Mandamenti e Comuni ilei Circondario di Lecco
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lombardo d'ogni tempo: intendiamo il naviglio o canale di Paderno. Com'è noto, l'Adda, nel tratto superiore ed inferiore a Paderno, scorre incassata fra alte ripe di puddinghe e in un letto frastagliato da roccie, con grande dislivello fra i due estremi, onde un succedersi di rapide e di vortici che rendono, se non del tutto impossibile, difficilissima la navigazione. Queste rapide dell'Adda a Paderno furono dallo Stoppani, forse con soverchia tenerezza per le patrie bellezze, confrontate con quelle che fa il Iteno a Sciaffusa. Volendo mantenere ininterrotta la navigazione fra Milano ed il lago — quando non c'erano ancora le ferrovie e le strade sicure a rendere meno sensibile la necessità di questi mezzi di trasporto — si pensò di correggere la natura, scavando un canale, che prendendo l'acqua al disopra delle rapide, con placido corso la rendesse al fiume al disotto delle medesime, ove la corrente si fa più uniforme e regolare.
L'idea prima di tagliare il boscoso sasso di San -Michele, per formare il canale navigabile, fu del sommo Leonardo, il quale ebbe anche dal suo mecenate, Lodovico Sforza detto il Moro, facoltà e mezzi per iniziare l'opera. I disastri politici coi quali fu accompagnato il tramonto degli Sforza, interruppero ben presto l'opera, per quel tempo grandiosa. Nè il governo degli Spagnuoli, succeduto allo sforzesco, trovò mai tempo e volontà per occuparsene. Anzi finì per imprigionare l'architetto Giuseppe Meda, che, riprendendo gli studi di Leonardo, di Bartolomeo Bella Valle e del Missaglia, aveva progettata di nuovo l'apertura di quel canale. Soltanto nel 1773, durante il regime restauratore pella fortuna lombarda, di Maria Teresa e Giuseppe II, fu di nuovo ristudiato il progetto e i lavori vennero ripresi. Incaricati degli studi e della sorveglianza dei lavori furono i matematici padri Secchi, Frisi e Reggio, gli ingegneri Gian Rinaldo Carli e Giuseppe Pecis. I lavori, assunti da 1111 tal Nosetti, furono condotti senza interruzione fino al compimento. Nel 1777 l'opera fu data finita, col costo di 050,000 fiorini, circa 1,800,000 lire della moneta attuale. L'I 1 ottobre di quell'anno l'arciduca Ferdinando inaugurava solennemente il canale imbarcandosi a Brivio e discendendo, fra feste e luminarie, a Vaprio. In quell'occasione venne coniata una medaglia coll'iscrizione: Mediolumon Lario Junctum Euripo Novibus aperto MDCCLXXV1I.
Il canale di Paderno misura nella sua lunghezza metri 2587 (dei quali circa 2000 in territorio della provincia di Como e gli altri in quello della provincia di Milano), con una caduta totale di metri 27.50, vinta per metri 20.40 da sei conche, di cui la massima ha la caduta di metri 0.20, il rimanente dalla pendenza del canale. Tre scaricatori riconducono all'Adda l'acqua eccedente la normale altezza di metri 1.20. Una barca ne discende in ore 3 e lo risale, al rimorchio, in circa 4 ore. Vi possono navigare barche con carico sino a 30,000 chilogrammi.
Il territorio di Paderno è fertilissimo: dà viti, gelsi e cereali. L'allevamento dei bachi da seta è fatto in luogo su vastissima scala.
Coli, elett. Brivio — Dioc. Milano — P- a Robbiate, T. e Str. ferr. locali.
Ravellino (534 ab.). — Questo paese si trova sul fianco occidentale del monte Crocione, a 590 metri dal livello del mare, in posizione quant'altra mai pittoresca, presso belle boscaglie di castagni. Ravellino è un pittoresco paesello di 380 abitanti, cui principale vantaggio è la ridente località nella quale si trova. Altre frazioni del Comune sono Tignone — paese natale dello storiografo Giuseppe Ripamonti, raccoglitore paziente dei fatti di Milano durante il dominio spagnuolo e la terribile peste del 1630, della quale fu testimone oculare — Cerizza e Fumagalla, con un oratorio che s'incontra facendo la salita del San Ginesio. li territorio è fertilissimo: produce cereali, viti, gelsi. Copioso è pure in luogo l'allevamento dei bachi da seta.
Coli, elett. Brivio — Dioc. Milano — Pa a Rovagnate, T. e Str. ferr. ad Olgiate Molgora.
Roteiate (1290 ab.). —11 territorio di questo Comune si trova sulla sponda destra dell'Adda, a breve distanza dalla strada provinciale che da Milano per Vimercate si