecero altre investigazioni sulle sponde e nel vicino fondo melmoso del lago varesino, anche queste coronate da ottimo successo, pel rinvenimento delle traccie d'una nuova stazione lacustre, presso Bardelle e di molti oggetti dell'epoca preistorica tratti dalle stazioni già scoperte.
   Il capitano Angelucci in un opuscolo pubblicato in quel torno sulle palafitte del lago di Varese, fa di queste stazioni lacustri la seguente breve ed interessante descrizione: