Stai consultando: 'La Patria. Geografia dell'Italia Provincie di Como e Sondrio', Gustavo Strafforello

   

Pagina (202/522)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (202/522)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Como e Sondrio
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 516

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   -198
   Parte Seconda — Alta Italia
   Ci
   amministrazioni locali, ai cui disordini, perchè perpetrati da personaggi di nobile casato e di grandi influenze, i governi di Milano prima, e di Madrid poscia, tenevano, piti che altro, bordone. Nel territorio di Lecco il contagio, cominciato subito dopo il passaggio delle truppe, 11011 cessò se non verso la fine del 1631 : la sola borgata di Lecco, secondo le memorie rimaste, perdette in quel contagio 511 persone.
   Dopo questa catastrofe la cronaca di Lecco passa quasi silenziosa per un secolo, fino al tempo della guerra di successione, fluita col passaggio della Lombardia agli imperiali d'Austria.
   Nel 1784 Lecco venne visitata dall'imperatore Giuseppe II che, vinto dalla bellezza dei luoghi, quivi dimorò parecchi giorni, alloggiato all' Albergo del Moro, durato fino a pochi anni or sono in piazza del Mercato.
   Nel 1799, presso il ponte di Lecco, avvenne un sanguinoso scontro fra gli Austro-Russi comandati da Souvaroff, ed i Francesi sotto il comando di Serrurier. Chi in quel fatto ne stette peggio fu il ponte, elei quale vennero fatti saltare colle mine due archi alle estremità: uno dai Francesi, l'altro dagli Austro-Russi. Lecco accolse, fin dal 1796, le idee innovatrici della Rivoluzione e fece grandi feste per la piantagione dell'albero della Libertà, avvenutali 14 maggio di quell'anno in riva al lago. Colla Repubblica Italiana prima e col Regno Italico dopo, Lecco fu capoluogo del dipartimento della Montagna. Sotto la restaurazione austriaca, dal 1815 al 1859, fu capoluogo di distretto nella provincia di Como.
   Una bella pagina nella storia del valore popolare fu segnata dai Lecchesi nel 1848. Appena giunta la notizia dell'insurrezione di Milano (alla mattina del 19 marzo) la gioventù leccliese s'arma come meglio può, scende in piazza, intima al presidio austriaco (li arrendersi e cedere le armi. All'indomani quanti giovani e uomini valenti si trovano nella città e nei paesi circostanti, armati tutti di fucili e sciabole, si ordinano in colonne dirigendosi sopra Milano. A Monza aiutano quella cittadinanza, già sollevata, a mettere in iscompiglio la guarnigione austriaca, e nel pomeriggio si dirigono su Milano, ove, giunti, assaltano il dazio di porta Comacina, (la dove nella sera penetrarono m città, primo aiuto che alla combattente Milano venisse dall'esterno.
   Libera Milano, quei valorosi ritornarono a Lecco, ove formarono due colonne, dirigendosi sul Trattino per lo Stelvio ed il Tonale. Si distinsero specialmente alla presa di Castel Toblino in valle di Sarca, ove per tre giorni la bandiera tricolore delle colonne lecchesi sventolò gloriosamente sulla torre del vecchio maniero dei Madruzzo, rispecchiando i suoi vividi colori nelle onde tranquille ed azzurrine del piccolo lago che il castello circonda.
   Nel fatale agosto del 1848 i Lecchesi accorsero in massa a Milano, pronti a dare il loro sangue alla difesa della metropoli lombarda, simbolo della patria. Ma arrivarono sotto le mura della città quando Radetzky vi era già entrato e dovettero più che in fretta sbandarsi e sciogliersi per non essere colti colle armi alla mano e passati a hi di spada. Nelle guerre successive la gioventù leccliese prese le armi, chi nell'esercito regolare, chi nei volontari, bagnando del suo sangue i campi lombardi, siciliani, il fatale Aspromonte e la triste Mentana.
   CITTADINI ILLUSTRI
   Per quanto di modeste vicende nel passato, Lecco ha dato in ogni tempo cittadini dei quali non solo il luogo nativo, ma l'intera patria italiana si è onorata. Nel secolo XIII è ricordato Fra Pagano da Lecco, celebre oratore sacro, ucciso dagli eretici in Valtellina, ove predicava ed in seguito beatificato. Nel secolo XVI il famoso Gerolamo Morone, gran cancelliere di Stato presso Francesco II Sforza e fautore di i uella Lega Italiana che doveva liberare la pafria da' li stranieri e che fu tradita dal