210
Parie Seconda — Alla Italia
un agglomerato di povere case, intorno ad un'umile chiesuola. È però l'unico Comune del circondario che possegga una biblioteca popolare con un bel numero di volumi ed ha il vanto altresì di possedere una sorgente d'acqua potabile, la migliore che si conosca fra le prealpi. D'estate vi accorrono numerose le allegre comitive, fonte d'onesto lucro per quei robusti terrazzani.
Nella parte alta di Moggio, presso la vetta dello Zuccone, havvi l'alpe Aliava zzo, agglomerato di baite o stalle, in mezzo a prati stupendi ove d'estate accorrono numerose mandre bovine. Unica industria locale derivata dall'alpeggio, è la fabbricazione degli stracchini. I prodotti del suolo, in verità poco fertile, sono patate, castagno, legname e pascoli.
Frazione di Moggio, ma parrocchia da se per soli quattro mesi d'estate, è Colmine di San Pietro, a 1340 metri dal livello del mare, amatissima e frequentatissima stagione estiva, ricca di freschissime sorgenti e di pascoli con erbe aromatiche. Posta fra la Valtaleggio e la Valsassina, di là spaziasi collo sguardo su queste due bellissime valli. D'inverno è completamente abbandonata, emigrando gli abitanti alle pianure lombarde.
Coli, elett Lecco — Dioc. Milano — P2 e T. ad IntroLìo, Str. ferr, a Lecco.
Morterone (197 ab.). — Questo piccolo Comune si trova a 1069 metri sul mare, in una stretta gola di montagna, sul versante orientale del Resegone, all'imbocco della Valtaleggio e presso le sorgenti del torrente Remola, confluente del Brembo. Il paesello di Morterone consta d'un nucleo di povere case e d'un'osteriuccia, nota agli escursionisti che intraprendono la salita del Besegone. Poiché è appunto per la vai Boazzo, la Forcella di Olino e Morterone che si presenta più facile l'ascensione al singolarissimo monte. Da Morterone alla cima s'impiegano da 2 a 3 ore.
Il territorio di Morterone è coperto da estesi boschi di faggio, praterie e pascoli Si trovano eziandio traccie di minerale di piombo argentifero nella regione Valmana. Vi ha un importante allevamento di bestiame bovino, fabbricazione di latticini] e di carbone, di cui gli abitanti fanno attivo commercio in Pecco. Ber la sua altitudine è refrattario ad ogni coltivazione agricola..
Coli, elett. Lecco — Dioc. Milano — P2, T. e Str. ferr. a Lecco.
Olcio (512 ab.). — È 1111 grazioso paese sulla sponda orientale del lago di Lecco, attraversato dalla strada nazionale dello Stelvio, con stazione sulla ferrovia Lecco-Colico. Ha una chiesa parrocchiale ampliata ed abbellita recentemente e numerose ville nei dintorni. Stupendo è il panorama che dalla strada nazionale ad Olcio si gode sul lago e su tutta la sponda opposta, dalla quale si vedono torreggiare le punte più alte della Vallassina, il San Plinto, il Poncive, l'altipiano del Tifino e l'ameno paese di Bellagio.
11 clima di Olcio nella stagione invernale è untissimo e prova ne sono i numerosi oliveti. La popolazione è eminentemente agricola e si distingue per l'attivissima coltivazione della vite 0 del baco da seta. Celebri sono le cave di marmo nero di Olcio: gareggiante, per compattezza di grana, per facilità di levigatura, per bellezza di tinta col celebre marmo nero di Varenna. Sopra ridente colle havvi un piccolo corso d'acqua ferruginoso-magnesiaca, di una leggerezza impareggiabile.
Cenni storici. — Olcio è luogo assai antico. Secondo alcuni il nome di questo paese sarebbe derivato dal latino Olea, essendo in questa località intensa la coltivazione delle olive e per conseguenza abbondante il prodotto dell'olio. Altri vuole invece che questo paese fosse YAucium, ricordato da Plinio e da altri scrittori. Comunque l'una e l'altra versione ha fondamento nel vero. Nel medioevo fu luogo fortificato, ch'ebbe a soffrire pei contrasti fra Milano e Como e poscia per le guerre signorili che divisero in sanguinose fazioni i paesi del lago.
Coli, elett. Lecco — Dioc Como — Ps a Tonzanico (fraz. di Rongio), T. e Str. ferr. locali.