Lecco
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Robbiolo, Robbiano, collina Orobi, presso il monte Orsa, Orebbio in vai Capriasca, monte Orobio in Brianza ed altri consimili che si trovano di frequente nell'alta regione lombarda. Le robbìote ed i robbiolini, formaggi che si fabbricano ancora nelle alte valli del Comasco e del Lecchese, il cui nome è adottato in tutta la Lombardia, ci provano che gli Orobì, oltre della caccia e della pesca, si dedicavano anche alla pastorizia.
Il nome degli Orobì, se non la razza, scomparve nella regione co/ succedersi delle migrazioni di altri popoli : Opici, Osci, Ombri, Insubri ed Etruschi, ai quali dopo altri secoli subentrarono i Gialli, dopo una guerra d'invasione vittoriosamente condotta da Belloveso, capo truppa o bren gallico. Le varie invasioni celtiche, dopo quella antichissima degli Orobì (se pur questa non fu un frammischiarsi di genti affini, autoctone viventi sui due versanti delle Alpi) lasciò traccio significanti nei nomi, essendo tanto le radicali in Ast in Ar, in AB, in A», in Bar, in Mag. proprie dell'antica lingua gallica per significare 1 ubicazione al pari delle desinenze in afe, asco, ago per denotare l'abitazione o località. Donde i nomi di Asso, Abnenno, Acquate. Malgrate, >lolnago, Civate, Galbiate, Cariate, Olate, Maggianico, ecc., ecc. 1 Galli condotti da Belloveso (550 a. C.), che si stabilirono sugli avanzi delle razze orobiche ed insubri, che ancor resistevano in questi paesi, attraverso alla dominazione etrusca, con lingua, tradizioni, costumi lor proprii, formarono quella Gallia Cisalpina che tanto filo, e in più riprese, diede da torcere alla possente Roma.
A questo periodo forse appartenne la stabile, apparizione di Lecco nell'orbita storica italiana. Quanto all'etimologia del nome di Lecco non ci addentreremo nelle dispute in proposito sollevate dagli eruditi, nò parteggieremo per quelli che in Lecco riscontrano l'antica Licinoforo (mentre altri la vuole ad Incino presso Erba), nè con quelli che, vogliono trovare l'etimologia di Lecco in un'espressione greca che significa bianco. Osserveremo solo, non essere improbabile che Lecco derivi il proprio nome da quei Greci trapiantatisi nella regione al tempo di Giulio Cesare, i quali, come abbiani visto precedentemente, lasciarono del loro passaggio ricordo nei nomi di molti paesi del lago. Da Lecco a Leuco e Leucade, il salto non è molto, specie quando su lingue, nomi e paesi è passata la pialla livellatrice della barbarie inedioevalc. J\Ia questa è un'opinione nostra personale, sulla quale: ci guarderemo bene dall'incaponirci.
Una cosa però poi affermarsi con sicurezza, ed è che prima dell'apparizione del nome di Lecco, nella storia già era famosa sul fianco del monte Barro, di prospetto alla Lecco moderna, la città orobica di Barra — della qiiale hanno parlato Plinio ed altri scrittori antichi, e della quale toccheremo noi pure in momento più opportuno (V. Pescale) — e ch'era cosa ben diversa da Lecco.
La prosperità e la fama di Lecco cominciarono veramente dopo la conquista romana e dopo che Giulio Cesare, a combattere in questa regione l'influenza ancor viva dei Cisalpini e per fronteggiare i Rezi che vi facevano, scendendo dalla Valtellina, frequenti scorribande, vi condusse quelle colonie di famiglie romane e greche, delle inali si è più volte discorso.
Del periodo romano rimangono ancora testimoni in Lecco e suo territorio, oltre che alcune iscrizioni, delle quali una trovata in un campo presso Galbiate, un cippo che si conserva ancora nel giardino della canonica di Castello sopra Lecco, e delle memorie scritte, molti nomi di località, come Olcio (Olea), Onno (Ovium), Regoledo (Robiirctum.), Pasturo (Pastura), Balisio ( Vallisi, ecc.) ed i nomi (li molte famiglie di queste valli, nomi di evidente derivazione latina, quali : Agosti, Agostoni, Antonioni, Bacone, Cornelio, Maroni, Ruffini, Scipinni, Vitali, Valeri, Vittori, ecc. Così il compianto dottor Giovanni Pozzi nella eruditissima sua monografia su Lecco e la città di Barra.
I secoli delle invasioni barbariche passarono sopra Lecco ed il suo territorio senza che di questa regione restasse memoria scritta nei documenti pervenutici fra le rovine e le miserie italiche di quel tristissimo periodo. Si comprende che subì la sorte
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