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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Como e Sondrio
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 516

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parte Seconda — Alta Italia
   Zuccone di Oampell.o, all'orlo di una angusta valletta dalla quale scende, dalle sue sorgenti, la Piovermi. E un paese povero, di meschina apparenza, le case addossate l'una all'altra, annerite dal fumo, dalle intemperie e dalla incuria degli uomini.
   Il territorio di Cassina è sterile, sassoso e non ha che boscaglie di castagne e pascoli nelle alpi che s'accostano alla cima dello Zuccone, dove nelle numerose baite si fabbricano formaggi e burro.
   Coli, elett. Lecco — Dioc. Milano — P2 e T. ad Introliio, Str. ferr. a Lecco.
   Gastello sopra Lecce (2851 ab.). — Questa bella ed industriosa borgata la quale va sempre più diventando un sobborgo immediato di Lecco, perchè oramai le case dei due Comuni si toccano, e per la fatalità delle cose, il più grosso finirà di assorbire il minore, risiede in quel meraviglioso piano dolcemente inclinato, specie di terrazzo alluvionale, formato dai detriti delle vicine montagne raccolti e trascinati dal Gerenzone prima di gettarsi nel lago presso Lecco. Chi da questa città sale a Castello, tanto dalla strada che per l'insellatura di Ballabio, conduce allaValsassiiia, quanto per le altre strarlicciuole secondarie, se non è ben pratico dei luoghi difficilmente potrà dire dove un Comune finisca e l'altro cominci, tanto nel succedersi dei fabbricati, degli opifici della vallata, è difficile il trovare la soluzione della continuità. Perciò Castello può dirsi un'appendice industriale di Lecco. Il maggior vanto di questo Comune è appunto il gran numero dei suoi stabilimenti industriali, mossi In gran parte dalle copiose e rapide acque del Gerenzone e sussidiariamente, nei tempi cosidetti di magra, anche dal vapore. Vi sono filande pella seta, officine metallurgiche, magli, trafiliere, cartiere, fabbriche di pasta, di cartuccie e di polvere pirica, segherie per legname, tintorie, officina del gas, ecc., ecc.
   Castello ha una bella piazza sulla quale sorge, di recente costruzione, il palazzo Municipale, grandioso edilizio, per la maggior parte adibito ad uso scolastico. Ha pure una bella chiesa parrocchiale.
   Frazione importante del Comune di Castello sopra Lecco è Arlenico, industrialissimo villaggio, nel quale fra gli altri opifici si annovera un grandioso laminatoio per ferro ed una vasta filanda installata nell'antico palazzo del Seminario diocesano, lo stesso ove tanti anni addietro cominciarono i loro studi Tommaso Grossi prima, poi Antonio Stopparli ed Antonio Gliislanzoni, i due cittadini elei quali maggiormente va onorata in questo secolo la gentile Lecco. Questo edifizio fu eretto per ordine del Medeghino.
   1 dintorni di Castello sono ameni, ridenti quanto mai, bellissime passeggiate conducono da Castello ad Olate, a San Giovanni, ad Acquate, a Rancio, alle falde della Grignetta e del Resegone. Il territorio sovrastante è cosparso di belle, eleganti ville, ove prosperano le viti, i gelsi, i cereali, gli alberi da frutta e i castagni.
   Cenno storico. — Castello è de' luoghi più antichi del territorio leccliese. Secondo l'asserzione di qualche erudito locale, Castello sopra Lecco sarebbe l'antica Licinoforo, intorno alla quale tanto si è discusso: una lapide appoggici ebbe tale opinione, sulla quale noi peraltro ci guarderemo bene di entrare in discussione. Gian Giacomo Mèdici, il Medeghino suddetto, dopo aver distrutto a Lecco la chiesa di San Giacomo ed il convento delle Benedettine nel 1530, eresse a Castello il grandioso edifizio che tuttora si vede, designato col nome di Convento di San Giacomo, occupato prima dai Minori Osservanti, poi dai Riformati. Nello stesso tempo faceva erigere ad Arlenico il palazzo anzidetto per le Benedettine, trasformato poscia in Seminario. La chiesa prepositurale di Lecco, essendo ai tempi del Medeghino piccola e crollante per antichità, il preposto ed il Capitolo dei canonici si trasferirono nella chiesa di Castello, San Carlo Borromeo nel riordinamento di ogni cosa da lui intrapresa nella diocesi di Milano, soppresse la collegiata in Castello e la ricondusse a Lecco, ove d'altra parte sin dal 1534 per ordine di Francesco II Sforza la chiesa prepositurale era stata restaurata ad ampliata.
   Golf elett. Lecco — Dioc. Milano — P2 e T. locale, Str. ferr. a Lecco.