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Parte Seconda — Alta Italia
gruppo della Griglia o dal pizzo Sodatura, incanalandosi a Taceno fra profondi burroni. Esce dalla Valsassina precipitando, per una stretta fessura di ben 200 metri di altezza, nel lago presso Bollano.
Così il Varrone che scendendo dal pizzo omonimo si è scavato sotto Promana un orrido, conosciuto 111 paese col nome di Orrido di Chiudrino, e si getta nel lago sopra Pervio.
Toccano buon tratto del territorio di questo circondario il Eambro, che nasce nei monti della Vallassina al disopra di Magreglio; la Molgora scendente dalle colline della Brianza circostanti a Missaglia; ma il maggior corso di questi fiumi si svolge fuori del territorio lecchese.
In un paese eminentemente montuoso com'è questo di Lecco, non potevano mancare le belle, imponenti cascate d'acqua; così, fra le molte si cita nel circondario di Lecco la cascata della Treggia in Valsassina presso Introbio, delle più belle e pittoresche che si possano immaginare. Questo importante affluente della Pioverna precipita in una specie di strettissimo antiteatro che si è scavato nella nuda roccia per parecchie decine di metri con effetti sorprendenti di sobbollimene spumosi, eli iridescenze, di rimbombi fragorosi. Altra bella cascata è quella del Cavreccolo, formata dal torrente Alegnasca, tributario del Varrone. In Valsassina pure, presso Cortenova, un torrentello salta da grande altezza in un bacino perfetto dalle pareti di calcare compattissimo detto la Grotta dei Dardani.
L'industria avvantaggia assai dall'abbondanza di acque e di salti d'acqua che si trovano in questo territorio; nella sola vallata del Gerenzone che dalla insellatura di Ballatoio scende nel lago presso a Lecco, si hanno oltre 100 opifici, serici, metallurgici, cotonieri od in altro genere industriali, che dalla rapida perenne corrente di quel fiumiciattolo trovante le sue origini nei fianchi poderosi della Grigna da un lato, del Resegone dall'altro, traggono la loro vita e ragione di essere.
Cenno geologico. — Un territorio sotto tanti rapporti importantissimo e singolarissimo come questo di Lecco, libro aperto, per non dire parlante, delle grandi rivoluzioni ed evoluzioni che condussero la superficie della terra allo stato attuale, non poteva a meno di attirare l'attenzione degli studiosi. Infatti dal secolo scorso sino ad oggi è numerosa ed illustre la schiera degli scienziati che si occuparono dei fenomeni geologici e paleontologici offerti dalla regione lecchese : tra questi vanno citati il Balsamo-Crivelli, il Villa, il Benecke, il Breislak, il Curioni. l'Oniboni, più recentemente lo Spreafico, il Taramelli ma sopratutto l'abate Stoppani ed ora il professore Mario Cermenati, giovane e già bella speranza delle scienze naturali in Italia.
Seguendo appunto le traccio (li una recentissima pubblicazione del Cermenati, già citata (Bellezze naturali dei dintorni di Lecco), diremo che le montagne del circondario di Lecco si possono raggruppare in quattro tipi: tipo dolomitico, tipo calcareo, tipo scistoso-arenaceo, tipo granitico.
Maestoso il tipo dolomitico, tutto aguglie, pinacoli, cocuzzoli. Le sue cime s'alzano bianche, nude, come gigantesche ossa tarlate: sono affondate nei minuti relitti del proprio corpo, come ì mucchi di cenere. Sembrano scheletri di giganteschi esseri trapassati, ruderi cadenti di ciclopici edilizi. Ciò per la natura della roccia che è una dolomia (carbonato di calcio e magnesio) soggetta, oltreché ad una facile soluzione chimica, ad uno sfaldamento veramente straordinario. Ma sono due i sottotipi dolomitici: vi èia dolomia esiniana (dai paraggi di Esino dove è sviluppata) a tinte più salde, a contorni più decisi, a masse più robuste, e la dolomia lariana (dal Lario in genere dov'è classica), più chiara, più frastagliata, più triturata. Il Moncodine ed il San Martino, tozzi e solidi, constano della prima; la Griglietta ed il Besegone, quella esilis-sima, questi dentellato, constano della seconda. Estesi accumuli di ghiaia minuta coprono le parti alte della Grigna, del Zucco del I'ertusio e del Resegone.