Lecco
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cogliendo l'occasione della guerra scoppiata fra Milano e Cremona, cacciarono il presidio milanese, proclamandosi di bel nuovo indipendenti. Subito i Milanesi volsersi a punire Lecco di questa ribellione, e certo il piccolo, ma ardito borgo, avrebbe passato un brutto momento se Bologna 11011 si fosse frapposta pacificatrice fra Milano, Cremona e le altre città ili guerra, riuscendo a far stipulare molla pace (die fu detta di Lecco, dal luogo ove venne conclusa e nella quale naturalmente, come dice il Ghe-rarducci, storico bolognese, fu compreso anche Lecco « castello nobile et pieno di popolo > (1210).
Pace, come tutte le altre di quel tempo, per quanto solennemente giurata, di corta durata. Infatti le cronache lombarde registrano, nel 1225, una seconda rivolta di Lecco e territorio, ai Milanesi; ed una terza di Lecco, Vareuna ed altre terre del lago, nel 1250. A dare un esempio definitivo i Milanesi, il 7 maggio di quell'anno medesimo, con numerose forze assalito il borgo lo spianarono al snolo. Dopo questo fatto Lecco, per qualche tempo, non fa parlare di sè. Riappare il nome di Lecco nelle cronache dello scorcio di quel secolo e del susseguente, durante le fazioni signorili tra Torriani e Visconti.
Lecco, parteggiarne per i l'orriani, che oriundi dalla vicina Valsassina avevano in tutto quel territorio grande potere ed aderenze, fu soggetta a duri trattamenti, per opera dei Visconti, «piando la fazione di questi riusciva a prevalere. Fra gli altri è memorabile l'eccidio del 1283. per il quale il borgo di Lecco, assediato e preso dalle armi ili Ottone Visconti, venne di nuovo incendiato e raso al suolo, obbligandosi gli abitanti ad abbandonarlo ed a stanziarsi nella non lontana borgata di Valmadrera. Furono tenute in ostaggio 250 persone delle principali famiglie e fra questi Filippo Penalio da Calabria che, vassallo dei Torriani, aveva sostenuta valorosamente la difesa del borgo. Col risorgere della fortuna dei Torriani risorse pure quella di Lecco : che, tolto il bando al quale erano stati messi ì suoi abitanti, ridiventò di nuovo popolosa ed agguerrita: parteggiali!» sempre pei Torriani, preparanti a giuocare l'ultima loro carta contro i \ isconti, ì quali facevano di tutto per cattivarsi l'amicizia e l'appoggio degli imperatori tedeschi e di Arrigo di Lussemburgo m particolar modo, che s'apprestava — chiamato dai Ghibellini, troppo illusi sul carattere ed i sentimenti suoi — a discendere in Italia.
In questo periodo, Importantissimo della storia di Lecco, il borgo governavasi a Comune, con un podestà assistito da un Consiglio ili cento cittadini; aveva gli statuti proprii, i (piali, basandosi sui bisogni civili e sulle condizioni del territorio,formavano il diritto locale del paese, mentre il diritto comune, per tutti i casi non contemplati da quegli statuti, era dato dagli statuti del Connine di Milano.
Dal 1296 al 1336, anno nel quale se ne impadronì Azzone Visconti, che già aveva riunita sotto di sè buona parte della Lombardia e ridotto ad obbedienza Como, Lecco si era mantenuta ribelle ed indipendente, sebbene la fortuna dei Torriani, dopo l'eccidio di Milano — presente Arrigo VII — la distruzione delle loro case e la loro cacciata, fosse definitivamente tramontata. Per sottomettere Lecco, Azzone Visconti dovette mandare un esercito ben agguerrito e stringere di regolare assedio il borgo. Al contrario dei suoi predecessori, Azzone si mostrò relativamente mite coi vinti..Pensando che quella forte borgata poteva essere utile guardia al lago ed alle strade che per i Grigioni scendevano dalla Germania, invece di abbatterne le fortificazioni, le restaurò ed aumentò. Di più. colle contribuzioni imposte alla Valsassina, ostinatamente guelfa e fedele ai suoi antichi signori, i Della Torre, fece erigere il ponte sull'Adda, agevolante assai le comunicazioni tra Milano, il borgo e la Valsassina.
L'affermarsi della signoria viscontea sopra Lecco non impedi che anche il piccolo borgo, come del resto tutte le terre italiane in questo periodo, non fosse dilaniato dalle discordie interne delle famiglie dei suoi maggiorenti; in Lecco si combatterono