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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Como e Sondrio
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 516

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parte Seconda — Alta Italia
   generale di tutta la regione cisalpina, passando dai Goti ai Greci, da questi ai Longobardi e dai Longobardi ai Franchi. 11 nome di Lecco risorge, nel secolo IX, dopo che, stabilitosi l'impero carolingio, Lotario imperatore, completò le varie giurisdizioni feudali e religiose iniziate ila Carlo Magno, e delle parrocchie battesimali, colle quali la Chiesa si era organizzata nelle campagne, fece le pievi o gruppi di varie parrocchie. Allora comincia a riapparire nella storia il nome di Lecco a capo d'una pieve, con giurisdizione religiosa su Acquate, Balìabio, San Giovanni, Castello, Germanedo, Laorca, Maggianico, Malgrate, Olate, Rancio e Morterone. Politicamente, diremo così, Lecco era a capo di un contado feudale, trasmissibile per via ereditaria, e sullo scorcio del secolo IX si ha notizia di un Conrado conte di Lecco, del (piale si conoscono anche il tìglio Radaldo, il nipote Viberto ed un Ottone pronipote. Questi conti figurano combattenti nelle armate degli Ottoni: Ottone morì, dopo essere stato lungamente infermo in Lecco, nel 975, nel suo castello di Almenno, località tra Lecco e Bergamo. Più tardi Lecco passò 111 potestà del vescovo di Como: uni nel 1035 ne era padrone l'arcivescovo Ariberto da Intiiniano, e d'allora in poi fu sempre soggetto alla Curia milanese. Sul principio di questo secolo, iniziatasi la lotta fra conti e valvassori, indi tra vescovi e feudatari, ed infine tra nobili e popolani, spesseggiarono le terre lombarde di castelli turriti e murati. Ogni località che potè cingersi di mura, di torri e chiudersi entro le proprie porte, per distinguersi dalle terre aperte fu detta borgo, onde nel territorio che descriviamo si hanno i borghi di Lecco, di Primaluna (che aveva, dicesi, tre gironi ili mura, tre torri e sette porte) e sullo stesso ramo di lago, di Varenna e di Bollano.
   Durante il periodo della lotta per il celibato degli ecclesiastici Ari aldo, il famoso propugnatoli del celibato, sottrasse, nel 1066, Lecco dal dominio della Curia milanese ma per poco. Più attiva fu la parte avuta da Lecco nelle guerre comunali nel periodo successivo e specialmente nella famosa guerra decennale tra Como e Milano. Naturalmente Lecco parteggiava per Milano e fu a questa di valido ausilio per tenere a bada le genti del lago, onde, 0 per amore 0 per forza, non s'amicassero ai Comaschi disertando l'alleanza stabilita con Milano. Le cronache di quella guerra narrano particolarmente di un'impresa compiuta da quei di Lecco, nel 1125, sopra Mandello che i Comaschi avevano debellato e sottomesso; impresa nella quale, oltre del borgo contrastato, restò in potere dei Lecchesi la più grossa galea che i Comaschi avessero sul lago, detta il Lupo, per il riscatto della quale cedettero nientemeno che il casteilo di Dervio.
   Così, al termine della guerra decennale, fortunata pei Milanesi, Lecco si trovò padrone del lago da Dervio in sotto, e di tutto il territorio lungo l'Adda fino al di là di Malgrate, avendo, con un'ardita impresa, tolto ai Comaschi il castello di Antisito in vicinanza di quel paese, e dai Comaschi con molta cura guardato.
   Nel periodo delle guerre di Barba,rossa e della Lega, Lecco si staccò da Milano, prendendo le partì dell'imperatore. Questa defezione si spiega coi fatto, che il maggior numero delle sue truppe Barbarossa le faceva discendere in Italia per le vie dello Spinga e dei Grigioni e quindi per il lago di Como: Lecco era continuamente ingombra di truppe imperiali che andavano e venivano dalla Germania. U11 menomo atto di ribellione, un menomo attestato di simpatia, alla causa dei Milanesi, avrebbe determinata la distruzioni; di quel piccolo borgo. Si sa che Barbarossa, in queste faccende, andava per le spiccie. Lecco fu dunque con Como in tutte le guerre dell'imperatore contro Milano e le altre città lombarde che non volevano rinunciare ai loro diritti e privilegi comunali, e quando distrutta, 0 per meglio dire, abbattuta Milano, Barbarossa ne dirise il territorio in sei contadi, Lecco fu posta a capo del contado della Martesana, avente per vicario imperiale un Abradante secondo taluni, un Brandiinarte secondo altri. Dopo la pace di Costanza Lecco si trovò assoggettata a Milano, che forse 11011 dimentica della passata niniicizia, fu con Lecco piuttosto dura. Tantoché i Lecchesi,