-222 Parte Seconda — Alta Italia
lastricate e fiancheggiate ila edifizi di moderna costruzione, molti dei quali di signorile e grandiosa apparenza.
Notevole la chiesa parrocchiale, di stile grandioso e ricca d'arredi e di decorazioni; ragguardevole è pure il palazzo che fu già collegio dei Somasclii ed ora è collegio-convitto con pubbliche scuole ginnasiali. In questo collegio, allora governato dai Somaschi, ebbe la prima istruzione Alessandro Manzoni, il quale, se ci diede col suo romanzo famoso l'impressione viva di quésti paesi, fu perchè se n'era immedesimato e li aveva scolpiti nella mente, come quelli ai quali si riattaccavano i ricordi più grati e cari della sua vita.
Morate possiede inoltre istituti di beneficenza, asili infantili, ospedali amministrati da una locale Congregazione di carità; ha il bel monumento che a don Andrea Vassalli, uomo insigne per dottrina, cuore e santità di vita, per 37 anni parroco e vicario foraneo della borgata, venne eretto dalla venerazione e riconoscenza della popolazione. Notevolissime in Merate, per la loro sontuosità, sono la villa Belgioioso e la riinetti, cogli avanzi di un'antica torre, e buone pitture di scuola lombarda. Fanno corona a Merate, il Subaglio, poggio di bellissima vista, il San Hocco e Monibello, località amenissiiiie, popolate da ville ricche e graziose.
Il territorio di Merate produce in ispecial modo gelsi, viti e cereali. Pari alla grande produzione dei gelsi è l'allevamento dei bachi da seta che quivi si fa su vastissima scala ed il cui prodotto viene di prima mano lavorato nelle filande e filatoi esistenti numerosi in tutta la regione.
Cenno storico. — Merate è luogo di antiche origini, salienti al periodo della dominazione gallica; ma più famoso fu questo luogo nel medioevo in cui lo munivano mura alte e turrite, delle quali rimangono ancora avanzi. Sul principio del secolo XI se ne impossessò — togliendolo ad una famiglia feudale, di origini franche, che lo possedeva dal tempo dei Carolingi — il battagliero arcivescovo di Milano, Àriberto da Inti-miano, e quivi, nel lOiti, diede convegno, ed ospitò, offrendogli caccie ed altri spassi, l'imperatore Corrado il Salico. Durante il periodo turbolento dei Comuni e delle guerre signorili, il borgo di Merate, soggetto alle vicende della regione, fu soventi volte molestato da Comaschi, Milanesi, Lecchesi e Bergamaschi. Così non fu neppure risparmiato nel contìnuo passaggio (li truppe straniere, triste caratteristica della storia italiana nei secoli XVI e XVII.
Nel nostro secolo a Merate, e in particolare dal 1831 al 1837, gli Austriaci tennero un numeroso presidio, con molti ufficiali ; era una specie di campo d'osservazione tra l'Adda e Milano, tra lo sbocco del lago di Lecco e la pianura lombarda. Precauzione inutile, perchè nessun fatto venne inai in sì lungo periodo di tempo a giustificare la permanenza dì quel presidio in Merate.
Fu nativo di questo borgo quel Martino da Merate, che nella metà del secolo XIII si distinse sostenendo pubbliche cariche in Milano, ed altrove. Fu pure di Merate Ignazio Albani, latinista purgato, nel secolo XVI.
Coli, elett. Brivio — Dioc. Milano — P2, T. e Str. ferr.
Airuno (708 ab.). — Questo paese capoluogo del Comune si trova a 230 metri d'altezza, in bellissima posizione, a piedi del monte della Bocca (306 m.) sulla strada nazionale per Lecco. In posizione alquanto rialzata com'è sulle falde di questo monte, domina la stupenda vallata dell'Adda, che, appena uscita dai laghetti di Cariate o di Pescate, e d'Olginate, si dirige rapida e limpida com'è quasi sempre verso l'aspra costiera di Brivio e di Inibersago. È paese d'aspetto bellissimo in via di completo rimodernamento. Celebre è il santuario di Airuno assai frequentato dai devoti della regione e contigua bergamasca. Presso Aìruuo vedesi l'ardito ponte della strada militare sul Greghentino, torrente impetuoso che scende dalle vicine alture del